The Unforgiven: Edison Chen

Si sa: Hollywood non perdona. Puoi essere il Re del mondo, puoi essere più famoso di Topolino e far incassare milioni su milioni a questa fredda industria senza cuore. Ma non c’è scampo: se sbagli, sei fuori. D’altra parte, più dall’alto cadi, più male ti fai. Secondavisione è fiera di presentarvi The Unforgiven, una serie di personaggi passati dalle stelle alle stalle e che oggi guardano a quello che un tempo avevano dai margini del mondo di celluloide.

Over The Top: Edison Chen nasce a Vancouver il 7 ottobre del 1980 da genitori cinesi (a quanto pare con qualche discendenza portoghese alle spalle). Brillante e dotato, dopo aver studiato in Canada, si trasferisce a Hong Kong. A 19 anni, dopo il classico incontro fortuito con la persona giusta, gira qualche spot pubblicitario. Da lì al grande schermo, come si dice in questi casi, il passo è breve. Anche se il primo ruolo cinematografico è nel giapponese Dead Or Alive 2: Birds di Miike Takashi, sarà Hong Kong a regalargli la fama. Con Andrew Lau e Alan Mak gira la trilogia capolavoro Infernal Affairs e il discutibile Initial D. È uno dei nomi di punta in una delle industrie cinematografiche più attive e prolifiche del mondo. Lo stesso anno in cui prende parte al bellissimo Dog Bite Dog di Pou-Soi Cheang, lavoro al fianco di Jennifer Beals e Sarah Michael Gellar in The Grudge 2, film che gli regala un po’ di fama anche in Occidente. Nel 2008 – all’apice del successo – viene addirittura chiamato per una parte in The Dark Knight di Christopher Nolan. Ma la carriera di Edison Chen non è limitata alla settima arte. Mentre esordisce sugli schermi – come già molti altri prima di lui – si butta anche sulla musica. Al suo attivo ha una quindicina di album tra rap e Cantopop. Non solo: è anche un ricercato modello e produttore musicale. Insieme ad altri due sue amici ha aperto una linea di abbigliamento street – la CLOT Inc. – che, oltre ad essere la marca più ricercata dai giovani hongkonesi, ha oltrepassato i confini patrii per delle collaborazioni con la Nike. La CLOT Inc. nel 2007 si è trasformata in CLOT Media Division, una società di produzione multimedia con cui Edison ha cominciato a produrre spot televisivi, film e dischi. È una sorta di semidio: bello, bravo, desiderato e ovviamente anche buono. Nel 2004, due tamarri di periferia lo picchiano senza alcun motivo. Lui li insegue, li becca, li porta alla Polizia poi – su richiesta della madre di uno dei due tamarri – ritira le denunce perché altrimenti “… li avrei rovinati. Alla fine mi sono fatto solo due graffi…”. Si fa vedere spesso a eventi di beneficenza insieme alla sua fidanzatina Vincy Yeung, nipotina di Albert Yeung, proprietario della Emperor Entertainment Group. Per non farci mancare nulla, è anche un attivo sostenitori dei diritti della comunità gay.

