Costantino della Gherardesca intervista Todd Solondz

Grazie alle nostre amicizie altlocate e alla bontà e alla disponibilità del sito di Vogue, siamo in grado di riportarvi la chiacchierata avvenuta tra il miglior recensore del mondo di Mine Vaganti, anche conosciuto come Costantino della Gherardesca, e il regista di Life During Wartime – Perdona e Dimentica, Todd Solondz.

Considerando la tua inclinazione verso l’arte, perché non sei mai diventato un comico?

Molti anni fa, dopo il college, sono andato a Los Angeles ed un amico mi ha portato a uno spettacolo di cabarettisti dilettanti. Ho visto una performance dopo l’altra e mi ha toccato profondamente. Mi ero commosso perché nessuno faceva ridere. Ho pensato che anch’io potevo andare su quel palco. Avevo molte storie di umiliazione da raccontare. Quindi sono tornato a casa a preparare qualcosa per il prossimo cabaret di dilettanti. Avevo tutti i contenuti, ed ero già bravo a raccontare le storie, l’unica cosa che mancava era la sicurezza in me stesso. In mezzo all’ansia da prestazione mi chiamò mia madre. Io le dissi “Mamma, farò il comico cabarettista“. E lei rispose “Beh, fai pure. Ma sappi che non fai ridere“. E quella è stata la fine della mia carriera da comico.

In Palindromes, Mark Wiener dice “Nulla cambia, anche se lo si vuole“. Ci sono altre cose, oltre al diventare un comico, sulle quali hai gettato la spugna?

(Ride) Cambiamo senza mai cambiare: è un paradosso con cui tutti viviamo. Tutt’oggi mia madre è convinta che se avessi continuato col pianoforte sarei diventato il prossimo Vladimir Horowitz.

Da tuo fan adorerei vederti lavorare con Sylvester Stallone o Jean Claude Van Damme. Ci sono degli attori in particolare con cui ti divertirebbe fare un film?

Non sarei semplicemente divertito, sarei emozionato e commosso se lavorassi con queste persone. Non c’è una persona che incontro che non mi faccia pensare che nel luogo giusto, nel ruolo giusto e nel contesto adatto non sarebbe geniale in un film. Ma bisogna avere l’opportunità. Quindi non voglio sognare ad occhi aperti, perché rimarrei deluso. Ogni volta che nutro delle speranze su un attore in particolare sono convinto che lui o morirà o mi rifiuterà . Non spero in nulla perché mi isolo dalla possibilità di soffrire in caso di rifiuto, dal dolore del fallimento.

In Storytelling, un meraviglioso film che sfortunatamente non è mai uscito in Italia, Mr. Scott, un professore di lettere, dice “Appena incominci a scrivere tutto diventa fiction“. Quanto credi che questa affermazione sia vera nell’ambito dei media d’informazione?

Nei media d’informazione sono molto creativi. E più sei creativo, più hai successo (Ride). La frustrazione che gli italiani hanno con Berlusconi proviene dal fatto che lui è più creativo di altri con il suo talento per la manipolazione. Siamo tutti dei manipolatori, ma i migliori manipolatori sono quelli che manipolano senza che gli altri se ne rendano conto.

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: