Io, loro e Lara, Carlo Verdone, 2009

Carlo Verdone è la mia debolezza. Ancora i miei colleghi del collettivo Seconda Visione mi odiano per averli trascinati a vedere Grande, grosso e Verdone, quando uscì. Ma che ci posso fare? Ognuno ha i suoi guilty pleasures, come si dice. E poi sono in buona fede (o coglione): nel senso che mi aspetto ogni volta che Verdone ritrovi il tocco che ho potuto apprezzare l’ultima volta in Maledetto il giorno che t’ho incontrato. Dice: so’ passati quasi vent’anni da quel film. Vero. Infatti ho scritto coglione.

Allora, Io, loro e Lara, si diceva. La storia è quella di Carlo (Verdone), un prete missionario che torna a casa preso da un momento di incertezza sulla sua vita pastorale, e trova la famiglia a pezzi. La sorella (Anna Bonaiuto) è allo sbando, psicologa separata con figlia adolescente. Il fratello (Marco Giallini) è un operatore di borsa cocainomane, perso, con annessa storiella con pazza. Il padre, dulcis in fundo, si è sposato con la badante moldava. Quando quest’ultima inaspettatamente muore, si scopre che c’è una figlia che la donna ha avuto in giovane età, Lara (Laura Chiatti), con depressione alle spalle e che fa saltuariamente la camgirl. Solo che il padre, disgustato da tutti, lascia a lei l’eredità della casa di famiglia. Eccetera eccetera.

Qual è il pregio di Verdone? Che riesce a costruire dei bei personaggi, o quanto meno ha intorno degli attori notevoli. In particolare il suo personaggio è davvero lontano, per molti versi, dai soliti caratteri che ci aspettiamo che interpreti. La Bonaiuto e Giallini sono bravi, la Finocchiaro (che interpreta un’assistente sociale) bravissima, Verdone fa il suo. La Chiatti non ce la può fare. Anche a livello di singola scena le cose vanno bene: alcune sequenze sono costruite diligentemente e, ammettiamolo, fanno ridere.
Il difetto, invece, sta nella sceneggiatura nel suo complesso, del tutto disomogenea, sbilanciata, sbrindellata. Ma, soprattutto, il problema di Verdone, invece, è che sente addosso (senza che nessuno gliel’abbia chiesto) il peso della commedia all’italiana. E quindi, in qualche modo, si sente costretto a dire la sua sull’oggi e a mostrare che ne sa di come va il mondo nell’anno domini 2010. E quindi inanella una serie di minchiatine senza senso, come la nipote adolescente e l’amica che prima sono emo e poi manga; o la “professione” di Lara (per gli amanti della Chiatti: sì, mostra le tette, in un paio di scene. Bella è bella. Ma non ce la può fare). Accenni, messi là tanto per fare, esposti e dimenticati nel giro di una scena.

E quindi? Al solito, una mezza delusione. Ma almeno, stavolta, non vi ho portato con me, amici del collettivo: riconoscetemelo.

IMDB | Trailer

2 Comments

  1. papessa
    Posted 18 gennaio 2010 at 12:40 | Permalink | Rispondi

    apprezzabile il tuo pentimento postumo per grande grosso e verdone, caro:)

  2. Posted 19 gennaio 2010 at 00:32 | Permalink | Rispondi

    Io l’ho abbandonato da tempo, Verdone. Ho smesso di sperare che possa tornare ai fasti di Maledetto il giorno che t’ho incontrato (ma per dire o anche a quelli dei collage di sketch dei primi due film – anche se ovviamente magari per quel film lì ormai il tempo è passato).

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