[Rec], Jaume Balagueró e Paco Plaza, ESPANA, 2007

Lo dico subito per chiarezza: per me Balaguerò è il male del cinema di genere. Lo trovo assolutamente inconsistente, privo di una qualsiasi idea sia di messa in scena che di scrittura, banale e scontato. E, per quanto questo possa essere un giudizio più che soggettivo, lo dico con tutta la sua filmografia sul groppone. In realtà scopro in questo momento che me ne manca uno, ovvero OT: La Película. Dove OT non sta per Off Topic, cari amici blogger, ma per Operaciòn Triunfo. Quindi direi che non mi manca niente. Un film su Operazione Trionfo… ma come sei messo? Vabbeh. Tornando alla sua filmografia, diciamo così, “ufficiale”: a me sembra di avere davanti un Dario Argento già alla frutta. Senza alcun periodo glorioso alle spalle, ma direttamente bollito. Storie che non stanno in piedi neanche a pagarle, frasi di sceneggiatura che non funzionano scritte, figuriamoci recitate da attori cani, la tendenza allo sbrocco finale e un’attrazione vero il paranormale o l’esoterico che serve solo ed unicamente a giustificare tutto a livello narrativo. Dopo l’esperimento a stelle e strisce Fragile – il film con il massimo grado di “effetto decibel a caso per farvi saltare sulla poltrona” della storia del Cinema – Jaume è tornato a girare con budget più ridotti e in patria. E, con questo REC, ha realizzato il suo film migliore. Mi scoccia dirlo, ma è così. Ah, no. La sua cosa più riuscita è il corto Alicia, ma sono passati anche 14 anni. Probabilmente non se la ricordo più nemmeno lui. Si diceva di [Rec]. Per questa pellicola il regista torna a collaborare con il suo amico Paco Plaza, quello di Operaciò Triunfo (ma come sei messo?) e, annusando un po’ l’aria che tira in questo momento in ambito horror, decide di girare un film interamente con camera a mano, facendo finta che siano le riprese di una trasmissione televisiva dal titolo “Mentre Tu Dormi”. La puntata che noi vediamo è dedicata alla vita dei pompieri. L’operatore e la giornalista Angela, decidono di passare una nottata intera insieme ai pompieri di Barcellona. Lo spettacolo in diretta diventa il film. Tempo reale, effetto realtà, soggettiva… quelle robe lì. Ne abbiamo appena parlato per Cloverfield, ne riparleremo si spera tra poco per Diary Of The Dead, quinto capitolo dei Morti Viventi di Romero. (un dubbio: e poi? Poi basta, vero? Non è che adesso chiunque si mette a fare Real TV, vero?) In questo caso il film utilizza l’effetto realtà (forse) per ristrettezze economiche (mettendolo quindi in opposizione con il già citato Cloverfield), ma anche per sfruttare al meglio la storia e il set. In un palazzo del centro, una coinquilina comincia a dare di matto e ad assalire e mordere chi gli si avvicina. Una volta all’interno i pompieri, dei poliziotti, la troupe televisiva e qualche civile verranno isolati dalle forze dell’ordine all’esterno senza aver nessun tipo di spiegazione. Si tratta di un morbo modello rabbia pronto a diffondersi. Se, come si diceva, l’effetto “diretta televisiva” serve a esaltare la scelta di girare un film horror fondamentalmente d’assedio all’interno di un palazzo, d’altra parte risulta invece pessimo (o doppiamente falso) quando si presta a colpi di scena telefonatissimi o ai momenti preferiti di Balguerò: il momento bubusettete. Se già nei film “normali” lo spettatore è già consapevole di cosa c’è dietro quell’angolo buio invisibile nel quadro – ma siamo nel rispetto delle regole e dei luoghi comuni del genere, in questo caso specifico c’è l’aggravante. Qui ti viene da chiederti per quale motivo un operatore tv tenga una sorta di zombie fuori campo, mantenendo uno che ha scritto “sto per fare una brutta fine” in fronte, in centro all’inquadratura, con il collo nudo ben rivolto a una porta sottilissima che lo separa dal pericolo. Tempo uno, due, tre e op! ecco che il simil zombie fa il suo sporco lavoro. Dannato operatore pasticcione! Ma torniamo ai pregi: l’idea di sfruttare uno sviluppo verticale permette al film di avere una sola grossa impennata (vd. il commento dell’amico Supersoul “piovono pompieri”). Tutto qui? Più o meno sì. Aggiungiamoci anche l’inizio del “dramma”, quando ancora le cose non sono chiare e il disordine regna sovrano. Ovvero l’unica parte della pellicola in cui per la prima volta in vista sua Balaguerò riesce nell’impresa di spaventare. Che per un regista di horror non dovrebbe essere un’eventualità. Per il resto siamo in zona mediocrità: qualche sobbalzo ben assestato, ma nulla di più. Meglio non dire niente sulla “soluzione” del morbo che è quantomeno discutibile. La versione italiana, doppiata, fa perdere al film molto, visto che inevitabilmente l’effetto di presa diretta dei suoni va a farsi friggere. Vai Jaume. Ti attendo per un altro filmone!
Per la cronaca: scene di panico in sala. Gente che urla e poi esplode in altisonanti: "ustrega!".