The Original Sin: Un giorno, un brutto giorno, a Edison Chen si rompe il computer. Come farebbe qualsiasi persona, lo porta a riparare. Peccato però che Edison Chen non sia una persona qualunque. Il tecnico dell’eLite Multimedia che mette le mani sul suo pc, sbircia un po’ tra i suoi dati personali… e trova una bomba. Negli ultimi quattro anni, Edison Chen si è portato a letto praticamente tutte le donne dello star system orientale: attrici, attricette, cantanti, mogli altrui. Un numero impressionante di conquiste. Tutte famose e tutte immortalate in foto ricordo decisamente esplicite. In poche ore la rete è invasa da questi scatti. Parliamo di 1300 foto. L’eco della faccenda è incontenibile. La Polizia, nel vano tentativo di bloccare la diffusione di questo materiale, arresta a caso hacker o affini. I metodi sono spicci e, per reazione a tali soprusi, vengono organizzate manifestazioni contro le forze dell’ordine. Nel frattempo le carriere delle attrici coinvolte – tra le altre Bobo Chan, Mandy Chen, Candice Chan, Rachel Ngan e Cecilia Cheung – subiscono gravi conseguenze. Quella a cui va peggio di tutte è la povera Gillian Chung. L’attrice e cantante – moglie di Nicholas Tse – doveva partecipare alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici del 2008. Il simpatico regista Zhang Yimou le comunica che può pure stare a casa a vedere il tutto in televisione. I simpaticissimi manager del Hong Kong Disneyland Resort, che avevano intenzione di proiettare i suoi video durante i festeggiamenti per il Capodanno Cinese, cambiano idea all’ultimo minuto e si rivolgono a una boy band. La ragazza è ovviamente disperata e si parla di due tentativi di suicidio. A Edison, va detto, non va meglio: viene cacciato dal set del film Jump di Stephen Fung. Il suo piccolo ruolo in The Dark Knight viene tagliuzzato. La Pepsi China, la Standard Chartered Bank, la Samsung, la Levi’s e la Hong Kong Metro – tutte aziende per cui Edison era testimonial – non gli rinnovano i contratti. Evidentemente Edison si è anche infilato tra le lenzuola di alcune donne – diciamo così – “intoccabili”, tanto che le Triadi Cinesi offrono 91,000 dollari per la sua mano.

I Want A Range Life: Il 21 febbraio del 2008 Edison Chen, dopo essersi allontanato da Hong Kong proprio nei giorni “caldi” dello scandalo, torna a casa. Scortato da un numero di poliziotti che in molti considerano esagerato, organizza una conferenza stampa (che potete vedere integralmente qui) in cui chiede ufficialmente scusa a tutte e tutti e dichiara di voler lasciare definitivamente il mondo dello spettacolo. Ciò nonostante – anche se da allora le sue uscite pubbliche sono state pochissime – il suo nome per tutto il 2008 è stato quello più googolato in Cina e il terzo a Taiwan. A quasi un anno di distanza riceve lettere con minacce di morte. La sua ultima prova da attore, se escludiamo un cameo in Coweb di Xiong Xin Xin, è quella in The Sniper, per la regia di Dante Lam.

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6 Comments

  1. lonchaney
    Posted 21 dicembre 2009 at 14:35 | Permalink | Rispondi

    occhio, la moglie di nicholas tse è cecilia cheung, protagonista delle foto più imbarazzanti. Gillian si è vista semplicemente distruggere l’immagine di divetta acqua e sapone, ma HK l’ha “perdonata” dopo che si è presentata alla conferenza stampa in lacrime.

    posso avere un dito della mano di Edison anch’io?

  2. fedemc
    Posted 21 dicembre 2009 at 15:06 | Permalink | Rispondi

    sapevo che qualche nome l’avrei scazzato…
    comunque la taglia sulla mano spacca.

  3. lonchaney
    Posted 21 dicembre 2009 at 15:13 | Permalink | Rispondi

    se lo beccano mi sa che lo ammazzano e basta, non sarebbe la prima volta. credo che una delle pischelle fosse nipote di qualche triadoso grosso

  4. Posted 25 dicembre 2009 at 10:08 | Permalink | Rispondi

    Splendido articolo per una storia incredibile che sembra una sceneggiatura…non lo avevo mai sentito neanche nominare…

  5. martin
    Posted 7 aprile 2011 at 16:44 | Permalink | Rispondi

    nisi caste, tamen caute.
    però l’incapacità di disfarsi delle foto accumulate tradisce la presenza di una certa ossessione (di cui era preda).
    p.s.
    io cmq avrei ucciso il tecnico informatico che non sa farsi i cazzi suoi. a che titolo diffonde? in italia condannavano lui mica il povero edison!

    • Posted 19 maggio 2016 at 22:14 | Permalink | Rispondi

      giusto.da condannare a pugni e calci il tecnico.anche se Edison proprio vittima del tutto nn lo è.nn si va con le fidanzate degli altri.vi pare?

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