Ripubblichiamo dalle cronache della Mostra del Cinema di Venezia del 2005

FUORI CONCORSO, EDMOND, Stuart Gordon

Stuart Gordon se lo ricordano tutti (tutti… Tutti i fans tamarri dell’horror come il sottoscritto) per Re-Animator. Dopo l’esordio col botto è riuscito poi a fare un film più brutto dell’altro, incapace (come l’amico Yuzna) di smuoversi da un’idea di horror profonadamente legata agli anni ’80, invecchiata precocemente e spesso relizzata al peggio delle possibilità. Su di lui in realtà si era anche puntato molto (qualcuno si ricorda Space Truckers?), e ad ogni film ci si augurava la sorpresa… ma niente: al di là di Re-Animator, niente. Ultimamente anche lui emigrato in Spagna, sempre come Yuzna, era riuscito addirittura a peggiorare e i suoi film si erano fatti pressochè inguardabili (Dagon… mamma mia, Dagon) e anche gli appassionati del genere lo avevano un po’ abbandonato.
Inspiegabilmente invece, dopo 20 anni di attività, Gordon cambia registro e, appoggiandosi a uno scritto di David Mamet, realizza un buon film. Non un capolavoro: un buon film. E guardate che non è poco. Edmond (William H. Macy) dopo anni di matrimonio, stressato da una vita che lo rende infelice, una sera decide di essere stanco di subire passivamente e imbocca la porta di casa per non fare più ritorno. Vagando per una fredda e folle città, si farà fare i tarocchi da una maga che, ovviamente, gli predice il peggio. Con enormi debiti verso lo script di Fuori Orario, il film segue la progressiva e inarrestabile discesa verso gli inferi di un uomo che nel momento in cui decide di vivere viene travolto dalla forza del destino. Non un capolavoro, già visto ed eccessivamente verboso, d’accordo, ma dal regista di Robotjox era lecito aspettarsi il peggio. Si può affermare che Mamet è più della metà del film e che l’altra metà del merito è tutta dell’interpretazione di Macy, ma forse ancora un po’ di credito a Stuart Gordon possiamo darlo. Oltre a Macy brevi camei per Bai Ling, Denise Richards e Julia  Stiles (che, fortunatamente, muore) e per l’immancabile Jeffrey Combs, il dott. Herbert West di Re-Animator.

FEDEmc  

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4 Comments

  1. Posted 16 aprile 2007 at 14:52 | Permalink | Rispondi

    Azz, a me Dagon tutto sommato era piaciuto… Robojox invece perdeva in partenza, ma gli si vuole bene lo stesso. E’ Yuzna quello irrecuperabile.

  2. Posted 16 aprile 2007 at 23:01 | Permalink | Rispondi

    ma come? riciclate vecchi post quando nelle sale è fresco di uscita il nuovo “film” di simona izzo???
    e no eh!

  3. anonimo
    Posted 17 aprile 2007 at 12:19 | Permalink | Rispondi

    Sinceramente: Zingaretti, con la parrucca che cucina brasato di bufalo in salsa di mirtilli e topinambour glassati, che cita Nietzsche, e racconta la sua vita sentimentale, fa venir voglia di attaccare con mazze e picconi Slow Food.
    Va vicino all’idea platonica di “brutto cinema italiano” che può essere raggiunta, per altri motivi, da “mio fratello è figlio unico”. Anche se dicono che il film è bello, io lo temo come la morte.
    m.

  4. anonimo
    Posted 22 aprile 2007 at 17:19 | Permalink | Rispondi

    hey, non hai parlato del negro!

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