Cari fottutissimi amici :)

scrive la papessa che  immeritatamente siede alla destra dei Padri. Onoratissima di entrare nei vostri schermi tenterò di essere degna dell’acume dei frequentatori del blog.

Che vi si racconta? Non svelerò ancora, perchè temo qualsivoglia bacchettata, la scaletta della prossima puntata di SecondaVisione, ma stamattina ci siamo sorbiti un’anteprima sulla quale immagino ci sarà da discutere nei nostri caldi ed accoglienti studi. Aggiungere altro a ciò che si è già commentato sui due film (Ratatouille e 3:10 to Yuma) della puntata di ieri? Per chi si fose perso la puntata riproporrò calorosamente l’invito a non perdere un capolavoro ( parola talvolta abusata a definire i prodotti della settima arte, forse per un mai realmente superato sentimento di inferiorità nei confronti delle arti nobili per più lunga e sedimentata consuetudine?Potremmo discuterne..) un capolavoro dicevo come Ratatouille, una vertigine visiva continua, che sa miracolosamente non attraversare o spezzare il fragile confine tra la perfezione tecnica e il mero autocompiacimento, che ci dispensa ad ogni frammento insegnamenti e stimoli alla riflessione. Mi è venuta in mente, all’uscita dalla visione (funestata solo per un attimo dall’apparire in sala, durante l’intervallo, di un ominide giallovestito recante un minaccioso carretto con stampigliata la scritta Ciak&Snack) una riflessione che Sabina Guzzanti fa nel suo W Zapatero, a proposito delle nefaste rubriche telegiornalcinquistiche per aspiranti chef e sommelier, a suo dire nate per un maldestro ma riuscito tentativo di distogliere lo sguardo dalle foto di un mondo ben meno digeribile di un consommè..Forse è vero, il piccolo Remy nasce cinematograficamente in un contesto molto ben disposto ad accoglierlo ( senza voler per nulla svilire l’arte culinaria celebrata da Dumas e praticata da Rossini), forse era esattamente il momento per proporlo. Onore al merito. Tra uno scintillare di mestoli di rame e l’altro impariamo il sapore dei sogni, i propri, ad annusare prima di tutto, Montale mi perdonerà, cio che SIAMO, ciò che VOGLIAMO.

Per quel che riguarda Yuma, dato che non voglo tediarvi oltre, vi serve veramente altro, care fanciulle, che la polvere e il sudore che coprono il torace di Cristian Bale? :)

Hasta (siempre) lapapessa

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10 Comments

  1. anonimo
    Posted 24 ottobre 2007 at 22:40 | Permalink | Rispondi

    ah che bell’esordio, papessa!

    adlimina

  2. Posted 24 ottobre 2007 at 23:32 | Permalink | Rispondi

    Che dire della papessa…santa subito! Benarrivata!
    Tom

  3. Posted 25 ottobre 2007 at 00:13 | Permalink | Rispondi

    miticissima. daje papè.

  4. anonimo
    Posted 25 ottobre 2007 at 12:48 | Permalink | Rispondi

    considerata la fuori grotta in studio delle prime due puntate credo che sia anche in grado di trasformare l’acqua in vino come faceva … come faceva … bho, ricordo solo che una volta l’aveva gia’ fatto qualcun altro.

    saluto
    gig.

  5. anonimo
    Posted 25 ottobre 2007 at 12:50 | Permalink | Rispondi

    ah, il podcast, asap, please.
    thank you

    gig.

  6. Posted 25 ottobre 2007 at 16:16 | Permalink | Rispondi

    Caspita! ma quanto è colta sta ragazza?
    Ancora complimenti, avvolgente con lo scritto così come con la voce.

    Sig. Carlo

  7. anonimo
    Posted 25 ottobre 2007 at 18:19 | Permalink | Rispondi

    mittica! cinque alti uso ridere per te, papessa.
    Fmc

  8. Posted 25 ottobre 2007 at 18:49 | Permalink | Rispondi

    It’s a Bird !..It’s a Plane!
    It’s Popewoman!

  9. Posted 25 ottobre 2007 at 19:01 | Permalink | Rispondi

    Pope smokes dope.
    (isn’t it?)

  10. Posted 25 ottobre 2007 at 19:33 | Permalink | Rispondi

    I thought he smoked pipe..
    or “New Testament” cigarettes (“l smoke ‘em… He smokes ‘em”)

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