The History Boys, Nicholas Hytner, GB 2006

Un gruppo di ragazzi si prepara agli esami di ammissione all’università negli anni ’80. Con qualche lieve differenza, questa trama liofilizzata potrebbe essere applicata anche a film come Notte prima degli esami, ma basta ascoltare la colonna sonora del film di Hytner per capire che, da basi simili, si possa arrivare a risultati completamente diversi. Lì, per lo più, ciarpame di una ventina di anni fa, qui una curiosa selezione di hit post-punk (e non solo) a cui è stata tolta la traccia vocale (per motivi di diritti?). Ma, ovviamente, in The History Boys la differenza è fatta dal copione del grande Alan Bennett, che lo trae da una sua pièce. E in più di un punto è evidente l’origine teatrale del film, non solo nelle parole, ma anche nei movimenti dei personaggi e nell’organizzazione della messa in scena: d’altro canto l’aula scolastica è un palcoscenico perfetto, anche non metaforicamente.
Gli attori, tutti bravissimi, danno il meglio: ragazzi e insegnanti riescono a rendere credibili dei personaggi che, diciamolo, sono un po’ sopra le righe, rendendoli caratteri ma non macchiette. E dire che ci sarebbe l’insegnante bizzarro con tendenze omosessuali, l’insegnante di storia tosta, bruttina e con tendenze femministe, l’insegnante nuovo e giovane che deve lottare per mantenere il posto: insomma, un potenziale rischiosissimo. Invece Hytner riesce nel compito, dandoci un film buono, non indimenticabile, ma ossigeno puro in questa stagione cinematografica tremenda.

Francesco

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2 Comments

  1. anonimo
    Posted 31 maggio 2007 at 15:31 | Permalink | Rispondi

    bravo francesco che torni a scrivere sul blog.
    apprezziamo.

    l.l.

  2. Posted 31 maggio 2007 at 16:31 | Permalink | Rispondi

    Inoltre, se mi posso permettere, un’altra lezione di stile di Bennett, che, con grande sarcasmo, prende in giro l’Istituzione e le differenze di classe inglesi (dimmi dove hai studiato e ti dirò chi sei), e sulla “menzogna” come modus e habitus: mentire per ottenere quello che si vuole, “vendersi” e “offrirsi” anche sessualmente.
    Insomma, un divertimento.

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