Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola
 
 
Primo pensiero “sembra un film di Raul Ruiz”. Con quello di buono e di cattivo hanno i film di Raul Ruiz. Più nello specifico:“Sembra Peggy sue si è sposata diretto da Raul Ruiz.”
Il che si traduce in una generale perplessità, che messa per punti sembra essere più facilmente gestibile
1)      Coppola fa un film d’autore “all’europea” fatto e finito. Con tutti i crismi del genere, se di genere si può parlare. Temi alti (il tempo, il doppio), riflessione metacinematografica ben presente (appunto, il doppio, il tempo), intenzioni dell’autore e autobiografia come venatura ben presente nel film, svolgimento soprattutto attraverso la parola
2)      Passata la sorpresa e il relativo piazzamento “di genere”, questo film convince? Se mi avessero detto di andare a vedere un film che rifletteva sul tempo partendo da un assunto di concezione mistica (la compresenza dei contrari, se non erro) diretto non dico da Brett Ratner o da Mordini, ma pure da Theo Anghelopulos avrei fatto una pernacchia che si sarebbe espansa fino alla quinta dimensione.
3)      L’ho visto perché film di Coppola, e mi ha spiazzato. Forse può essere un film che mette alla prova la querelle sugli autori che è apparsa in qualche articolo di Segnocinema nell’ultimo anno (nella fattispecie, articoli di Terrone e Bandirali (?) vs. Roy Menarini). Insomma lo si è visto e si hanno dei dubbi perché è un film di Coppola, mentre sarebbe più sensato guardare o parlare d’altro (Molto incinta? Un film tailandese non distribuito? Un giovane autore cipriota?).
4)      In ogni caso, è un film facilmente spernacchiabile: l’effetto ridicolo della rosa, sia in realizzazione visiva, che in preparazione di sceneggiatura, le ambizioni altissime, i dialoghi filosofici hard, che sembrano scritti da Emanuele Severino.
5)      Ma il tutto non è così automatico. Un po’ perché sono tanti ad attaccarlo, quindi che lo facciano pure loro, un po’ perché c’è qualcosa di non attaccabile. Innanzitutto per la sincerità del tutto, ma anche per altro 
6)      Indubbiamente il tema della ricerca del linguaggio originario, per quanto idea farlocca, è affascinante appunto in quanto abbaglio dell’umanità, come tentativo impossibile e quindi destinato tragicamente alla sconfitta. Compresa quella di Coppola
7)      Che non per niente vive la ripetizione come occasione, ma alla fine come condanna inevitabile al destino: anche dal punto di vista metacinematografico, per quanto vale, anche se la stagione del “kolossal d’autore” fosse durata, lui avrebbe fatto sempre il Padrino parte III
8)      Anche come tipologia di genere è metacinematograficamente corretto: un’autorialità molto anni ottanta, europea contro Hollywood (e la Romania aiuta, eccome), sembra situarsi al 1985 di Peggy Sue si è sposata, come un’alternativa possibile (europea) a quel film. È temporalmente corretto, e abbastanza affascinante come ipotesi strampalata.
9)      Ma Jack esisterebbe anche in un altro mondo possibile
10) Sembra uno di quei film che fanno discutere più del tema che del film, più della storia che del discorso. Se avrà un buon successo, ci troveremo Cacciari a dissertare in prima pagina della cultura di Repubblica. Ma magari direbbe qualcosa di interessante.
11)  Datato, ma tragico; inconcludente ma inquietante sono due coppie di aggettivi che lo descrivono abbastanza bene
 
manu
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6 Comments

  1. Posted 29 ottobre 2007 at 18:31 | Permalink | Rispondi

    effettivamente questo film (e l’ultimo punto del tuo post è lì a confermarlo) è la compresenza dei contrari. sono stato anche io spiazzato, perplesso, interdetto.è bene che, in qualche modo, esca da questa impasse, perché – ve lo confesso – martedì non saprò che cacchio dire, altrimenti.

  2. miic
    Posted 29 ottobre 2007 at 19:01 | Permalink | Rispondi

    mi dispiace, io mi sono fermato alla pernacchia.

  3. DottorCarlo
    Posted 30 ottobre 2007 at 20:35 | Permalink | Rispondi

    Be’, Francesco, potresti dire esattamente questo…
    Ancora non ho visto il film, ma confesso che mi avete incuriosito molto, sicché riparerò presto.

  4. anonimo
    Posted 4 novembre 2007 at 01:47 | Permalink | Rispondi

    @ manu e fra: Insomma, la vostra indecisione amplifica la mia: devo vederlo o no? Devo vederlo perché di coppola o no? Devo vederlo per il discorso metacinematografico, o perché coppola incappa nello stesso errore che rappresenta (…quindi, poi, involontariamente?)? umm…
    Esistono casi di pregiudizio dubbioso?
    f_sid

  5. anonimo
    Posted 6 novembre 2007 at 10:59 | Permalink | Rispondi

    Io lo vedrei: almeno per dare forma all’indecisione.
    Anche se forse Bourn Ultimatum è cinema più vivo. Non so. Non saprei. I miei dubbi non si sono discolti
    manu

  6. anonimo
    Posted 11 novembre 2007 at 04:28 | Permalink | Rispondi

    Io l’ho visto. Santo cielo.

    m.

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