Burton, Eastwood, Scorsese: Fail.


Voi sapete cos’è la sudditanza arbitrale? Dovrebbero spiegarvelo altri due che scrivono qui, molto più ferrati di me, ma ci tento io (tentando di farli arrabiare). Nel calcio, quando una squadra è troppo forte o ha una fama che la precede, un arbitro è portato a concederle molto di più, ad essere di manica molto larga nel giudizio. In poche parole, a favorirla. Questo fatto, nel mondo del giuoco del pallone, ha avuto terribili conseguenze: per esempio, ha fatto vincere alla squadra della Juventus un paio di scudetti immeritatati. Ce ne faremo una ragione. Ma spostiamo di poco il discorso: passiamo dal giuoco del calcio al Cinema. La sudditanza arbitrale ci ha fatto bere un sacco di film brutti. Ma non temete: sono arrivati i giorni della rivalsa. Secondavisione, il blog di Cinema che non guarda in faccia a nessuno, è qui per insegnarvi come pronunciare una frase come “l’ultimo Eastwood/Burton/Scorsese è un brutto film” e non sentirvi come uno che ha appena bestemmiato in chiesa. Pronti? Via.

Cominciamo dal vecchio Clint. L’avete visto Invictus? Vogliamo evitare di parlare delle due nomination che ha ricevuto (Morgan Freeman come miglior attore protagonista e Matt Damon come non protagonista) totalmente incomprensibili ai nostri occhi (alle nostre orecchie) a causa di un doppiaggio che ha mortificato mesi e mesi di studi di accenti e di inflessioni tipiche dell’afrikaans? Ok, risparmiamocelo questo discorso. Non c’azzecca nulla con quanto vogliamo dire e tanto ormai bisogna farsene una ragione: noi poveri imbecilli siamo e saremo costretti a vedere TUTTO doppiato. Possiamo tutti quanti sperare forte forte in una civile distribuzione doppia, che ci dia la possibilità di scegliere se vedere un film doppiato o in lingua originale. Nessuno ce lo vieta. Ma non serve a un cazzo. Continueremo a dare lavoro a quelle due famiglie e vedremo tanti bei film con tanti bei personaggi tutti uguali. Vabbeh, basta che poi mi scatta troppo il veleno… Comunque, tolta questa parentesi, Invictus non è un bel film. Anzi, diciamocelo, è un brutto film. Peggio, un film che ha tutte le caratteristiche del Cinema di Clint Eastwood, ma che ha una realizzazione deludente. Quel controllo, quella classe nel raccontare le storie che ci aveva stupito e fatto piangere come dei vitelli in film come Million Dollar Baby o in Gran Torino, qui va a farsi benedire e diventa banale paccottiglia retorica fatta di rallenti, metaforoni, brutte canzoni sparate a volume Ibiza e cafonate varie (SPOILER: il fantasmino di Mandela intento a leggere poesie in cella… ). Certo, le sequenze delle partite sono molto belle, come abbiamo detto i temi in campo sono quelli, ma siamo andati a vedere un film di Clint Eastwood, non Edward Zwick. Io sono uscito deluso. E non ho paura a dirlo. Io, da Clint, mi aspetto molto di più.

