Costantino della Gherardesca: Mine Vaganti, Ferzan Ozpetek, 2009

Si definisce “una frociaccia radical“.  Lo potete vedere all’interno di Chiambretti Night, leggere su Rolling Stone o sul sito di Vogue. E ovviamente ascoltare su dISPENSER. È Costantino della Gherardesca. L’abbiamo mandato a vedere Mine Vaganti.

Un momento distensivo prima della visione.

SecondaVisione, un blog di sadismo e cinema, mi ha spedito a vedere Mine Vaganti. Inizialmente ero divertito dall’idea, poi mi sono reso conto di aver sprecato 1 ora e 50 minuti della mia vita, che sarebbero stati meglio spesi a farmi una sega con un cappio intorno al collo. Una delle prime immagini del film è di un gruppo di donne in ciabatte. A parte il fatto che altri registi gay – come Kenneth Anger o Fassbinder – non hanno mai ripreso un paio di ciabatte in tutta la loro carriera, mi sento in dovere di sottolineare che le ciabatte all’interno di Mine Vaganti sono particolarmente prive di significato. Non sono delle ciabatte proletarie alla Mike Leigh, sono delle ciabatte piccolo borghesi alla Commesse, la fiction con Veronica Pivetti, Anna Valle e Sabrina  Ferilli. Delle ciabatte che, a pensarci bene, potrebbe indossare tutta la famiglia Ferilli al gran completo nella vita reale. Le ciabatte hanno fatto partire il campanello d’allarme. La mia teoria è la seguente: Ferzan Ozpetek non è gay. Ecco i punti chiave che mi hanno convinto:

1) In una delle scene iniziali si vede il pacco di Scamarcio. Ed è di una piccolezza sconvolgente. Roba che gli antichi Romani l’avrebbero ammazzato per paura che gli gufasse la vendemmia.

"Il pacco ha parlato: carestia e sofferenze per voi e per i vostri cari!"

2) Tutti i registi gay creano delle icone femminili. Delle attrici che loro rendono impossibilmente belle e glamourous. Donne come Silvana Mangano nei film di Luchino Visconti o Nicole Kidman in To Die For di Gus Van Sant. La più figa all’interno di Mine Vaganti, indossava un vestito di viscosa marrone con sopra una giacca di lino beige.

SPOILER: Lei non c'è.

3) Non ci sono boni nel film. Neanche uno. Tutti gli uomini, anche gli amici che arrivano a trovare Scamarcio da Roma, sono dozzinali. Visconti non gli avrebbe fatto fare manco il catering sul set. Il ragazzo di Scamarcio in particolare, è talmente modesto che sarebbe stato scartato anche dal pubblico di Drive In.

Piuttosto mettiamo una felpa della Best Company al cane Has Fidanken

4)  Nel momento di maggior glamour dell’attrice più figa, lei entra in scena con un vestito plissè giallo. Uno dei gay romani, sbalordito, riconosce il designer : Alberta Ferretti. Allora, forse gli eterosessuali che stanno leggendo non capiscono la gravità: è come citare in ambito calcistico il Cesena.

Lo squadrone che tremare il mondo fa!

Insomma il film, nonostante le tematiche, è talmente poco gay che l’avrebbe potuto dirigere Michael Bay. Se avesse fatto la gavetta a Rai Uno invece che a MTV. Ci sono due altri errori nella sceneggiatura che rendono il film particolarmente poco verosimile:

1) Ad un certo punto la nonna diabetica dice a suo nipote : “I signori sono dei gran lavoratori”. Evidentemente la vecchia non ha capito Marx e Ozpetek non ha mai incontrato un signore in vita sua. I signori odiano il lavoro.

2) La famiglia di Scamarcio ha un pastificio. E non sono camorristi.

Chiudo la mia recensione con un pensiero sulla comicità del film. Come? Doveva far ridere? Ebbene si, c’erano delle frasi la cui costruzione era intesa come comica. Peccato che il film faccia ridere quanto un cancro alla prostata.

Costantino della Gherardesca

Bonus track: come ne abbiamo parlato ieri durante la trasmissione.

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37 Comments

  1. Posted 24 marzo 2010 at 13:16 | Permalink | Rispondi

    ascoltandovi fino al lapidario giudizio finale mi sembrava che il film vi fosse piaciuto.

    io sono prevenuto nei confronti di ozpetek dalle fate ignoranti incluso in poi e figurati se mi vedo questo. però a tutti gli amici gay che ho (sono pochi perché in generale ho pochi amici) il film è piaciuto: forse Costantino NON è gay.

    saluto
    gig.

