Quinto capitolo sul grande schermo della saga di Harry Potter, in attesa degli altri due ma soprattutto del settimo libro (perlomeno del sottoscritto, che si è scoperto potteriano dell’ultima ora). Questo lo si dice perché l’esperienza personale di visione è profondamente cambiata: i primi quattro film li avevo visto ignorando i libri, mentre questo l’ho visto avendo ben presente quello che succede nel romanzo. Il che non vuol dire confronti, discussioni suilla fedeltà, sulla delusione o robe del genere, ma solo che il punto di vista si è leggermente spostato.
Anche se il giudizio generico non è cambiato: sono buoni film, nulla più, nulla meno. Appassionanti, onesti, che fanno quello che devono fare. Poi a me Harry Potter piace, quindi.
È accresciuta, però l’impressione che siano film di J. K. Rowling più che di chiunque altro, forse nel momento del lavoro di riduzione dell’enorme quantità di informazioni che sono presenti nel libro.
E in questo lavoro di riduzione quello che va perso sono i raccordi e le giustificazioni narrative. Si tratta di un’accumulazione di scene alcune belle, alcune brutte. Ma unite da legami puramente temporali in un’esasperazione del post hoc ergo propter hoc.
Due robe a caso: Minerva McGonagall litiga con Dolores Umbridge perché informata delle punizioni che quest’ultima dà agli studenti, nel caso Harry Potter. Ma nessuno glielo ha detto, anzi Harry Potter ha affermato poco prima che non voleva dire niente. Tralasciando degli scavalcamenti di campo veramente fastidiosi in questa sequenza che se no si sembra la maestra dalla penna rossa.
Oppure i Nargilli, che appaiono nei discorsi a caso, senza una spiegazione (sono frutto della fantasia di Luna, vivono nel vischio e quindi ha senso che Harry dica quella cosa a Cho prima di baciarsi…).
Ma soprattutto, nella scena della fuga dei gemelli Weasley, si vede il nano che esulta. Perché il nano che dirige il coro esulta? Perché la Umbridge lo ha misurato?
Perché sprecare due inquadrature per il nano esultante quando gli nincubi di Harry non hanno così spazio a livello emotivo? Io non so, il nano esultante. È una citazione lynciana? Una parodia? Due inquadrature quando Ginny Weasley tipo ha tre battute e due sono incantesimi.
È come se certe cose ci dovessero essere perché sono importanti nel libro, ma quello che importa è che ci siano. E basta, senza connessioni con il resto del racconto del film, tanto l’impalcatura di quello che succede si dà nei libri.
È come se fosse una serie delle illustrazioni del libro, e vanno troppo veloci. Magari è che sto invecchiando, e non è che voglio la sequenza di prove che l’eroe deve affrontare nella fiaba, però insomma, se Harry Potter è turbato dagli incubi, calchiamo un po’ la mano e facciamolo capire, se l’arma è la profezia, ma non si sa, facciamo che ci sia un po’ di emozione su questa scoperta. Insomma, fai almeno lo sforzo di giustificare quello che succede, mica tanto, i libri li ho letti, ma almeno provarci.
Ma, appunto, si sta attaccati sugli avvenimenti del libro come parassiti, perché sono i libri ad essere al centro, e non si sta facendo un adattamento, una trasposizione.
Non sto dicendo che fanno una cattiva trasposizione, è che fanno un’altra cosa: non è manco il libro con il dvd, è che il rapporto è proprio parassitario.
Insomma una serie di sequenze: passione! Dolore! Volo! Spettacolare effetto speciale! Coinvolgimento: che bella l’amicizia! Lotta! Cattivi! Cattivissimi! Travaglio! manca davvero di qualche legame. Sembra la serie di funzioni di Propp sotto spirito e senza la ciccia intorno.
Detto ciò, poi mi sono pure appassionato, mi è piaciucchiato, intrattiene, è rispettoso del mondo della Rowling, prosegue sulla falsariga degli altri, quindi in fondo bene (ma gli ultimi due erano meglio)
 
manu
PS. So di tirarmi addosso gli strali di chiunque, ma mi sa che Emma Watson si è imbruttita, oltre al Radcliffe palestrato che fa un po’ strano
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12 Comments

