Il nostro viaggio nel cinema italiano: Bumba Atomika, di Michele Senesi, 2009

Trama: quattro giovani vanno in giro per le Marche ammazzando gente a destra e a manca in maniera cruenta, perché scoprono che il cadavere tira. Una è una nerd amante dei computer e elettronica varia. Un altro è appena uscito di prigione perché ha sparato a un poliziotto durante una rapina (sic), è stato in coma e da allora vede Gesù, che gli parla tramite parole che si materializzano come strisce adesive (queste). Un terzo è un patito di serial killer (arisic). L’ultimo è un figlio di papà. Ma stiamo a pensare alle caratterizzazioni? Mannò. Insomma, tra vendite a necrofile, industriali dell’auto che hanno bisogno di manichini più realistici per i crash test e folli vari, iniziano a tirare su un po’ di soldi, che spendono completamente e solo in alcolici, bevendo senza sosta. Ma non sono i soli a fare i serial killer in giro. Il punto, però, non è la trama. E’ che ogni singola sequenza è stata ritoccata al digitale: cieli viola, ralenti, truka di vario tipo, split screen come se piovessero, viraggi… Lo stile è quello di un promo per MTV fatto dal regista esordiente più giovane della troupe che ha appena fatto visita al suo spacciatore d’erba preferito, al quale era appena arrivato un carico di white widow. E quel giorno faceva gli sconti. Quindi la predisposizione alla risata c’è, tavolta ti viene anche la battuta fulminante, ma, fondamentalmente, sei strafatto. E fa’ un film, dai.

Giudizio sbrigativo: cosa avrebbero fatto gli Squallor, dopo Arrapaho, con il digitale leggero e i software di editing audio e video, avendo visto tutto Tarantino alternato ai film della Troma.

Perché lo abbiamo visto?: per pura curiosità, al Future Film Festival.

Fulmine di Pegasus (aka triplo dolly carpiato con avvitamento aka la scena ricca aka buttiamo due soldi su questa sequenza che facciamo il botto aka “la mia arte si esprime nella visione”): probabilmente la scena dell’omicidio a mannaiate al cimitero. Ma forse i permessi per l’occupazione di suolo urbano sono costati di più.

Momento Centovetrine (alias la scena povera alias hai speso i soldi per il triplo dolly, adesso quest’altra la fai con un totale di 3′ e la illumini con la luce di emergenza Beghelli, e il fonico oggi non viene perché aveva un torneo di karate): ehm, ce ne sono tante. Ma si sa, il low budget.

Dai, dai, dai che la giriamo (alias la scena in cui il film sembra decollare): quando tutti i viaggi in macchina sono fatti su trasparenti digitali con scene di acquari, viaggi spaziali, film storici, riprese aeree. In una scena in particolare c’è un curioso effetto Mary Poppins lisergicamente potenziato in cui la Panda grigia, vera protagonista del film, decolli.

Enchanted Bunny (alias la scena in cui il film si suicida): la numero zero, quando appare la scritta “Prendete e bevetene tutti”, firmato Gesù. Ma poi si capisce che è uno dei protagonisti, e allora. Oddio.

Tarallucci e vino: (alias c’è un conflitto? che cos’è il conflitto alias l’altro umiliato in sottotesto): il conflitto è fra serial killer (spoiler). Perché quello che agisce da solo viene preso e confessa tutti gli omicidi, compresi quelli commessi dai quattro.

La società si prende le sue colpe?: sì. Grazie alla onnipresente colonna sonora dei Kurnalcool, che hanno anche inciso un disco chiamato Bumba Atomika, il tema dominante è il vino. E quindi questa società è brutta perché lo Stato non dà l’alcool gratis. Un mondo in cui tutti siano alticci sarebbe migliore. Questa la tesi.

Indice di in-vaccabilità (alias quanto è riconducibile a: “è di destra o di sinistra?”): 0 su 10.

Indice “Montale e i suoi limoni (alias sfoggio di high culture a caso): 1 su 10. Perché l’enologia sta diventando high culture e di nomi di vini ne snocciolano in quantità. Anche se un po’ a cazzo.

Indice di Tarantinabilità (alias c’è qualcosa che tra vent’anni ci sembrerà troppo avanti?): 4,5 su 10. Per l’uso spregiudicato (nel senso proprio del termine) del digitale. Ma ci credo poco.

Maggio 2007 (alias segnali di calendario possibile alias tette laterali): l’interprete della necrofila ha le tette grosse, sostenute da corpetto a balconcino. E uno dei quattro appare spesso in canottiera. Poca roba. Qui il glamour è (coerentemente) evitato come la peste. Ci sono tanti bei filtri di Prèmiere da usare!

Pubblico? Quale pubblico? I suoi festival se li è fatti e ha pure vinto un premio (per la colonna sonora).

Ce lo meritiamo? Gli studenti al primo anno di DAMS e Comunicazione sì, come cura Ludovico per evitare un giorno il premio DAMS e Scienze della Comunicazione che noi assegniamo ogni anno.

IMDB | Trailer

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5 Comments

  1. Posted 28 marzo 2010 at 09:12 | Permalink | Rispondi

    Siete dei disgraziati, ora lo voglio vedere.

  2. giorgio
    Posted 29 marzo 2010 at 11:18 | Permalink | Rispondi

    Piccola parentesi:
    i Kurnalcool nelle Marche sono un gruppo di culto (adolescenziale e non).

  3. BabiDec
    Posted 29 marzo 2010 at 12:32 | Permalink | Rispondi

    Non mi pronuncio perchè non ho alcuna intenzione di vederlo e perchè uno dei killer sa dove abito (e io ho visto troppi thriller per non preoccuparmi della cosa..)..ma grazie Francesco!Mi fiderò di te e continuerò ad ignorarlo con rispetto.

  4. lonchaney
    Posted 8 aprile 2010 at 15:20 | Permalink | Rispondi

    per niente d’accordo, ovviamente. ;-)

  5. Posted 25 aprile 2010 at 20:18 | Permalink | Rispondi

    non ho visto il film ma sostengo la tesi che i kurnalcool siano, concettualmente, il più grande gruppo italiano di sempre.

One Trackback

  1. By Altri 2 | Bumba Atomika on 6 dicembre 2011 at 08:56

    […] Altri due commenti al nostro film, Bumba Atomika. Il primo è assolutamente delirante con un approccio alla materia in tema, diciamo.Lo trovate dentro Seconda Visione:https://secondavisione.wordpress.com/2010/03/27/il-nostro-viaggio-nel-cinema-italiano-bumba-atomika-d… […]

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