FEDEmc

19 Comments

  1. anonimo
    Posted 13 marzo 2008 at 08:35 | Permalink | Rispondi

    “ustrega!” che minchiella vuol dire? Ma dove vivete?

    ^_*

  2. anonimo
    Posted 13 marzo 2008 at 17:31 | Permalink | Rispondi

    ‘Il momento bubusettete’ è la frase più bella che io abbia mai sentito.
    Sempre un gran signore.
    Zivato

  3. anonimo
    Posted 13 marzo 2008 at 18:59 | Permalink | Rispondi

    dai, molto meglio questo di quella sòla di cloverfield…
    lonchaney

  4. Posted 13 marzo 2008 at 19:48 | Permalink | Rispondi

    anonimo: l’ho visto a un famoso multisala in centro a milano.

    Lonchaney: non ci credo che li hai visti tutti e due. comunque a me me piacque più il mostro che spacca tutto.

    ah, a proposito di “ustrega” vari. prima del film, pubblicità della lega nord con un cavaliere medioevale che si aggira per una radura con voce over del discorsone di braveheart. increibles.
    quelle davanti a me e amnau si facevano le foto al buio.
    Fmc

  5. anonimo
    Posted 14 marzo 2008 at 11:43 | Permalink | Rispondi

    “Ustrega” è il soccia bolognese, il ziocan modenese, l’ammazza!romano, il ueimamma salernitano, il minghia palermitano, l’ostregheta veneziano, il pota bresciano….potremmo fare una ricerca filologicamente ineccepibile a partire dalle esclamazioni nelle varie sale italiane..grande fedee!
    pap

  6. anonimo
    Posted 14 marzo 2008 at 15:59 | Permalink | Rispondi

    visti entrambi, caro fede…incroyable…Rec ho rischiato di vederlo due volte, perchè ho organizzato l’anteprima milanese…
    Cloverfield mi è sembrato un poco meglio di Blair Witch Project, ma giusto perchè è girato meglio…non troppo, eh…
    lonchaney

  7. Posted 14 marzo 2008 at 16:29 | Permalink | Rispondi

    e perché ti è piaciuto di più questo? dopo l’inizio non ti sembra che si incarti e giri su se stesso?
    Fmc

  8. anonimo
    Posted 14 marzo 2008 at 19:10 | Permalink | Rispondi

    forse “bala” era risentito di un finale così così in the blair witch ed è nato “rec” perchè lui la strega fabbro che accoppa la voleva far vedere,,
    dal pompero volatile ho goduto sempre meno.
    chiaro “que susto” l’ho detto anche io. ma la mia sensibilità è pari a quella di un pechinese davanti ai miniciccioli.
    la cosa fastidiosa?

    – la resistenza della schiena dell’operatore pablo probabilmente sotto steroidi dopo qualche corsetta per un condominio di arrabbiati

  9. anonimo
    Posted 16 marzo 2008 at 03:01 | Permalink | Rispondi

    OT
    Oi bergnocchi, ma che, ti hanno assunto alle iene per fingerti passante? O veramente sei riuscito a farti inculare i pantaloni? He he he he he he he he he………
    E siamo a 2 comparsate tv… Se non sbaglio, anche Al-Bano ha cominciato così………………..