  2. Dr.Marshmallow
    Posted 24 marzo 2010 at 13:22 | Permalink | Rispondi

    Costantino sei il mio idolo

  3. Sissa
    Posted 24 marzo 2010 at 14:20 | Permalink | Rispondi

    A prescindere dal gay o non gay…il film è una ciofeca!

  4. Posted 24 marzo 2010 at 18:41 | Permalink | Rispondi

    sei un genio!!!!!

  5. Costantino non c'è ce fa
    Posted 24 marzo 2010 at 23:08 | Permalink | Rispondi

    Costantino Della Gherardesca chi? ahhh è quello snob che fa di tutto per mettersi in mostra? ma non ce n’è bisogno!! ti si vede pure troppo!!! purtroppo..

  6. semantiche sensazioni
    Posted 25 marzo 2010 at 11:19 | Permalink | Rispondi

    MA VAI A CAGARE!!STRABORDI DI DECORATIVISMO BAROCCO E TI RIEMPI LA BOCCA D’OVVIETA’ D’ANTAN..TUTTA LA TUA RECENSIONE SEMBRA UN’ALLUCINATA ARRAMPICATA SU DI UNO SPECCHIO PIENO DI SBORRA…E SCIVOLI..SCIVOLI SEMPRE PIU’ IN BASSO…GRATTI IL FONDO? MAGARI TI ACCONTENTASSI SOLO DI QUELLO!! LO SFONDI E LO TRASFORMI IN BARATRO APOCALITTICO SENZA POSSIBILITA’ REDENTORIA,QUANDO CRITICANDO LA SCENEGIATURA DEL FILM DICI CH’E’ POCO CREDIBILE PERCHE’:”La famiglia di Scamarcio ha un pastificio. E non sono camorristi”..PREGIUDICATO!

  7. fedemc
    Posted 25 marzo 2010 at 12:10 | Permalink | Rispondi

    semantiche sensazioni: a parte la scrittura in maiuscolo in stile fallaci, ti chiederemmo di abbassare i toni. altrimenti i tuoi commenti veranno cancellati.

  8. semantiche sensazioni
    Posted 25 marzo 2010 at 12:15 | Permalink | Rispondi

    allora dovresti iniziare dalla recensione fatta dal tuo “acculturatissimo” inviato..altrimenti minzolinismo ci cova!

  9. fedemc
    Posted 25 marzo 2010 at 13:25 | Permalink | Rispondi

    C’è differenza tra umorismo e maleducazione.
    che evidentemente ti sfugge.
    altro che minzolismo.

    • semantiche sensazioni
      Posted 25 marzo 2010 at 18:53 | Permalink | Rispondi

      l’unica cosa che mi sfugge sono le braccia al cospetto del tuo grondare sudaticcio servilismo intellettuale..se la frociaccia radical(..magari lo fosse per davvero!) dice sega è umorismo se io dico sborra (proprio provocatoriamente per acuire il bassissimo livello del suo umorismo che avalli minzolinianamente)allora sono maleducato…se poi il tuo inviato utilizza sfrontatamente il clichè sud=camorra allora tu ridacchi compiaciuto come fa l’ultimo dei sottoposti per compiacere il suo capo..

      • fedemc
        Posted 25 marzo 2010 at 19:22 | Permalink

        guarda, ripeto, non è una questione di servilismo.
        ci sono persone che hanno attacato costantino
        e hanno avuto la decenza
        e la capacità
        di usare altre parole.
        A te evidentemente questa capacità dialettica manca.
        Limitarsi a dire frasi senza senso condite da parolacce,
        ti giuro,
        non suona provocatorio,
        ma un po’ triste e infantile.
        se hai qualcosa da dire, dilla,
        altrimenti levati dal cazzo.
        vedi se hai colto la sottile provocazione.

  10. start
    Posted 25 marzo 2010 at 14:11 | Permalink | Rispondi

    ma ancora non ti mettono fuori manco da chiambretti, sei bravo si a volerti mettere in mostra sparando a ca…
    ottimo fil visto 2 volte, sei solo invidioso e limitato nei tuoi modi di fare, e sei pure brutto… e quanto sei brutto…….

