[Rec]2, Jaume Balaguerò e Paco Plaza, 2009

Personaggio: “Stavolta ho una brutta sensazione”

Spettatore: “Mah, sarà perché intorno c’è pieno di demoni e stai per entrare nell’antro di Satana. Tu che ne pensi?”

Una frase idiota da parte di un personaggio di film horror non è preoccupante. Probabilmente c’è un misuratore di idiozia, misurare l’idiozia, che idea assurda.

“Stavolta ho una brutta sensazione” mentre si sta entrando nel luogo dove è certo si nasconda il dimonio e dopo essere stati aggrediti da zombie violenti e posseduti si colloca, in un ideale piano cartesiano tra “esco a vedere che succede. Si da solo. No la pistola la lascio qua. Il cellulare non prende, ho Wind, che ci posso fare? Le pile della torcia sono lì dal 2001, però hanno ancora un po’ di carica” e “Adesso, dopo il sesso estremo, mi fumo un bello spinellone”

Sull’asse delle x posizioniamo un parametro come la pericolosità esplicita della situazione valutabile da parametri oggettivi quali buio, decibel della musica di archi, numero di comparizioni violente e aggressive rilevate precedentemente, numero di devices tecnologici non funzionanti ecc

Sull’asse delle y invece mettiamo il potenziale iettatorio della frase (cfr. Hot shots, scena di Carne Morta che sale sull’aereo)

Però una frase idiota non fa un brutto film. Suggerisce solo un filo rosso tra qualche problema di sceneggiatura, personaggi abbandonati, linee narrative brevi e interrotte, pochi omicidi.

Rec 2 era già un’operazione rischiosa di sé. Si ha un numero uno apprezzato, di successo, efficace e solido ma più o meno concluso. Come farne un sequel?

L’idea non era male “Copiamo Aliens!”. Cioè non più claustrofobia e orrore dell’altro ma SI SPARA. TANTO.

Ecco, però è solo l’inizio che si copia, perché la squadra speciale iberica guidata dal capo delle brigate ninja vaticane, un prete con un suggestivo accento ratzingeriano (in italiano, perché si suppone che in originale abbia accento inglese), non spara tanto, gli zombi sono pochi, e non ci si affeziona a nessuno di loro neanche per sbaglio. Oddio a un prete sfigurato che urla ogni due per tre “Dobbiamo trofare zangue! Mein gott! È nostra mizzione!” non ci si può non affezionare, ma alla carne da macello non si affeziona.

Non sparano, non ti affezioni. Non ti affezioni perché non sparano e dicono cose come: “ho una brutta sensazione”. Muoiono in modi telefonati: es. “vado in esplorazione da solo”.

Non ti affezioni nemmeno alla forma. E non che Balaguerò non ci tenti, ad arrivare alla forma: tutto con camera nella narrazione, tutto in prima persona, camere varie, sdoppiamento del punto di vista con sovrapposizione temporale, argentiano pensiero sulla differenza decisiva tra quello che si vede e quello che è.

Tutto già visto, tutto vagamente agée, ma anche un po’ tirato via e affogato nella noia di una teoria che viene utilizzata più per allungare il brodo in modo intelligente, ma senza una reale presa sulla storia né sul genere horror in genere.

Noiosetto e inutile, verrebbe da dire.

Oppure:

“Dobbiamo trofare zangue! Mein gott! È nostra mizzione!”

IMDB | Trailer

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