    Fer_sid (fattelo dire da lon chi sono, và là… o da pigiaplei)

  10. Posted 16 marzo 2008 at 11:04 | Permalink | Rispondi

    Operacion Triunfo:
    no no divelta, ti conosco. tutto ovviamente macchinato ad arte. sono pronto a giurarlo. anche sotto tortura.
    Fmc

  11. anonimo
    Posted 17 marzo 2008 at 19:01 | Permalink | Rispondi

    Io pure alla fin fine ho preferito Cloverfield. Di poco poco. Anche perchè vedere un mostro alto 30 metri in un film di mostri mi è meno indigesto che vedere quello che si vede nel finale di [REC]…
    Insomma, Cloverfield era un po’ più onesto… vai per vedere un mostro che spacca tutto e te lo fanno vedere. [REC] vorrebbe essere il più realistico e verosimile possibile e poi svacca clamorosamente nel finale…
    Poi l’ideuccia del flashback di Cloverfield non era proprio male male.
    Comunque tutti questi film se durassero una trentina di minuti di meno sarebbero il massimo… The Blair Witch Project mi piacque abbastanza perchè riuscii a vedere solo i primi venti e gli ultimi 10 minuti, in mezzo il sonno.

    Però a livello di plausibilità il ciccio di Cloverfield che regge la telecamera ad oltranza è parecchio meno credibile del cameraman di [REC].

    Insomma… io davanti a simil-Zombi e mostroni non ci capisco più niente!

    ^_*

  12. anonimo
    Posted 18 marzo 2008 at 12:11 | Permalink | Rispondi

    ustrega: il malimortè romano, direi, più che ammazza che è un pò meno partecipe.
    lilì

  13. anonimo
    Posted 18 marzo 2008 at 13:01 | Permalink | Rispondi

    Fede ma che dddavero ddavero eri in mutande alle Iene? Voglio la videocassetta registrata :)
    Lu

  14. anonimo
    Posted 18 marzo 2008 at 14:01 | Permalink | Rispondi

    che se deve fà per farve ridere…
    vabbeh.
    Fmc

  15. anonimo
    Posted 18 marzo 2008 at 18:21 | Permalink | Rispondi

    ma…rec è molto più teso di Cloverfield…non ho molto da dire su nessuno dei due, comunque…non mi pare vada la pena di fare della teoria, oltretutto…
    (magarifossi riuscito ad addormentarmi con Blair Witch project…
    lonchaney

  16. anonimo
    Posted 19 marzo 2008 at 16:13 | Permalink | Rispondi

    io vi dico solo che ci salverà El Orfanato. e le vostre “paiure” saranno davvero più meritevoli

    consuetudine

  17. anonimo
    Posted 20 marzo 2008 at 09:03 | Permalink | Rispondi

    visto ieri!
    bomba!
    Fmc

  18. anonimo
    Posted 21 marzo 2008 at 16:01 | Permalink | Rispondi

    A me l’ultimo suo: Para entrar a vivir non m’era dispiaciuto.
    Balaguero non sarà un gran regista, ma ditemi l’ultimo film che vi ha “davvero” impressionato o leggermente impaurito..forza!

    …finito il tempo!

    Siamo obbiettivi su!..io è da mesi che cerco un film che mi faccia “saltare sul divano” almeno una volta..una dico eh!
    (Quasi) impossibile..
    Accontentiamoci di quello che c’è!

    P.s: per FEDEmc, se vuoi farti 2 ghigne, se non l’hai già visto, ti consiglio Fido, se invece vuoi sperare (almeno) di aumentare (sempre leggermente)il tuo battito cardiaco: Feed non è male, oppure a me hanno parlato bene di The girl next door e Frontiere(s)..

    21

  19. anonimo
    Posted 3 aprile 2008 at 19:30 | Permalink | Rispondi

    non è la sede più appropriata per segnalarlo, ma già che avete citato l’apparizione alle iene.. provate a digitare “l’uomo che dipinge col pene” su youtube, vedete chi compare!
    che uomo versatile…
    -sara-

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