Dal vostro inviato

Smart People, di Noam Murro, USA 2008
Qui negli USA, da dove vi scrivo, Ellen Page è l’attrice più quotata del momento. L’avevamo capito anche noi, dopo il successo di Juno ("Best movie of the year!" dicono qui: esagerati). Il punto è che la Page ha un sacco di film in uscita. Tra cui questo, diretto da questo produttore di origini israeliane, che ha portato il film al Sundance. Ed ecco la parola magica grazie alla quale avete già capito tutto: un professore universitario di inglese (Dennis Quaid invecchiato, bolso e antipatico) vive con il figlio (in perenne ombra paterna) e con la figlia (la Page, appunto), giovane, carina e repubblicana. Gli piomba in casa il fratello adottivo, un Thomas Haden Church strepitoso, proprio mentre, per un incidente gli viene vietato di guidare. In ospedale incontrerà una dottoressa, sua ex studentessa (Sarah Jessica Parker – aaaargh!), grazie alla quale riscoprirà l’amore, l’insegnamento, le belle stagioni, il profumo dell’aria, la carriera, la vena creativa, lo splendore delle piccole cose, eccetera, eccetera, eccetera.
Che poi, in sè, il film è anche gradevole. Ma che palle questi percorsi salvifici, tutti uguali. Per fortuna che i personaggi – Parker a parte – sono belli e interpretati bene, e che alcuni scambi di battute siano davvero efficaci. Ma il bollino Sundance vince tutto.

Standard Operating Procedure, di Errol Morris, USA 2008
Di ben altra fattura è l’ultimo film di Errol Morris, presentato a Berlino a gennaio. Partendo dalle foto delle sevizie e torture di Abu Ghraib di qualche anno fa (ricordate? L’uomo con i fili attaccati alle mani e il cappuccio in testa, la piramide di prigionieri nudi…), Morris fa scaturire una riflessione profonda su temi altissimi quali la giustizia, le procedure militari, il rapporto tra realtà e rappresentazione della stessa. Come al solito, il regista fa parlare le persone coinvolte nel caso, mostrando risposte a domande precise, ma stando ben lontano dalla sottile forma di coercizione di Michael Moore, per fare un esempio. Grazie ai diretti interessati, a esperti di intelligence militari, a investigatori, il risultato non è avere delle risposte su quello che è successo nella prigione irachena, ma farsi delle domande precise, la cui risposta è difficilmente univoca. Un documentario (che usa ogni tanto, a fini di dramatization, brevi frammenti di fiction) durissimo e spietato: pensate che quello che viene fuori dai soldati intervistati è che, alla fine, la vera cosa stupida che hanno fatto è stato scattare quelle foto.
Una nota di costume: ho visto il film il primo giorno che è uscito negli USA, in una sala storica e "intellettuale" di Manhattan, allo spettacolo "di punta". Beh, la sala non era piena. Non so, ci sono rimasto male.

Francesco

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5 Comments

  1. anonimo
    Posted 6 maggio 2008 at 10:51 | Permalink | Rispondi

    ABBASSO SARAH GIESSICA PARKER…
    Tanto lo so che mi pupperò come Duro Mestiere Sex And the City il film….

    Zeeeeva

  2. Supersoul
    Posted 6 maggio 2008 at 13:56 | Permalink | Rispondi

    la dottoressa Zorro alla radio ha una voce che fa simpatìa (a volte sembra un pò l’ideale protagonista di uno di quei telefilm che a lei piacciono tanto).

  3. anonimo
    Posted 6 maggio 2008 at 16:53 | Permalink | Rispondi

    Mo grassie Supersoul…
    Mi imbarazzo quando mi fanno questi complimenti…
    Potrà sembrare strano, ma non c’è un personaggio femminile di serial in cui mi possa immedesimare: mi succede il contrario, mi immedesimo in personaggi maschili!!! Vedi Chuck o Xander di Buffy…più geek e goffi sono, più mi immedesimo…..non sono normale, vero??

  4. Posted 6 maggio 2008 at 17:18 | Permalink | Rispondi

    eeeehh (sospiro) : SecondaVisione non è piu’ quella di una volta…siamo già a martedì e sul blog tutto tace. Arrivare a martedì sera senza neanche sapere il programma della serata è un evento drammatico al quale non volgio nemmeno pensare.

  5. Posted 6 maggio 2008 at 21:15 | Permalink | Rispondi

    Supersoul ti chido umilmente perdono ma avevo preparato il post e non so per quale motivo non è andato…. chiedo davvero venia…pape…me ne sono acorta stasera tornando bel bello dalla mia passeggiata, senza breviario

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