Dall’inviato ormai tornato

Mister Lonely, di Harmony Korine, GB, IRL, FRA, USA 2006

Eravamo rimasti al Korine regista e sceneggiatore di film-mazzata più o meno gratuita: Gummo, Julien Donkey Boy e Kids, per fare dei nomi. Fa quindi strano ritrovare Korine alle prese con una storia, anzi, con due storie fra il tenero e il surreale. La prima, quella principale, racconta di impersonificatori: non sono dei sosia, ma delle persone che si comportano e si vestono proprio come i personaggi famosi a cui si ispirano. In particolare seguiamo Michael Jackson (Diego Luna) che sbarca il lunario a Parigi facendo spettacoli a base di mossette, urletti, moonwalking e mani sul pacco. Lì (a Parigi, non sul pacco) incontra Marylin Monroe (Samantha Morton, che ancora una volta ci regala un’interpretazione fantastica), che lo convince a seguirlo in una comune nelle Highlands scozzesi, in cui vivono il Papa, i tre marmittoni, Abramo Lincoln, Charles Chaplin, Shirley Temple e svariati altri impersonificatori. La comunità vive preparando un grande spettacolo che dovrebbe coinvolgere gli abitanti del paesino presso il quale vivono.

A questa storia Korine affianca quella di un gruppo di suore missionarie dell’America centrale, guidate da un prete (Werner Herzog, ancora una volta attore per Korine), che scopre per caso che con la fede le suore possono volare e iniziano a gettarsi da un aereo. Il miracolo sta per essere mostrato in Vaticano, ma…

Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma avete capito che questo film parla di solitudini e fallimenti. Nel toccare questi temi, però, Korine ha un modo ironico e dolce, ben lontano – per fortuna – dalla volontà di scandalizzare a tutti i costi dei suoi lavori precedenti. Le storie, che per ammissione dello stesso regista – incontrato alla fine del film, oh yeah! – non hanno nulla in comune, e sono entrambe girate in 35mm, ma una con taglio più documentaristico (quella delle suore), sono narrate con partecipazione, senza sarcasmo e senza quella spocchia che a volte ha penalizzato parti o interi film di Korine. Insomma, scaricatevelo, nell’attesa che arrivi in Italia e venga come al solito ucciso dal doppiaggio.

Francesco

One Comment

  1. adayinthelife
    Posted 9 maggio 2008 at 17:09 | Permalink | Rispondi

    http://adayi[..] My N.Y.C. from A to Z – 1 American Dream Hostel. Un nome che è tutto un programma, quello del posto dove ho alloggiato stavolta. Un posto simile alla casa di Elwood ne , con ospiti che si incontrano nella sala da pranzo e scoprono per caso di av [..]

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