The Unforgiven: Marilyn Chambers

Si sa: Hollywood non perdona. Puoi essere il Re del mondo, puoi essere più famoso di Topolino e far incassare milioni su milioni a questa fredda industria senza cuore. Ma non c’è scampo: se sbagli, sei fuori. D’altra parte, più dall’alto cadi, più male ti fai. Secondavisione è fiera di presentarvi The Unforgiven, una serie di personaggi passati dalle stelle alle stalle e che oggi guardano a quello che un tempo avevano dai margini del mondo di celluloide.

Over The Top. Marilyn Ann Briggs, questo il suo nome all’anagrafe, nasce il 22 aprile del 1952 a Providence, nel Rhode Island. Fin dai primi anni di scuola si fa subito notare per la sua bellezza e per la sua fotogenia. Adulata da molti fin dalla giovane età, la ragazza decide che il suo destino è quello di diventare un’attrice. Il padre però, convinto che il mondo dello spettacolo sia estremamente competitivo e volgare, glielo vieta categoricamente. La ragazza non demorde e, appena impara a falsificare la firma materna per saltare la scuola, scappa di casa per partecipare a molte audizioni. Dopo qualche tentativo, riesce a farsi dare una piccola parte (in cui è accreditata come Evelyn Lang) nel film Il Gufo & La Gattina, pellicola del 1970 con Barbara Streisand. I genitori, una volta venuti a conoscenza del fatto, entrano in aperto conflitto con la figlia, che decide di trasferirsi a Los Angeles. Dopo molti provini andati male, nel 1971 Marilyn ottiene un piccolo ruolo in Together, film a basso budget diretto da Sean S. Cunningham, il quale nove anni dopo metterà la propria firma su Venerdì 13. Il film non ottiene particolare successo, ma vanta un nudo di Marilyn che colpisce molti produttori e addetti ai lavori. Scontenta della sua carriera, si sposta ancora: da Los Angeles a San Francisco, dove comincia a posare nuda per alcuni servizi fotografici e a ballare in qualche topless bar. I sogni iniziali di fama e gloria sembrano ormai sfumati, ma sta per arrivare la svolta. La Ivory Snow la vuole come testimonial per un sapone detergente. Marilyn compare su tutte le scatole del prodotto mentre tiene in braccio un bambino. Sotto la sua fotografia compare la scritta “99 & 44/100% pure“, “Pura al 99,44 %”. In poco tempo il volto di Marylin diventa noto in tutto il paese.

The Original Sin. Un giorno si reca ad un provino; realizzato che si tratta di un film a luci rosse, se ne va. I produttori – Artie e Jim Mitchell – colpiti dalla sua bellezza e dalla somiglianza con la famosa Cybil Shepherd, si dicono disposti a tutto pur di averla. Lei la spara grossa, una cifra da stella del cinema: 25.000 dollari e un’alta percentuale sui guadagni del film. E i fratelli Mitchell dicono di sì. È il 1972 ed esce Behind The Green Door che, grazie alla sua partecipazione, diventa un enorme successo, un classico. Non solo può vantare la partecipazione di Marylin Chambers, la ragazza che tutte le mamme d’America vorrebbero come moglie per i  propri figli, ma rivela un vero talento innato. Marilyn fa di tutto: non dice nemmeno una parola per tutta la pellicola, ma si impegna in una scena di sesso lesbico di gruppo e regala al cinema XXX probabilmente la prima sequenza interracial di ben 45 minuti con Johnny Keyes, ex pugile afroamericano. Leggenda vuole che alla fine del loro rapporto, all’epoca ritenuto più scandaloso del film stesso, la Chambers sia svenuta. Le vendite dei saponi con la sua immagine subiscono un’impennata: diventano ricercatissimi oggetti da collezione e fanno sempre capolino nei film porno da lei interpretati, ma questo non ferma i dirigenti della Ivory Snow, che la licenziano in tronco. Si offre al gentile pubblico il tema del film Behind The Green Door.

I Want A Range Life. Dopo un altro film prodotto dai fratelli Mitchell – Resurrection of Eve – Marilyn decide di tentare la carriera di cantante: nel 1976, sotto la produzione di Michael Zager, fa uscire la hit disco Benihana. Il titolo del singolo, che ottene un discreto successo, è una parola giapponese che significa Fiore Rosso, chiara allusione alla sua vagina. Nel 1977 ottiene una parte nel bellissimo melò horror Rabid: Sete di Sangue di David Cronenberg. Il regista canadese avrebbe preferito Sissy Spacek, ma gli studios si opposero a questa scelta a causa dell’accento troppo marcato dell’attrice. Il nome della Chambers fu suggerito da Ivan Reitman, il quale pensò giustamente di fare leva sulla fama dell’attrice. Marilyn ottiene finalmente la sua prima parte importante nel circuito cinematografico “normale” e porta sullo schermo Rose, una ragazza che dopo un incidente in moto subisce un trapianto di pelle da parte di uno scienziato pazzo. Rose sviluppa uno strano pungiglione/pene che le spunta sotto l’ascella con cui penetra e infetta gli uomini. Il film lancia il talento visionario del regista, ma sfortunatamente non quello dell’attrice, che torna a girare film pornografici. Nel 1980 esce Insatiable, un vero e proprio best seller nel circuito dei video per adulti. Da lì in avanti Marylin, se escludiamo piccole parti in film indipendenti praticamente invisibili, si dedica quasi esclusivamente al cinema a luci rosse. Nel 1985 vince un Premio per la miglior sequenza kinky in Insatiable II (al fianco di Jamie Gillis). Nel 2005 la Fans of X-Rated Entertainment la omaggia con un premio alla carriera. Il premio più importante lo ha vinto nel 2008: uno XBIZ Award, Lifetime Achievement for a Female Performer, un onore concesso una volta l’anno a persone che hanno contribuito a far crescere l’industria dell’intrattenimento per adulti. Il 12 aprile del 2009, a dieci giorni dal suo 57° compleanno, la figlia diciassettenne McKenna Marie Taylor la trova morta a causa di un’emorragia cerebrale, nella sua casa a Santa Clarita in California.

5 Comments

  1. Posted 1 aprile 2010 at 08:25 | Permalink | Rispondi

    Sarebbe da approfondire la parte post 1980, dove la Chambers se ricordo bene si dedicò parecchio anche spettacoli dal vivo con delle performance sempre più indirizzate verso il fetish. Il suo stesso fisico cambiò parecchio, aveva dei tratti quasi da culturista, veramente ormai lontani da quella fantastica fanciulla malinconica seduta da sola in riva al lago all’inizio di Green Door. La prima volta lo vidi al Lumiere, ah gli anni scioperati di Via Pietralata.
    ciao, e.

  2. fedemc
    Posted 1 aprile 2010 at 13:42 | Permalink | Rispondi

    vero, gli anni ’80 della marilyn sono abbastanza avvolti da mistero… ma anche in rete c’è poco.
    com’era bella però nel 1972…

  3. alessia
    Posted 2 aprile 2010 at 23:39 | Permalink | Rispondi

    oddio come sono rimasta male, pensavo di sganasciarmi -o quasi- dal ridere e invece nulla proprio nè.
    Tristessa

  4. Paolo
    Posted 3 aprile 2010 at 10:42 | Permalink | Rispondi

    bel post, ma un correttore ortografico?

  5. Posted 5 aprile 2010 at 13:38 | Permalink | Rispondi

    eh cazzo, il problema è che proprio non ce l’ho (per una serie di mie mancanze con linux) e sono molto distratto…
    sorry.

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