Il nostro viaggio nel cinema italiano/5: Il bosco fuori di Gabriele Albanesi


Trama: Su una strada in un bosco accade un incidente automobilistico. Il padre muore sul colpo, la madre va in giro a cercare aiuto con il figliolo. Cerca di fermare una macchina, che però la travolge. Il figliolo si nasconde nel bosco. Vede l’autista dell’auto finire la madre a pietrate. Fugge.

Salto in avanti.

Aurora (Daniela Virgilio) e Rino (Daniele Grassetti) sono due giovani che si solo lasciati. Lui è ancora innamorato e la pedina, la incontra e la convince in un secondo e mezzo ad andare in camporella con lui, in un bosco nei pressi di Grottaferrata. Post coito, vengono aggrediti da un trio di coatti impasticcati che menano lui e vogliono stuprare lei. Vengono salvati da un’inquietante coppia (inquietudine si crea da parlare mooooolto lentamente + collo bloccato, cioé tenere il naso perpendicolare all’asse delle spalle) chegli dà ospitalità nella loro casa ai confini del bosco di Grottaferrata.

Aurora limona con il padre, ma poi scopre che in realtà i due sono malvagi e cercano vittime per nutrire il figlioletto cannibale, con l’ausilio di due giovani mostruosi (anch’essi che non ruotano mai il collo, ma emergono suon gutturali, e saltellano qua e là battendo le mani per sottolineare i fatto di non essere tanto normali), uno che ha un brufolo gorsso come um melone tra il collo (fisso) e la spalla destra, l’altro che ha mezzo volto coperto di una strana sostanza marrone, che deduciamo essere bruciatura.

Riusciranno a salvarsi?

Giudizio sbrigativo: Coatti drogati e stupratori vs. cannibali sul campo neutro di Grottaferrata. Arbitro Sergio Stivaletti (produttore e makeup) guardalinee Manetti Bros. (produttori). La partita è brutta assai, a volte il filo dell’azione si perde e non si capisce cosa succede in campo, i calciatori (quasi) tutti molto scarsi, manco due palleggi in  fila, ma alla fine un paio di tiri in porta bene assestati si vedono. C’è impegno, insomma, qualche sprazzo, ma siamo sempre nel campionato di prima categoria.

Perché lo abbiamo visto?:

Perchè ci piace l’horror, aspettiamo sempre un bell’horror italiano  e perché la protagonista è Daniela Virgilio, la Patrizia di Romanzo Criminale.


Fulmine di Pegasus (aka triplo dolly carpiato con avvitamento aka la scena ricca aka buttiamo due soldi su questa sequenza che facciamo il botto aka “la mia arte si esprime nella visione”):

Sicuramente i 10kg di carne e trippa e simil materiale organico che Stivaletti porta sul set, danno professionalità e schifo a sufficienza. Due lire in più sul makeup del bambino finale io le avrei spese, comunque.

Momento Centovetrine (alias la scena povera alias hai speso i soldi per il triplo dolly, adesso quest’altra la fai con un totale di 3′ e la illumini con la luce di emergenza Beghelli, e il fonico oggi non viene perché aveva un torneo di karate):

Direi quando il padre assassino prepara il té alla sconvolta Aurora. Una scena infinita, le parole lente e faticose, il tutto ambientato in casa di mia zia Rita. Si, limonano alla fine, ma appunto solo limonano.

Dai, dai, dai che la giriamo: (alias la scena in cui il film sembra decollare):

L’incipit, l’antefatto con l’incidente, non è male. Nulla di nuovo né fa gridare al miracolo, però ci sta come compattezza e come gore. E uno dice, speriamo bene.

In più un paio di cose SPOILEROSE.

La struttura, il fatto che i coatti stupratori e drogati ad un certo punto diventino gli eroi, ma sempre molto stronzi,  insomma uno scontro tra personaggi insopportabili, in cui non si parteggia per nessuno.

L’abbraccio tra i due bambini mostruosi sul finale è alquanto disturbante, quindi molto buono.

Enchanted Bunny (alias la scena in cui il film si suicida):

Non c’è alcun dubbio: quando Daniela Virgilio (che, se non lo abbiamo ancora detto lo diciamo ora, svetta come Meryl Streep in Adess ‘ienn tutt a post) fuggendo dal distinto signore omicida trova una roulotte, dove chiedere aiuto, e spunta il mostruoso giovane dal brufolo melonesco sulla spalla che le dà una randellata in testa e la fa svenire.  E ti fa dire “Machevaccata”, e “Questo è un po’ troppo, eh”. Non so bene perché, ma a quel punto tutto sembra essere più una vaccata. Eppure il sangue viene dopo.

Tarallucci e vino: (alias c’è un conflitto? che cos’è il conflitto alias l’altro umiliato in sottotesto):

Il conflitto è tra aggressori e vittime, aggressori che sono i violenti e la famiglia. Non finisce per un cazzo a tarallucci e vino. Bien.

La società si prende le sue colpe?:

La colpa se la prende la famiglia, che sarà un po’ anni sessanta come obiettivo polemico, ma direi che è abbastanza di attualità e quindi di colpe da mostrare ce ne sono parecchie. Ancora di più, perché quello che si attacca è il familismo: i genitori che uccidono per far mangiare il figliolo cannibale con i denti a punta è, da un punto di vista, una grossa minchiata, ma dall’altro una buona idea. Non vi sto a spiegare quali sono i punti di vista perché so che ne capite.

Indice di in-vaccabilità (alias quanto è riconducibile a: “è di destra o di sinistra?”):

Nell’attacco al familismo amorale sarebbe di sinistra, nella vaghissima simpatia che mostra per i coatti forse di destra, ma in realtà direi che su questo indice si prende un bello 0,5. Grazie a dio, insomma, non scatenerà un dibattito su Repubblica.

Indice “Montale e i suoi limoni (alias sfoggio di high culture a caso):

Se sento parlare de curtura, tiro fuori er fero (si scusi il romanesco ad minchiam)

Indice di Tarantinabilità: (alias c’è qualcosa che tra vent’anni ci sembrerà troppo avanti?):

In un paese in cui non si fa horror più, sembrerà avanti la sua stessa esistenza. Secondo me (SPOILER), i due bimbi mostro che si abbracciano qualcuno se lo ricorderà

Maggio 2007 (alias segnali di calendario possibile alias tette laterali) :

Cari piccoli fans, nessuna tetta laterale di Daniela Virgilio. Mi spiace.

Pubblico? Quale pubblico?

Si è probabilmente andato a vedere l’ultimo film di Marcus Nispel.

Ce lo meritiamo?:

Non ci meritiamo neanche questo, pensate come siamo messi.

Trailer|IMDB

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2 Comments

  1. FEDEmc
    Posted 26 aprile 2010 at 17:12 | Permalink | Rispondi

    oddio, l’avevo rimosso!
    visto a un ravenna nightmare!
    l’avevo veramente dimenticato!!!!

  2. BabiDec
    Posted 26 aprile 2010 at 17:21 | Permalink | Rispondi

    ‘la bambola blu’, quella si che fa paura …

One Trackback

  1. […] sbrigativo Albanesi ha già un capitolo nel nostro “viaggio” per Il bosco fuori, con il quale questo film condivide produttori (i Manetti Bros) ed effetti speciali (a cura di […]

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