    • valentina
      Posted 2 gennaio 2012 at 01:10 | Permalink | Rispondi

      che amarezza, il commento tuo e di semantiche sensazioni mi fanno augurare l’estinzione della specie umana.

      diffidare delle persone che usano più di 3 punti sospensivi e che censurano le parolacce.

      sembrate le ragazzine di 13 anni a cui toccano il loro idolo, come on, questo atteggiamento è so 1997.

      adieu

  11. Posted 25 marzo 2010 at 14:15 | Permalink | Rispondi

    Costantino al Corsera!!

  12. virna smiraldi
    Posted 25 marzo 2010 at 14:37 | Permalink | Rispondi

    Costa t’adoro! Finalmente opinioni fuori dal “gregge”…le menti ignoranti dovrebbero far tesoro delle tue osservazioni per niente scontate!!!

  13. mikaela
    Posted 25 marzo 2010 at 14:40 | Permalink | Rispondi

    Costa le tue parole son come le frecce di robin hood… bravo

  14. marco
    Posted 25 marzo 2010 at 14:51 | Permalink | Rispondi

    Sei sempre il solito pungente, a volte esagerando, ma è questo che mi piace di quello che scrivi. Ma calcisticamente dovresti lasciar perdere avresti potuto citare molte altre squadre ma propio una delle maggiori candidate alla promozione in A NO. Comunque continua così che sei sempre spassoso anche quando “pisci fuori dal vaso”.

  15. U2Bear
    Posted 25 marzo 2010 at 15:07 | Permalink | Rispondi

    semantiche sensazioni ma da dove arrivi ?

    ….UN’ALLUCINATA ARRAMPICATA SU DI UNO SPECCHIO PIENO DI SBORRA ……
    mi sembra un’ immagine condivisibile ( forse ) in una darkroom ma purtroppo gli manca completamente l’ umorismo presente invece nella recensione. ;D

  16. Posted 25 marzo 2010 at 16:21 | Permalink | Rispondi

    Costantino sei una forza! :D

  17. Elena
    Posted 25 marzo 2010 at 16:52 | Permalink | Rispondi

    Pensavo di andare a vederlo, ma dopo ‘sta “stroncata” non so più… :-))
    Andrò forse per curiosità.
    Hai un’incredibile capacità di “rendere l’idea” e mi fai morire…! :-D
    Hai fatto dei paragoni e commenti che hanno del geniale, ma questo lo sapevo e infatti di adoro…!
    Amo la tua intelligenza, il tuo humour e il tuo essere simpaticamente cinico.
    Grazie per la tua “recensione”…
    Sei GRANDE, ti ADORO!!!!! :-))

  18. Posted 25 marzo 2010 at 17:45 | Permalink | Rispondi

    ottimo Costa.
    però provate a seguire un po’ questo blog che qui le opinioni fuori dal coro circostanziate (non a prescindere) sono all’ordine del giorno. e nonostante le tesi a volte un po’ estreme le risposte non sono mai facili insulti.
    saluto
    gig.

  19. Posted 25 marzo 2010 at 18:07 | Permalink | Rispondi

    grazie a nome del collettivo, gigi.

  20. elena
    Posted 25 marzo 2010 at 18:35 | Permalink | Rispondi

    Grande Costantino!!ahahahah!!!molto valida la gag della Ferilli e famiglia con ciabatte…sei un genio!ti adoro da sempre e TI AMO DA MORIREEEE!!!! anche se sono fidanzatissima e tu sei gay…il mio ragazzo lo sa… ;-))

  21. Elio
    Posted 25 marzo 2010 at 19:01 | Permalink | Rispondi

    trovo più ributtante e meno comico vedere 2 checche isteriche come jonathan e chiambretti su italia uno che un film come mine vaganti.
    sia chiaro, non è un capolavoro, tuttavia secondo me tu sei partito con un pregiudizio e te ne sei andato avanti sempre con lo stesso pregiudizio. Non hai ascoltato Ozpetec quando al Berlino film festival, ha dichiarato “il mio non è un film sull’omosessualità, è un film sulla famiglia”.
    Il regista a mio avviso è stato geniale a cogliere tutti gli aspetti di “normalità” legati al coming out di un figlio.
    Per quanto rigurada la tua tesi, particolarmente offensiva (visto che son pugliese) sull’idea che i proprietari di un pastificio debbano essere mafiosi a tutti i costi, credo che con questa tesi oltre al pregiudizio nei confronti del film in sé, hai rivelato pure quello verso il modello familiare del sud.
    Se non hai riso al cinema mi dispiace, sarai stato il solo visto che a Roma, al cinema Atlantic dove l’ho visto io, la gente è uscita dal cinema ancora ridendo!