IMDB|Trailer

Passiamo a Martin Scorsese. Ha già detto tutto – al solito benissimo – Manu. Non posso però non aggiungere un elemento che mi ha molto infastidito. Anzi due. Comincio dal primo, che mi farà pasare agli occhi di chi legge ancora più stronzo di quanto io già appaia. Stavo attendendo dei miei amici fuori da un multisala dove viene proiettato Shutter Island e il film di cui parleremo più sotto. Mentre aspetto mi puppo tutte le conversazioni di quelli che entrano e escono. Arriva una ragazza sui sedici anni. Nevica. Lei indossa delle Superga bianche senza calze. Mi viene da piangere per lei. Raggiunge trotterellando una sua amica e le dice “Oh, Sciatteraislan’ è bellissimo! Non si capisce niente ma poi alla fine si capisce tutto“. A me viene da piangere principalmente perché se io giro a 32 anni con le Superga senza calze sotto la neve, il giorno dopo mi viene l’aiz. Ma anche perché ho come l’impressione che queste generazioni si ricorderanno di Scorsese per un remake (non voglio passare per il fan nerd del cinema orientale, ma facciamocene una ragione: The Departed è a tutti gli effetti un remake di Infernal Affairs) e per un film debole come Shutter Island. Che ha meno motivi d’interesse di Gangs Of New York. Che è molto meno bello di The Aviator. Non è che scrivo queste cose solo per trovarci tra di noi che non mettiamo le Superga senza calze per poi dire “Formidabili quegli anni!” e piangere pensando ai titoli di testa di Toro Scatenato, ma perché la bellezza di Shutter Island non si può limitare al citazionismo di Val Lewton e ai cappotti. Motivo numero due: Fellini/Mastroianni. John Woo/Chow Yun-Fat. Scorsese/DeNiro. Regista/Alterego. Avete visto che a un certo punto compare uno che è uguale uguale a DeNiro? Avete visto? Avete anche voi pensato a un cameo? Peccato che quello non sia DeNiro, ma la versione dei poveri di DeNiro. Elias Koteas. A me questa mossa da discount, da sola, mi fa uscire dalla sala triste e amareggiato. Ho visto un brutto film? Non si può dire. Mi aspettavo di più? Cazzo, sì. Sono andato a vedere un film di Scorsese, non un remake de The Prisoner con la lavagnette dello spiegone.

IMDB|Trailer

Concludiamo con Tim Burton. Orami tanti anni fa, leggo che Tim Burton dovrebbe mettere le mani sul remake de Il Gabinetto del Dottor. Caligari. Penso: “Cazzo, uno dei più grossi rischi della Storia! Ma se c’è uno che può fare una cosa del genere, quello è Tim Burton!“. Progetto naufragato e vabbeh… Anni dopo, arriva La Fabbrica di Cioccolato: “Non vedo che bisogno ci sia di una mossa del genere, ma se c’è uno che può riuscire in una simile impresa, quello è Tim Burton!“. (Sospendiamo il giudizio sul film. Se ci leggete sapete che a noi è piaciuto moltissimo per Deep Roy nella parte degli Oompa Loompa, ma dire che era un capolavoro…). Arriviamo ai giorni nostri. Remake di Alice in Wonderland. “Wow, se c’è qualcuno che può riuscire a fare una cosa del genere, beh… quello è Tim Burton!“. Ok, Tim Burton è un talento visivo. Ma non che che siamo andati un po’ oltre? Possibile che, se ben infiocchettata e servitaci su un piatto d’argento, siamo pronti a sovrapporre qualsiasi tendenza artistica con il gusto di Tim Burton? Se c’è un qualcosa di onirico, un po’ inquietente e retrò scatta subito l’effetto Burton? Evidentemente no. Infatti Alice in Wonderland non sembra un film di Tim Burton. Se escludiamo il personaggio della Regina di Cuori e del suo servitore Crispin Glover (e gli alberi dai rami adunchi) sembra di guardare un simil Narnia… In più non riuscivo a non  pensare a questo fatto: trovare brava Elena Bonham Carter… è come constatare che la cosa più bella di Ricordati di Me di Muccino è l’interpretazione della Bellucci. La cosa peggiore del film comunque, non è un 3d tutto sommato inutile, non è la noia e la pacchianeria che pervade il tutto: è la totale mancanza di un regista dietro la macchina da presa. In cosa Alice in Wonderland è un film di Tim Burton? In nulla. E per quale motivo un regista che sembrava perfetto per girare il remake di un film di fantascienza come Il Pianeta delle Scimmie, che sembrava quello perfetto per  Sleepy Hollow, che sembra nato per fare La Fabbrica di Cioccolato, dovrebbe essere lo stesso giusto per Alice In Wonderland? Ah, sempre grazie al doppiaggio si perdono le voci di: Stephen Fry, Michael Sheen, Alan Rickman, Timothy Spall, Matt Lucas… Per citare Boris: “Hai detto cazzo!

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Ciò detto, noi si vuole bene a Clint, a Martin e a Tim. La prossima volta che uscirà un loro film, noi saremo i primi in fila coi soldi del biglietto e con un sorriso ebete stampato in viso. Ed è anche per questo che oggi sono incazzato come una biscia.

