La classe (Laurent Cantet, 2008)

Tanto vale dirlo subito: piccola delusione. Il che non vuol dire che il film sia brutto, tutt’altro, ma che non riesco a togliermi l’impressione di una certa convenzionalità del tutto. La materia è calda e documentaria, ma la successione degli eventi rispecchia quella di mille film scolastici o parascolastici: incomprensioni, apparente soluzione, aggravamento, arrivederci a settembre. I ragazzi fanno un casino tremendo e per niente gioioso (che, diceva Fra, è la cosa migliore del film), ma la distribuzione dei caratteri non stupisce: il violento ma sensibile, il disadattato, le saputelle, lo sfigato e quella che è stata zitta tutto l’anno, ma sul suono della campana se ne esce con una dimostrazione di profondità disarmante. E anche la gestione dello spazio, con la scuola inquadrata come un carcere e la ricreazione come l’ora d’aria, davvero, non pare niente di nuovo. Forse l’aspetto più interessante del film, però, è proprio una certa inesorabilità formale, nel ripetere quelle scelte, quelle inquadrature, quel casino, indipendentemente dallo svolgersi del racconto, in modo sostanzialmente indifferente ai picchi che pure ci sono. Poi, giudizi definitivi è meglio non darne: un film straparlato come questo andrebbe visto in originale, in italiano si perde molto, nonostante il buonissimo lavoro fatto in missaggio. Però, e anche questo tanto vale dirlo, Gomorra sembrava un’altra cosa…

p.

12 Comments

  1. anonimo
    Posted 13 ottobre 2008 at 18:05 | Permalink | Rispondi

    mah, io me lo sono sorbito ieri sera in v.o. al lumiere e per una buona mezzora ho pensato seriamente di non vedere mai più nella vita un film francese

    alberto

  2. anonimo
    Posted 14 ottobre 2008 at 01:30 | Permalink | Rispondi

    Scopro solo ora, fresco di visione al Lumiere, che l’attore protagonista è anche autore del libro da cui è tratta la sceneggiatura. Chapeau! E’ il caso di dire.

    simone

  3. anonimo
    Posted 14 ottobre 2008 at 23:00 | Permalink | Rispondi

    ragazzi, vi sto ascoltando alla radio, ma il blog langue… cosa vi è successo?! ci sono tantissimi film su cui aspetto lumi!
    un saluto deferente a quella che era l’unica donna della trasmissione, e che ci mancherà.
    elisa

  4. anonimo
    Posted 15 ottobre 2008 at 09:14 | Permalink | Rispondi

    Grazie Elisa, mi mancherete anche voi:)
    Allora, ieri sera mi sarei trovata faccia a faccia col dottor Noto a difendere il film (visto in lingua originale) con le unghie e con i denti:) Consiglio caldamente di optare fino a venerdi per la versione in lingua al Lumiere, magari anche per quelli che lo hanno già visto doppiato. Ma io sono di parte perchè amo Cantet.
    Lu

  5. DottorCarlo
    Posted 15 ottobre 2008 at 12:11 | Permalink | Rispondi

    Io invece sono sostanzialmente d’accordo con Paolo; mi sembrano esserci parecchi spunti e raccontati bene, e inoltre il lavoro sugli attori è eccezionale, ma non so, manca forse il guizzo, il qualcosa in più che renda l’opera veramente unica.

  6. anonimo
    Posted 15 ottobre 2008 at 21:47 | Permalink | Rispondi

    massimo rispetto per Francesco e Tommy & Paolo, ma….la mancanza di una voce femminile manca da morire e credo non solo a me…La Pap. e la Z. oltrettutto erano brillantissime e stra-preparate…ma se proprio loro due non possono, cercate un’altra voce femminile che ce n’è bisogno…lo so che non è facile, ma -senza offesa per il lavoro di nessuno- SecondaVisione ha perso un pò del suo appeal…mi pare evidente.
    Supersoul

  7. anonimo
    Posted 15 ottobre 2008 at 23:48 | Permalink | Rispondi

    Caro Massimo,
    intanto grazie per l’apprezzamento a prescindere… Secondavisione è ripartita con molta fatica e, onestamente, fino a 10 giorni prima non c’era nessuna certezza che ciò avvenisse.
    Come puoi immaginare, non abbiamo avuto modo di mettere a punto il programma nel modo in cui avremmo voluto. Inserire una nuova voce è una cosa difficile e delicata, che richiede davvero un sacco di tempo. Proviamo comunque a fare un buon programma, diverso da come lo si è fatto nelle annate precedenti, per il futuro vedremo.
    paolo

  8. anonimo
    Posted 16 ottobre 2008 at 09:42 | Permalink | Rispondi

    il programma e’ sempre ottimo anche se non e’ piu’ abbondante. e’ vero che manca il cuore romantico della papessa ma il dottor noto e’ lo special one della trasmissione.
    poi voi tre siete gia’ affiatati. se non e’ possibile avere la long version della trasmissione, cercate, se avete tempo e voglia, di coltivare di piu’ il blog anche per non dilapidare il patrimonio di adepti al culto di seconda visione che la trasmissione si e’ meritatamente conquistata nel corso degli anni.

    saluto
    gig(I)

    “salutiamo con complimenti” (d.tomasetta)

  9. anonimo
    Posted 16 ottobre 2008 at 21:38 | Permalink | Rispondi

    cazzo domani esce WALL-E e io già muoio dalla voglia di vedere UP !!
    ma com’è che non sono mai in sintonia coi tempi?! Io AMO quelli della PIXAR perchè coi loro film ci fanno sembrare un pò più passabile questo mondo di merda.
    Supersoul.

  10. anonimo
    Posted 18 ottobre 2008 at 14:28 | Permalink | Rispondi

    recensione perfetta

  11. anonimo
    Posted 28 ottobre 2008 at 12:31 | Permalink | Rispondi

    Come se fosse facile parlare di scuola al cinema!
    Per me uno dei migliori film dell’anno…e comunque i ragazzi di oggi sono così: scontati, irrispettosi, banali…

    P.s.: io invece sconsiglio la visione in v.o.; sempre che non si sappia benissimo il francese, l’accavallarsi delle voci e dei rumori alla lunga crea stanchezza ed incomprensioni…capire il linguaggio da “banlieue” adolescenziale non è così ovvio ed immediato!
    ciao

  12. anonimo
    Posted 3 marzo 2009 at 18:04 | Permalink | Rispondi

    mah the class e’ un film riuscito quasi perfetto non perche’ “originale” ma perche’ raggiunge gli obiettivi che si prefigge, tiene botta credendo nella propria forma rigorosa. quello che scrivete come un inciso;” Forse l’aspetto più interessante del film, però, è proprio una certa inesorabilità formale, nel ripetere quelle scelte, quelle inquadrature, quel casino, indipendentemente dallo svolgersi del racconto, in modo sostanzialmente indifferente ai picchi che pure ci sono” e’ la forza del film, insieme alle questioni che pone. La ragazza che sta zitta tutto l’anno poi se ne esce con Platone non fa altro che riassumere la tematica del film: cioe’ che le questioni etiche e morali sulle quali si basa la nostra societa’ rimangono sempre uguali e irrisolte, e che ancora, nel 2009, non sappiamo come educare, come punire e sorreggere. Gomorra e’ un’altra cosa, certo: pero’ garrone avrebbe qualcosina da imparare da Cantet, primo sul lavoro con gli attori e secondo sulle sbrodolature narrative. Rigore, appunto.
    Cordiali saluti

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