  22. Posted 25 marzo 2010 at 20:24 | Permalink | Rispondi

    Ah che bello, ho letto i commenti adesso rispondo.
    La mia era …ovviamente… una recensione comica. Questo spiega la battuta sul pastificio che in realtà cela una presa in giro del vero difetto del film (e non di razzismo verso i pastifici)
    E’ UN FILM CHE NASCE FOCOMELICO DALL’AUTOCENSURA
    I film di registi “gay” quando non era ancora l’epoca di Berlusconi e Barbara D’Urso erano delle opere d’arte coraggiose. Dei momenti di rivalsa dove grandi autori riuscivano ad amplificare la verità e rivelare qualcosa. Non erano delle fiction adatte ai lettori di Famiglia Cristiana come i film di Ozpetek.
    E’ possibile che quarant’anni dopo Pasolini (QUARANTA porca troia) le sue battaglie per l’espressione e la libertà nel cinema siano ignorate??? Ozpetek tratta temi sociali sotto mentite spoglie, in realtà vuole solo fare i soldi. Sennò un film che affronta “la famiglia” e “l’omosessualità” non sembrerebbe una fiction di RAIUNO. Qualcuno si ricorda Teorema?
    Io, nella mia “recensione” scherzosa, ho deciso di non affrontare il lato “politico” del film. Ma ahimè è la motivazione per il mio odio.
    Quando esiste la censura, forte e frutto non solo del governo ma del pensiero di un popolo col cervello lavato , il sistema del cinema italiano caga fuori molti film come Le Mine Vaganti ( o quelli di Muccino ) Ahimè capolavori come “Gomorra” fanno parte di una minoranza meno convenzionale che, grazie al cielo, esiste ancora. Per Garrone la strada è in salita. Per un gay che è sceso a parecchi compromessi, come Ozpetek, è molto più facile.

  23. lou
    Posted 25 marzo 2010 at 20:56 | Permalink | Rispondi

    adesso si può dire tutto quello che si vuole purché si precisi che trattasi di “recensione comica”,”scherzosa”..

  24. Posted 25 marzo 2010 at 21:24 | Permalink | Rispondi

    Grazie Lou, comunque ci tengo a precisare che io posso dire quel cazzo che voglio comunque. Peccato che i registi commerciali non possano usufruire della stessa libertà.

  25. lou
    Posted 26 marzo 2010 at 00:57 | Permalink | Rispondi

    il concetto da me espresso era più fine di quello da te recepito, ma la finezza, mi pare evidente, non è il tuo forte
    adieu

  26. Posted 26 marzo 2010 at 13:58 | Permalink | Rispondi

    Ieri sera per colpa del signor Della Gherardesca sono andato urgentemente al cinema, come in preda ad una eccitazione primordiale ..adolescenziale …
    Una stroncatura così forte e cosi ironicamente negativa ..mi ha lasciato perplesso …
    Ho visto il film … si sarò onesto .. sembra uno di quegli sceneggiati che vanno in onda sui canali gratuiti … molto anni 80 … ” un sapore di mare in formato gay ” .. molto antico … chi vuol comprendere meglio quello che intendo si vada a vedere una serie fatta per la televisione che si chiama “queer as folk” .. quella americana ..uscita qualche anno fa … comprende la differenza.
    Si il regista mostra uno specchio dell’Italia gaia e di contorno che è purtroppo attuale ma vecchia, antica , non evoluta che è reale per carità ma..orrenda!
    Si ride … molto poco .. anzi in realtà ho riso solo una volta e di gusto : La spiaggia libera !

  27. valido
    Posted 26 marzo 2010 at 20:04 | Permalink | Rispondi

    Richiudete le gabbie!

  28. Silvia
    Posted 27 marzo 2010 at 23:20 | Permalink | Rispondi

    nooooooooo, dai, Ferzan è bravo, per me è un poeta; però non ho ancora visto Mine vaganti.
    baci silvia

  29. Mirco
    Posted 31 marzo 2010 at 10:29 | Permalink | Rispondi

    Ne avevo sentito parlare bene prima di leggere la recensione di Costantino,ma temo che abbia ragione lui, le argomentazioni che adduce sono piuttosto convincenti. Fatevene una ragione ragazzi e fate come me, non buttate i soldi del film al cinema, non ne vale la pena. Sarà perfetto tra un anno o due trovarsi a casa davanti alla tv, alla sera, quando daranno le mine vaganti, e sarà anche molto gratificante guardare le prime scene e poi ZAP, cambiare canale, dicendo: aveva proprio ragione Costantino!

