Oggi abbiamo scaricato per voi…

Horror in Bowery Street, di Jim Muro, USA 1987
Uno dei film più citati nelle storie del cinema di serie B è effettivamente uno splatter al di là di ogni immaginazione. Un liquore misterioso si diffonde tra i barboni di New York, alcuni dei quali sono organizzati in una sorta di fortezza costruita in uno sfasciacarrozze. Caratteristica del liquore – ma va’ – è che uccide chi lo beve, corrodendolo dall’interno, e facendo del suo corpo una fantasia di budella, viscere e liquami dai colori sgargianti. Fine della trama. Dire che Muro esagera è poco: come minimo i protagonisti del film vomitano e pisciano sugli altri, ma Horror in Bowery Street ha il fondamentale pregio di non prendersi mai sul serio, e di sconfinare nel grottesco, nel parodico e nell’humour più nero quando veramente non se ne potrebbe più di quello che si vede.
Moneyshot: una sorta di improvvisata partita di football americano in cui, al posto del pallone, c’è un pene reciso (tanto per) ad un malcapitato che orinava su uno steccato, partita commentata da un ragtime al pianoforte.

Il profumo della signora in nero, di Francesco Barilli, ITA 1974
Anche questo film si trova spesso elencato tra i vari prodotti e sottoprodotti della stagione del giallo-thriller-horror all’italiana. Silvia (Mimsy Farmer, allora vista da poco in Quattro mosche di velluto grigio) è tormentata da visioni del suo passato, incrinato dalla misteriosa morte della madre. Ma, come direbbe Lucarelli, niente è come sembra, e il finale sarà terrificante.
Sembrerebbe una cosetta qualsiasi, e invece questo film ha alcuni lati molto interessanti. Innanzitutto un’attenzione sorprendente a scenografie, costumi (in parte firmati da Krizia) e fotografia, nitida e brillante, al servizio di una palette cromatica che non ha nulla da invidiare ad alcuni lavori coevi di Bava e Argento. E poi, soprattutto, gioca d’anticipo sul alcuni luoghi tipici del cinema di genere dell’epoca: la rivelazione del passato attraverso il soprannaturale, l’antropofagia, l’esotismo (spesso a dire il vero forzato) di alcuni snodi della trama. Richiami evidenti a Rosemary’s Baby, e non è affatto un difetto, e costruzione della tensione senza neanche una goccia di sangue.
Moneyshot: la scena finale, un’esplosione di violenza rimasta trattenuta per un’ora e mezzo di film.

Virus, di Bruno Mattei (a.k.a. Vincent Dawn), ITA/SPA 1981
Mai avrei pensato di rivalutare Zombie Holocaust, eppure il detto "al peggio non c’è mai fine" un senso ce l’ha. Quello che non ha senso è questo film, vero e proprio ready made, fatto con pezzi di documentario sulla Nuova Guinea, musiche dei Goblin già utilizzate per Buio Omega e Zombie, al quale viene appiccicato anche il messaggio ecologico. Eh già, perché se i morti si risvegliano affamati di carne umana, questa volta la colpa è delle fabbriche della "Hope" (sic), che "dovevano creare dei prodotti chimici per aiutare i Paesi del terzo mondo, e invece il loro scopo era affrontare il problema che angoscia di più i Paesi ricchi: la sovrappopolazione". Riporto questa citazione per darvi un’idea di come è scritto il film. E questa è una delle battute più credibili. E dire che gli ecoterroristi (la cui azione apre il film) l’avevano detto…
Effetti speciali forniti da Giggi er macellaro, personaggi tagliati con l’accetta (e poi mangiati), senso del ridicolo e, ahimè, della noia, ad ogni fotogramma. Una merda.
Moneyshot: la riunione dell’ONU, quando ormai il mondo è sull’orlo della catastrofe, con dieci comparse che litigano tra di loro e il delegato della Nuova Guinea (dove è ambientato il tutto, ma in realtà è la Catalogna), che parla dell’attacco dei Paesi ricchi al suo Stato. Impagabile.

Francesco

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6 Comments

  1. anonimo
    Posted 23 agosto 2008 at 21:11 | Permalink | Rispondi

    “ll profumo della signora in nero” già mi piace!Grande Frà, bella dritta!Lo metterò in chiusura della mia terrificante estate baviana (nel senso di Bava..Mario).

    Barbara*

  2. Posted 28 agosto 2008 at 10:49 | Permalink | Rispondi

    Ciao.
    Il mio vecchio sito sugli anni ’80
    (Il cioccobloggo Nestlè da te linkato, http://www.ozilane.splinder.com)
    ha cambiato indirizzo, poichè qualcuno è entrato nell’account e ha rimosso il contenuto del blog.
    Ho cercato di rimettere tutto a posto su un altro blog,
    ti prego di aggiornare il link sul tuo blog.
    Ciao e grazie.
    Il nuovo indirizzo è:
    http://www.cioccobloggo.splinder.com

    Ilaria

  3. anonimo
    Posted 1 settembre 2008 at 12:55 | Permalink | Rispondi

    Oh, non per riaprire ferite recenti su sto blog (polemica damsiani vs rest del mondo!)….ma ancora stiamo appresso la cinema trash/horror anni 70? daiiii, Fra, aripijate!!!

  4. Posted 1 settembre 2008 at 14:43 | Permalink | Rispondi

    anonimo,
    1. fìrmati.
    2. due film su tre sono degli anni ’80
    3. se guardi le altre puntate della serie “abbiamo scaricato per voi” troverai anche altro.

  5. anonimo
    Posted 15 settembre 2008 at 17:29 | Permalink | Rispondi

    volevo solo farti i complimenti per il tuo blog….
    ciao da tootsie

  6. anonimo
    Posted 17 settembre 2008 at 20:55 | Permalink | Rispondi

    #3, poi me la spieghi ‘sta polemica damsiani vs.resto del mondo…avesse scritto sui film di Jost avrei capito,ma il thriller anni ’70, no…quello non si tocca!

    b.(…e i miei jeans a zampa)

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