Oggi abbiamo scaricato per voi…

Scontro bionico, di Alan J. Levi, USA 1989
Doveva essere il pilot per una nuova serie "bionica", si è rivelato un flop. Strano. Perché la storia è interessantissima. L’uomo dai sei milioni di dollari e la donna bionica lavorano per un’organizzazione di buoni che combatte i cattivi, ma non solo, investe anche nella creazione di nuovi esseri umani bionici. Proprio alla vigilia di un evento sportivo che dovrebbe riunire USA e URSS (guardate la data, ragazzi, Rocky IV era uscito da poco) un cattivo bionico ruba dei piani di difesa e l’uomo da sei milioni di dollari e la donna bionica dovranno combattere contro di lui e la sua organizzazione. Non da soli, però: saranno affiancati da un ragazzo innamorato di una ragazza che, grazie ad un’operazione bionica, ha potuto abbandonare la sedia a rotelle e si infiltrerà nei giochi qualificandosi per la finale dei 400 metri. Forse è tutto? No, perché la ragazza è interpretata da una giovanissima (rullo di tamburi) Sandra Bullock. Doppi, tripli e quadrupli giochi risolti in due secondi grazie ad un montaggio fatto col trinciapolli, per un film per la televisione che ha un numero di cazzate proporzionale a quello di un episodio di una delle serie che abbiamo amato da ragazzini. Solo che qui, in un’ora e mezza, le cazzate restano e diventano macroscopiche.
Moneyshot: la donna bionica e Sandra Bullock che fanno l’allenamento bionico in un parco con le note di "Step by step". E stavolta potete anche vederlo: su YouTube c’è praticamente tutto il film, basta mettere come parole "bionic showdown".

Il demonio, di Brunello Rondi, Italia/Francia 1963
Sulla scia degli studi antropologici ed etnologici sul meridione degli anni ’50, una storia di "possessione" ambientata in Lucania. Lo sguardo di Rondi è documentaristico, ma coglie bene la costrizione che subisce la protagonista (Daliah Lavi), schiacciata dalla comunità e dal suo "cattolicesimo animista", ma allo stesso tempo incapace di andarsene davvero. Il film pecca perché perde spesso il filo della storia, comunque esile, ma è efficace e impressionante per quanto riguarda la raffigurazione della religiosità di una piccola comunità rurale, un culto quotidiano fatto di riti che mischiano il sacro e la terra, che respingono e ricercano la sessualità. Da vedere.
Moneyshot: la scena dell’esorcismo, con l’indemoniata che parla lingue "sconosciute" e cammina rivoltata all’indietro. L’esorcista di Friedkin è di dieci anni dopo, ma le somiglianze sono stupefacenti.

Fra

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