  1. anonimo
    Posted 10 luglio 2007 at 17:06 | Permalink | Rispondi

    ma basta che vedi i film prima di tutti!
    madonna…
    ti odio.
    quando sono andato a vedere hostel 2 (lunedì 2 luglio) in coda davanti a me c’erano due reghezzine che si compravano già i biglietti per la prima.
    se lo sapessero loro due…
    Fmc

  2. Posted 10 luglio 2007 at 19:37 | Permalink | Rispondi

    vedendo ieri l’anteprima stampa devo ammettere che il quinto capito è davvero bello, mi è piaciuto, davvero niente male…

    in bocca al lupo e complimenti per il tuo blog…

  3. Posted 10 luglio 2007 at 23:39 | Permalink | Rispondi

    sono daccordo maturavo più o meno le stesse riflessioni iersera, e potter m’è simpatico e la saga filmica mi piace. Pur filando abbastanza liscio (poi avevo con me un’acquisita nipote tredicenne: ha gradito, anzi era dispiaciuta che fosse finito il film) mostra debolezze nella coesione, e potter col bicipite fa pensare effettivamente…

    la reine

  4. Posted 10 luglio 2007 at 23:41 | Permalink | Rispondi

    dimenticavo

    strali sì strali no, emma watson era decisamente dimessa

    la reine again

  5. anonimo
    Posted 11 luglio 2007 at 05:25 | Permalink | Rispondi

    io so già che il prossimo capitolo della saga si intitolerà Harry (Potter) Pioggia di Sangue.
    proveranno con una svolta splatter per rilanciare il personaggio, troppo rassicurante e buonista
    Tomsavini

  6. anonimo
    Posted 11 luglio 2007 at 11:46 | Permalink | Rispondi

    perche’ non passare direttamente a Harry pioggia dorata. che ormai i giovani fans sono grandicelli.

  7. Posted 11 luglio 2007 at 17:44 | Permalink | Rispondi

    Due domande:

    1) Come cavolo ha fatto Daniel Radcliffe a presentarsi sul set così fisicato e pretendere di essere preso sul serio ? Ma dove siamo, in un film di John Stockwell? E come ha fatto a mantenere i bicipiti ? Spinge cavalli ? Spinge pareti ? Spinge ROBA ?

    2) Il nano fa quei gesti di esultanza perché in qualche modo devono ancora giustificare l’impiego di 740 caratteristi a film, anche se nella sceneggiatura son ridotti al minimerrimo, quindi devono farli muovere almeno in una sequenza irrilevante.

    3) A giudicare dal pubblico in sala, il professor Snape è il personaggio prediletto dei giovani d’oggi. Chi l’avrebbe mai detto.

    – vb –

  8. anonimo
    Posted 11 luglio 2007 at 18:44 | Permalink | Rispondi

    leggo con interesse i vostri commenti, diciamo con curiosità;
    io per H.P. (libri e film!) non riesco a provare nessuna simpatia:
    continua a sembrarmi un raccomandato, cocco di tutti, (esempio:in 1altro episodio era vietato giocare con le scope, pena espulsione, lui lo fa e non gli succede niente…)
    Mi sembrano più meritevoli Ron ad esempio, più sfigato..
    Forse è l’effetto Topolino (odioso saputello)
    Nei libri è impossibile per me non fare un confronto con Roald Dahl (la fabbrica di cioccolato, ma anche matilde, gli sporcelli, le streghe…)
    per rimanere in tema di orfani con famiglie adottive orrende che riescono grazie a magie o altre doti ad avere la meglio-
    insomma dateci un occhio-
    (la verità è che vi invidio, vorrei superare il fastidio e diventare potteriana..)

