Abbiamo scaricato per voi
 
 
Amore a doppio senso di Dan Ireland (The Velocity of Gary, USA, 1998)
 
Film ideale se si ha una malata nostalgia degli anni 90. Sorpassa a destra Swingers e Reality Bites: in più presenta il tutto senza l’apparente vitalità di questi ultimi, ma come collezione tematica di stereotipi con quasi il rigore del saggio teorico (inconsapevole).
Aids; sessualità aperta ma sofferente; il bar dei bassifondi che chiude per lasciare spazio a un negozio di vestiti; i trans acidi e simpatici; il giovane travestito che arriva dalla provincia, sordo, malmenato, trascurato e che muore in un incidente stradale; l’elaborazione del lutto; inserti in bianco e nero e altri formati e viraggi; i vampiri; la fascinazione per il mondo del porno; la fascinazione per il mondo degli esclusi, che con una vaga connotazione razzistica vengono dotati di un mondo interiore e di un’umanità che gli altri se li sognano; vaga e ignorante religiosità spacciata per profondità; letterarietà a tocchetti travestita da profondi filosofeggiamenti; metacinema cialtrone; frasi storiche a ogni angolo di strada del genere“la vita è una scatola di cioccolatini”; Ethan Hawke che fa il tatuatore creativo con la corona di spine tatuata sulla fronte ecc.
Per capirsi, si narrano le vicende di Vincent D’Onofrio che fa un ex attore porno malato di Aids, che prova a sbarcare il lunario dividendosi tra l’amore della cameriera caliente Salma Hayek e del quello del figaccione Thomas Jane.
Moneyshot: sarebbe Ethan Hawke artista tatuatore, ma è come giocare contro una squadra senza portiere. Si potrebbe votare il flashback in bianco e nero del sesso in una lavanderia a gettone tra Vincent D’Onofrio e Salma Hayek visibile dal riflesso dell’oblò di una lavatrice in funzione
 
After the Sunset di Brett Ratner (USA, 2004)
 
Commedia sofisticata in cui Brosnan gioca le fiches del fascino post bond interpretando un inafferrabile ladro di gioielli che si ritira in pensione su un isoletta tropicale, e battibecca con la compagna Salma Hayek e con il poliziotto cialtrone Woody Harrelson che lo vuole incastrare. Duetti che strappano il sorriso, soprattutto quelli tra i due uomini. Il tutto in una confezione da depliant Alpitour, ma si può soprassedere, se si ha buon cuore.
Moneyshot: le facce di Brosnan e Harrelson quando, costretti a dormire assieme per causa di forza maggiore, vengono scoperti da estranei che suppongono una relazione tra di loro. Fa molto ridere.
 
Hotel di Mike Figgis (GB/Italia 2001)
 
Perché non l’avevo ancora visto? Mea culpa, mea maxima culpa. Era lì, a portata di mano e l’avevo sempre ignorato. Come ho potuto. Imperdonabile.
Un Greenaway ignorante e senza cultura visiva. Un Von Trier senza provocatorietà e cinismo. Un Soderbergh con desiderio autoriale e complesso di inferiorità ancora maggiori.
Ma è più di così, non gli si rende giustizia.
È come se gli alieni avessero rapito un gruppo di matricole del Dams per prelevare loro un pezzo – consistente – di cervello – e poi le avessero messe a capo di un progetto creativo per rielaborare l’intero palinsesto giornaliero di E! Entertainment, con le idee ricavate da una sintesi dei temi in classe dei maturandi italiani su Pirandello, da realizzare con i mezzi di TeleLomellina, dopo aver fatto ingurgitare Lsd a tutti i tecnici, omini del catering e signore delle pulizie comprese.
Un dvd da tenere in tasca per zittire chiunque pronunci la parola “postmoderno” con fare supponente. Glielo si ficca in bocca e poi si può andarsene a casa con le braccia alzate dicendo “Ho ragione, ahahaha”. Folgorante e a dir poco epocale: è l’asso pigliatutto del Bruttissimo Cinema Postmoderno (copyright Violetta)
Moneyshot: la sua stessa esistenza
 
manu
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5 Comments

  1. anonimo
    Posted 11 agosto 2007 at 23:54 | Permalink | Rispondi

    http://dragonballlegendd.forumcommunity.net/

  2. Posted 12 agosto 2007 at 18:51 | Permalink | Rispondi

    La cosa più incredibile è che proprio da una (tentata) visione di “Amore a doppio senso” (esperimento tentato da un amico per finalità lavorative) scaturì la mitica frase: “oh, dopo 20′ ho spento e ho guardato Commando”.

    Il Male non muore mai !

    – vb –

  3. anonimo
    Posted 24 agosto 2007 at 18:19 | Permalink | Rispondi

    Ma come??? Il tuo compare non sa difendersi da solo (da cosa, poi)? Anche te co’ ‘sto moneyshot, che almeno fr lo usava in senso letterale e filologico: la scena supercostosa e supersborona del film povero, mò mi diventa definitivamente l’etichettina fighetta da blogger drittone…
    E almeno rispondi, offenditi, dì qualcosa, che quell’altro neanche mi dà soddisfazione…
    Ferroviere Siderale

  4. anonimo
    Posted 27 agosto 2007 at 15:52 | Permalink | Rispondi

    Io l’ho usato solo per ragioni di format.
    Si è ‘ iniziato così e io continuo.
    Ma lo si può pure togliere, a me – tecnicamente – non me ne può fregà de meno.
    m.

  5. anonimo
    Posted 28 agosto 2007 at 14:57 | Permalink | Rispondi

    Ma và là che vi prendo in giro… solo, mi sembra una roba un pò gggiovane, tutto qua… il vero Critico Cialtrone non usa espedienti attraenti o ammiccanti, come la vedo io. Poi fate come vi pare…
    fer_sid

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