Scusa ma ti voglio sposare, Federico Moccia, 2010

Alex e Niki sono ancora in vacanza al faro di Civitavecchia. Vivono d’aria e d’amore. Sono felici.

Ma un giorno succede una cosa che cambierà per sempre le loro vite. Niki sta rientrando dopo una giornata di surf e vede sulla spiaggia un nordafricano che parla romanesco che vende accessori di American Apparel taroccati sulla spiaggia. Primo piano di lei, sconvolta, e una corsa a perdifiato verso il faro dove Alex sta intagliando un enorme bacio perugina in rovere (product placement).

Niki è in lacrime, Alex prova a consolarla ma non ce la fa. Niki è cambiata per sempre.

Ormai ha deciso, deve difendere l’occidente dagli attacchi che vengono da ogni dove e colpiscono al cuore dei valori giudaico cristiani. Una scena emozionante, che cita il “Why not?” del Mucchio selvaggio e ha fatto esclamare ad Anselma Dall’Olio:

“Finalmente un film con le palle, che mostra la presa di coscienza che tutti i giovani italiani e occidentali dovrebbero avere. Tutti hanno sotto gli occhi quello che sta accadendo, la messa in discussione di tutti i fondamenti dell’occidente, ma che solo Moccia ha avuto il coraggio di mostrare una piena assunzione di responsabilità della generazione dei bamboccioni. Speriamo che i giovani imparino”

Niki decide di partire volontaria per l’Iraq, ma non vuole andare sola. Vuole che anche le sua amiche, le Onde la accompagnino.

Una memorabile colazione con cornetto, e le Onde decidono di rinominarsi le Onde Crociate e di partire tutte assieme. Tutte tranne Diletta che invece ha deciso di intraprendere un’altra strada. Dopo aver visto una puntata di Domenica In ha deciso di partecipare al reality La pupa e il cilicio, condotto da Claudia Koll, dove le giovani di oggi cercano di far tornare vivi i valori di una volta.

Le ragazze capiscono, ognuno deve combattere la sua battaglia dove può vincerla, la abbracciano forte forte e la lasciano entrare nella scuola.

A questo punto il film segue tre storie parallele.

Le Onde crociate si addestrano in un campo supersegreto in Slovacchia, dove tutti parlano con un misterioso accento romano. Anche il tenente dei marines. L’addestramento è duro, ma rinsalda ancora di più il rapporto tra le ragazze. Scene di una crudezza tale da far scrivere a Manhola Dargis, del New York Times

“It’s the new Full metal Jacket. Everyone should watch the scene of Nikki speaking tenderly to her bazooka.  Mr Moccia gives us girls whose failings are evidence of their humanity and who are, contrary to our revolted sensitivities, no less human because they kill.”

L’addestramento lascia le sue tracce, anche una profonda cicatrice sulla coscia di Niki mentre cerca di passare il filo spinato. Il pubblico piange nel momento in cui lei fa una foto al suo sfregio e la manda ad Alex con scritto “Amo’, kuesto è il simbolo del nostro lovve ke non morira mai”

Alex invece capisce Niki, ma è disperato. Dopo aver fatto 12 enormi statue di baci Perugina in preda ad enfasi creativa, decide che non può rinchiudersi in se stesso, ma deve fare qualcosa per Niki.

Decide quindi di partire, a piedi, con l’unico Bacio in legno che non è riuscito a vendere a caro prezzo a uno spregiudicato mercante d’arte, e andare ad est per essere più vicino a Niki quando combatterà per il nostro paese.

Mentre Niki impara a guidare un carro armato, vediamo un montaggio parallelo in cui Raul Bova con un enorme  bacio perugina ligneo sulle spalle, con la barba lunga e vestito di stracci da artista e pellegrino, attraversa un pittoresco Appennino dove tutti parlano romanesco. Appena arriva in un nuovo paese lui sale sul bacio e si mette a predicare sull’amore che di deve unire contro il nemico che tutti affrontiamo. I Cahiers du Cinéma hanno scritto:

«Quête, attente, révélation”, Jacques Rivette a parfaitement définit les trois mouvements de la mise en scène Rossellinienne, qui nous pouvons retrouver è la perfection avec le drame sentimental d’un superbe Bova, dans le film sobre et bouleversant de Moccia»

Diletta invece è un’eroina nazionale. Sta trionfando alla Pupa e il cilicio. Ogni prova mostra la potenza del suo animo, ogni televoto è una vittoria schiacciante. Grazie a lei il paese è finalmente unito e solido con un’identità forte. Ma un giorno Diletta, davanti alle telecamere, fa un discorso epocale:

“Cioè, io ‘o sò che non se potrebbe, però io c’ho un sogno ner mio cuoricino. Ma sarebbe nà vera rivoluzzione. Ma al cuoricino non se comanda, e se una ragazza solare estroversa e amante della compagnia come me c’ha un sogno deve fare de tutto per realizzarlo. Io vorrei essere Papa”.