  9. anonimo
    Posted 12 luglio 2007 at 11:17 | Permalink | Rispondi

    D’accordo a priori.
    Io non ho letto i libri, e i precedenti film mi hanno dato tutti la netta, sgradevole impressione di cui parli: non metto in dubbio che i libri siano infarciti di particolari e abbiano senso (succede più o meno sempre così, no? Pensa che Robert Redford voleva fare un adattamento di “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, 600 pg di ragionamenti filosofici…), ma i film di H.P. sono *tutti* dei parassiti del testo di derivazione, in cui si intuisce che deve esserci dietro qualcosa da sapere che nel film semplicemente non c’è, quindi vuoti di senso per me fastidiosissimi (e indipendenti dalla lettura). Insomma, se non l’avessi capito, mi sto bullando che ci ero arrivato prima di te, e senza leggere i libri…
    Confronti con operazioni simili nel passato recente? I primi che mi vengono in mente: Romanzo Criminale (che invece avevo già letto), brutto: se non l’hai letto il film è semplicemente insensato. Jurassic Park, invece: appassionante il libro, buono anche il film (nel suo genere, naturalmente…), per lo meno a livello narrativo riesce a stare in piedi da solo (forse era più facile in quel libro capire cosa si poteva defalcare). Forse, con H.P. bisognava avere più coraggio, tagliare di netto qualche parte dell’originale e concentrarsi su poche cose fondamentali, invece di avere quest’ansia di citazionismo, funzionale al veicolamento commerciale del libro e del pacchetto mediatico ma controproducente per il film.
    Ecco, sembrano un enorme spot, altro che i film della Disney di quando eravamo piccoli… Uff… Cmq, per dirla con Rendall, l’unica saga che spacca rimane guerre stellari!
    Ferroviere siderale

  10. anonimo
    Posted 12 luglio 2007 at 17:55 | Permalink | Rispondi

    @violetta: Snape è il personaggio più bello della saga. Senza dubbio. e io ho fiducia in lui. Io fossi la produzione imporrei a Radcliffe di mettere su pancetta. Così è improponibile. A meno che nel settimo libro la sfida con Voldemort non venga decisa a braccio di ferro, con Potter che si gira la cicatrice all’indietro e usa la presa segreta.
    @anonimo 8: gli amici sono di certo più interessanti. Harry è veramente il ragazzo senza qualità, tranne che essere (per sfiga o per fortuna) il prescelto. Penso che sia così per facilitare l’identificazione, mentre tutti gli altri sono caratterizzati e quindi più completi. In effetti a volte ti chiedi “ma perché capitano tutte a sto qua”, ma poi uno si fa prendere. Il problema che nei film tutti i 250 personaggi dicono si e no 2 battute a testa, e il senso di mondo si perde
    @fer.sid. No, negli altri film questa cosa del parassitismo non l’avevo notata. Forse qui è ancor più evidente, anche perchè il materiale era molto grande. Ma penso che con un tale numero di lettori ci si può permettere di dare per scontate un sacco di cose. e di fare la versione illustrata dei libri.
    Ma secondo me romanzo criminale funziona al di là del libro e del reale, non ci vedo questo parassitismo.

    manu

  11. anonimo
    Posted 13 luglio 2007 at 13:18 | Permalink | Rispondi

    Per quanto riguarda Romanzo Criminale, dato che sono ignorante ed è passato un pò di tempo, mi rifaccio al dr. Noto, che qui (http://secondavisione.splinder.com/?from=209) mi trovava d’accordo praticamente su tutto. In particolare sulla condensazione degli snodi narrativi, che rende il film di per sé poco chiaro. Ho avuto anche in questo caso l’impressione che si dessero per assunti i fatti e/o il libro.
    Su H.P., da adesso mi pavoneggerò vantandomi di averti anticipato! Eh eh… Ti assicuro, è la prima cosa che ho detto vedendo il primo film: sembra un riassuntino ipercondensato, e inoltre pieno di mille concettini fascinosi prestampati che non assumono nessun significato dalla visione ma sono sbattuti lì, anche un pò biecamente, e comunque spesso didascalizzati. Nelle migliori saghe ci sono pochi personaggi ben approfonditi, qui mi sembra si punti a stordire con un caravanserraglio di particolari luccicanti e di personaggi assurdi… poi magari i libri sono anche belli, ma finora i film sono fastidiosi, e secondo me proprio non stanno in piedi da soli…
    E, ma quel sport lì, cazzo di sport è, che la squadra gioca con una palla e il capitano con un’altra? Sarà mica per meglio far risaltare il Migliore? BBAAAHHH…..

  12. anonimo
    Posted 13 luglio 2007 at 13:19 | Permalink | Rispondi

    Ops, la firma: sempre
    Fer_Sid

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