  30. Mirco
    Posted 31 marzo 2010 at 10:42 | Permalink | Rispondi

    E poi volete mettere quanto è meglio farsi una sega con un cappio intorno al collo!?:-) bye bye
    p.s.
    permettemi di consigliare un film a tema: MY BEAUTIFUL LAUNDRETTE di Stephen Frears! Altro che!

  31. Andrea
    Posted 4 aprile 2010 at 12:00 | Permalink | Rispondi

    Costantino hai colto bene il punto…”Ozpetek vuole fare soldi” ohhh stupore! è un peccato capitale?
    avere un ritorno economico su un film e sperare che incassi più di quanto è costato?
    E’ un film per tutti..che mira ad un target ampio e la sua abilità è affrontare un tema senza offendere la sensibilità di nessuno..smettiamola con questa dicotomia tra film d’autore e film commerciale.
    Gomorra è semplicemente un prodotto diverso

  32. Posted 5 aprile 2010 at 07:25 | Permalink | Rispondi

    Costa..un po’ am-metterlo, ma a dire tutto il cazzo che si vuole si fa indigestione . sembrerà normale a costantino essere accresciuto dall’iperbole per-malista, ma anche un gaio può vestire marrone senza vendersi. vendere un film non è blasfemia anti-pasoliniana, si può diventare adulti senza marcire

  33. gianni
    Posted 6 aprile 2010 at 18:48 | Permalink | Rispondi

    Concordo appieno con Costantino Della Gherardesca.
    Per i curiosi riporto la recensione del corrispondente straniero di Internazionale Lee Marshall:
    “Oggi sarebbe impossibile fare un film come Mine Vaganti negli Stati Uniti. Non perchè ci sia un congiura contro le tematiche gay. La prova contraria l’abbiamo vista a Berlino, dove insieme al film di Ozpetek ha debuttato The kids are all right di Lisa Cholodenko, con Julianne Moore e Annette Bening nei panni di una coppia lesbica con due figli adolescenti. Ma il film di Cholodenko è una storia attuale in cui i figli in provetta di famiglie con due madri si avviano all’età adulta. Mentre una storia come quella di Mine Vaganti , sui problemi di due fratelli omosessuali in una famiglia arretrata e provinciale del sud, sarebbe andata bene vent’anni fa.
    Ma questa non vuole essere una critica al film: divertente e grazioso, forse è il lavoro più compiuto e più soddisfacente di Ozpetek. Mine Vaganti ha tutti i tratti (belli e brutti) della commedia all’italiana: si lancia in una critica sociale abbastanza azzeccata, ma si permette troppi personaggi macchiettistici (come la zia assetata di uomini). Comunque ripetere le cose ovvie – per esempio, che bisogna accettare le persone per quello che sono, orientamento sessuale compreso – è importante. Anche perchè certe battaglie che sembrano vinte si possono perdere da un momento all’altro.”
    Molti saluti!

  34. antonella
    Posted 2 gennaio 2013 at 13:42 | Permalink | Rispondi

    Il commento di Della Gherardesca mi sembra eccessivo.E’ pur vero che “Mine Vaganti” non è un capolavoro, ma da qui a denigrarlo in questo modo….Cmq, e’ più che altro un film per Leccesi, in cui ognuno si riconosce nello spaccato cittadino, nelle facciate barocche, nel mare cristallino. Si è presi più dall’emozione del contesto in cui è stato girato che non dalla trama piuttosto scontata,con un’immagine del sud arretrato (assolutamente non vero).Diciamo che è stato un film che ha esportato l’immagine del Salento in tutto il mondo, fortunatamente non associato a nessun tipo di cosca malavitosa come si vuol far credere sia la ns terra.Il Salento non è scevro da delinquenza, come qualunque altro posto,ma da qui all’associazione con la camorra…beh è un’esagerazione e non ci appartiene!Non sono campanilista, ho molto viaggiato e vissuto fuori e, dal raffronto che ne posso fare,credo che la qualità della vita di Lecce e provincia, sia molto buona! Per carità, non è che non ci siano problemi in questa terra, ma non più di quanti ce ne siano ovunque in Italia. Ferzan ha assimilato perfettamente l’aria che si respira da noi, rendendola a volte poesia,a volte favola a volte… tutt’altro.Ad ognuno la propria immaginazione! Buon anno a tutti!

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