Il paese si spacca ed è ammirevole il modo in cui Moccia mette in scena lo scatenarsi del dibattito pubblico tra tradizionalisti e dilettisti a favore del primo Papa donna.
La Repubblica ha salutato questa parte del film di Moccia con il titolo “Federico rilancia il Vaticano II” con paginate di tutta la batteria di editorialisti per settimane (le dieci domande a Diletta sono un caso giornalistico), mentre la stampa cattolica ha lanciato quintali di moniti contro i messaggi devianti che “questa parte del film, peraltro ottimo, potrebbe lanciare ai giovani”.

Ma, nel mentre Diletta infiamma il dibattito pubblico italiano, le Onde crociate partono per l’Iraq, impegnate in missioni sempre più pericolose, sempre più segrete. Tutti gli iracheni parlano romanesco, e salutano le Onde crociate come delle spietate ma simpatiche e giuste e fichissime ragazze guerriere, con cui si mettono sempre di norma a parlare di Totti e di come festeggiare il 18 compleanno nel mondo migliore.

Le scene di guerra sono girate con tale maestria che Pier Maria Bocchi ha scritto:

“Moccia mixa  i generi in modo estremo, come se fosse un Johnnie To dei tempi d’oro. Nessuno in Occidente, e tanto meno in Italia, aveva osato prendere la commedia romantica à la Oggi sposi niente sesso e contaminarla con tocchi di Commando e Salvate il Soldato Ryan.   Moccia ha allargato i confini del visibile. ”

Ogni missione vittoriosa, Niki spedisce un mms a Alex, una sorta rielaborazione postmoderna delle tacche sul fucile. che ha fatto impazzire orde di studiosi delle subculture giovanili.

Alex, che con la barba lunga e con il suo bacio perugina ligneo è arrivato a Trieste, dove sente di essere più vicino alla sua Niki. Più vicino all’oriente traditore che gli vuole portare via la sua Niki. Clamorosa la scena in cui in piazza Vittorio Veneto Bova urla “Ecchissenefrega della longitudine!”, un gesto liberatorio e anarchico con cui lo spettatore scarica un po’ della tensione accumulata nelle spaventose scene di guerra.

Alex si ripulisce,e trova lavoro come barista da Bepi, locale romano frequentato da romani nel centro storico, che serve il famoso spritz con il Frascati. Il bacio di rovere è ai piedi del suo letto. A chi gli chiede che cazzo ci fa a Trieste, lui risponde che a Trieste si era rifugiato un romantico come James Joyce, che aveva scritto una frase come, che lo aveva molto colpito: “Presto, oh, molto presto, il tuo amore sarà da te.” E quindi gli sembrava giusto stare proprio lì, dove Joyce era preso da struggenti riflessioni sull’amore.

Lasciando perdere le polemiche letterarie che ha scatenato questa rilettura Mocciana di Joyce, c’è chi come Il piccolo ha maliziosamente titolato:

“Esce il film di Moccia, la statua di Joyce si getta da Ponterosso.”

Il film volge alla fine. L’Iraq è pacificato grazie alle Onde crociate che possono tornare sane e salve a casa. Non più guerriglia, solo qualche coltellata ogni tanto durante le trasmissioni via satellite di Roma-Lazio. L’aereo parte con gli iracheni festanti che urlano a Niki “Grazie Niki amika nostra. TVTB”

Il film volge alla fine: si vede Bova che guarda verso il cielo, mentre passa l’aereo che porta Niki in Italia. Intanto le frecce tricolori in cielo disegnano un cuore e un bacio perugina a fianco e la scritta

Dovunque brilla amore, si riflette in un bacio

In comic sans, per realizzare il quale i piloti delle frecce tricolori si sono allenati per mesi e mesi sotto il comando di Niki.

Niki e Alex finalmente si possono sposare. E chi celebra il matrimonio? Diletta.

Dopo aver trionfato a La Pupa e il cilicio non è purtroppo riuscita a diventare Papa ma è riuscita a far approvare a furor di popolo il sacerdozio femminile.

A lei la chiusura del film in voice over:

“Quanno c’hai un sogno nel cuore, devi fa’ di tutto perché diventi reale”.

Niki e Alex si baciano.

Dissolvenza a nero.

IMDB | Trailer

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3 Comments

  1. Posted 18 febbraio 2010 at 11:48 | Permalink | Rispondi

    li mortéééé

    g.

  2. Posted 18 febbraio 2010 at 15:11 | Permalink | Rispondi

    Si fosse così, sarebbe davero un capolavoro, probmente.

  3. Posted 18 febbraio 2010 at 19:48 | Permalink | Rispondi

    Sì, ma questa è una fiscion in due puntate per la prima serata di Raiuno…

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