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6 Comments

  1. Posted 16 marzo 2010 at 21:42 | Permalink | Rispondi

    Basta alla politica dell’autore. Dàgli all’untore! Invictus è un film di merda, scritto con la pagina Wikipedia delle citazioni famose di Nelson Mandela. Shutter Island è un grosso tease. Alice non ce la faccio a spendere £10 preziosi per andare a vederlo. E pensare che qui avrei almeno il beneficio di Stephen Fry in lingua originale. (Ma c’è poi sempre e comunque Helena Bonhan’Cazzo a rovinare la questione. Insomma, mi sa che sto a casa e risparmio.)

    Grazie Fede. E a morte lo spiegone.

  2. Posted 17 marzo 2010 at 00:13 | Permalink | Rispondi

    Concordo. Su Burton son un po’ più clemente ma certo Alice è il suo film più debole. Non c’è storia. In alcuni punti addirittura sbagliato proprio. Son contento che c’è chi scrive così anche di Invictus. Io sono un ammiratore smisurato di Clint e proprio x questo se non ci azzecca lo dico a chiare lettere. in sala mi stavo addormentando!
    Su Shutter Island, che vado a vedere domani, son rassegnato. ho letto anche molte recensioni più che entusiaste, ma ormai ci ho rinunciato. The departed mi piacque molto (the aviator no) ma ormai Scorsese non è più lui. Non so che cazzo gli è preso ma temo che gli anni di Taxi driver, toro scatenato e goodfellas (o casinò) ce li possiamo scordare.

  3. fedemc
    Posted 17 marzo 2010 at 14:14 | Permalink | Rispondi

    eh, ma ogni tanto ce vuole…
    comunque, a parte shutter island che sta mietendo qualche vittima, sia clinbt che burton stanno raccimolando un po’ di pernacchiette in giro…

  4. Vera
    Posted 17 marzo 2010 at 17:14 | Permalink | Rispondi

    Clint deludente: rallentee, (SPOILER) scena ringo boys con le mani che stringono la coppa, freeman nella cella, freeman che spacca le pietre, freeman con la panza e delle camicie orrende. Ma brutto no, brutto è Michael Colllins, ma da clint vogliamo di più: il ragazzo è bravo ma non si applica.

    Scorsese didascalico: super spiegone, gioca male con le aspettative del pubblico. Ma brutto no, brutto è Occhi di cristallo no Shutter Island, e anche dal martin pretendo il massimo: il ragazzo ha ottime capacità ma non le utilizza appieno.

    Burton inadeguato: quello che mette in scena non è Alice cha ha un lato disturbante e perturbante neppure tanto velato, in cui la dimensione nonsense non nasce da un linguaggio incomprensibile (solo pochi personaggi e per lo più presenti in Attraverso lo specchio usano una lingua nuova) ma più che altro dall’interpretazione differente che del linguaggio fanno gli interlocutori, ma un sequel edulcorato e che tende alla meraviglia visiva tipica del fantasy quando Alice non è un fantasy! Si, questo è brutto! Il ragazzo si è dimenticato le sue abilità e soprattutto ha tradito una storia, e questo non si fa! Le storie si amano, si interpretano, non se ne fa un prodotto che piace tanto alle nuove generazioni che portano le superga senza calzini e a cui nessuno ha spiegato la differenza fra fantasy e fantastico.

  5. maria ingoglia
    Posted 21 marzo 2010 at 22:49 | Permalink | Rispondi

    ma ke cosa dite alice in wordeland è stato stupendo quasi come la fabbrica di cioccolato

  6. andrea
    Posted 22 marzo 2010 at 10:03 | Permalink | Rispondi

    haha si, appunto.

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  1. […] Shutter Island – Liam Neeson per A-Team – Pippo Delbono per Io sono l’amore – Johnny Depp per Alice in Wonderland – Russell Crowe per Robin […]

  2. […] c’è una spiega ogni tre minuti, per essere sicuri che stiano tutti seguendo. Almeno non c’è lo spiegone finale tipo Shutter Island, e meno […]

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