Iron Man 2, Jon Favreau, 2009

Eravamo io, Fidel, Paco Peña, Brigitta Boccoli,Sotomayor, War Machine...

Si esce con un palpabile senso di frustrazione da Iron Man 2 . C’è tutto, eppure manca qualcosa. E vorrei specificare che dietro a quel “c’è tutto“, che ho scritto con così tanta disinvoltura, risiedeva la mia paura maggiore. Spiderman 3 ce l’ha insegnato: la Royal Rumble funziona solo nel wrestling. Mettere 500 personaggi in un film non ne aumenta il gradimento, anzi. Vuol dire che si sta per mandare tutto in vacca. Bastava dare un’occhiata alla locandina di Iron Man 2 per cominciare ad essere spaventatissimi: Iron Man/Tony Stark, Whiplash, Justin Hammer, War Machine, Pepper Potts, La Vedova Nera…nient’altro? Ah, beh, nella locandina non c’era evidentemente spazio, ma si dovevano mettere in conto anche un Nick Fury e un paio di strizzatine d’occhio al futuro e faraonico progetto: i Vendicatori. Ecco, possiamo dire che in questo senso i nostri timori erano infondati. I personaggi messi in campo subiscono tutti un bel trattamento, equilibrato e proporzionato alla loro importanza all’interno della vicenda narrata. L’attenzione è focalizzata principalmente sui protagionisti, ma si dedica il giusto tempo anche ai (per ora) minori . (Questo, se è vero per esempio per Samuel L. Jackson/Nick Fury, non funziona per la povera Scarlett/Natasha Romanoff/Vedova Nera. La Johansson non fa veramente nulla se non la sexy, ma che si capisce che è una dura. Certo, non serviva Iron Man 2 per scoprirlo: Scarlett Johansson è veramente ma veramente scarsa. A sua discolpa possiamo dire che il suo è il personaggio scritto peggio.) Questo concentrarsi sulla sceneggiatura ha però una conseguenza: e l’azione?

Non ho capito: devo aprire il libro? Apro? E faccio anche la faccetta quella lì di prima?

Non ho capito: devo aprire il libro? Lo apro? E faccio anche la faccetta quella lì di prima?

Stiamo parlando di Iron Man 2, non di una commediola rosa. E invece sembra che l’intento sia proprio quello. Il primo Iron Man (che, è utile ricordarlo, ha segnato la raggiunta autonomia produttiva della Marvel) era un prodotto quasi inedito nel panorama dei film tratti dalle avventure dei supereroi: si prediligeva la scrittura all’azione. Invece di puntare tutto sul pim pum pam, si sfruttava quella cartola di Robert Downey Jr. per presentare al meglio un personaggio complesso e sfaccettato come Tony Stark. Verso il finale c’era anche la (breve) soddisfazione di vedere degli uomini in armature robotiche spararsi dei raggi fotonici in faccia, ma si capiva che l’intento del film era un altro. Era dunque lecito aspettarsi che nel secondo capitolo, dopo aver svolto le presentazioni, ci si scatenasse un po’. E invece niente. Meglio: ci si è scatenati ancora di più nella scrittura. La Marvel, evidentemente desiderosa di far vedere che da sola è in grado di fare dei film diversi dagli altri, ha deciso di insistere in quella direzione. Justin Theroux ha scritto una commedia rosa eccessivamente verbosa su un istrionico miliardario e la sua segretaria bacchettona. Robert e Gwyneth si rincorrono, si parlano addosso, si scontrano, ammiccano, si ingelosiscono… Gesù, chiacchierano anche durante le scene action! Bello, molto bello. Ed è scritto anche tutto molto bene. Ma del fatto che il miliardario faccia diventare amministratore delegato la sua segretaria, personalmente, io me ne sbatto. Anche perché questa svolta di sceneggiatura, in una pellicola di 130 minuti, rappresenta più della metà del film. Il problema del palladio viene risolto in quattro minuti, la delega dell’amministratore delegato c’ammorba per il quadruplo del tempo. E l’action, ancora una volta, è relegata nel finale. E sembra che qualcuno si sia dimenticato che c’è anche Mickey Rourke: un cattivo presentato benissimo, uno che se anche sta fermo immobile in un vicolo buio ti viene da battere la mani per quanto è bravo… e che nel confronto finale viene totalmente sprecato. Eppure, va detto, ci sono delle belle intuizioni: Tony Stark comincia ad apparire non solo come un guascone sciupafemmine simpaticissimo, ma anche come un megalomane francamente odioso. Sempre in questa direzione mi è sembrato molto azzeccato il tentativo di far “luccicare” meno l’armatura. Tony comincia ad apparirci come un pirla? Perfetto. Allora non può essere che quando indossa il suo costumino diventi un eroe al 100%. E allora ci si può sbizzarrire nella sequenza della festa o nella conseguente colazione da hangover alla tavola calda. Ma a un certo punto, ripeto, bisogna ingranare la quarta, frustare l’equino, rilasciare il kraken e fare esplodere tutto. E invece niente. Peccato.

Prima di sparare questo raggio fotonico vorrei fare della battutine ironiche

Prima di sparare questo raggio fotonico vorrei fare della battutine ironiche. Si può?

Sam Rockwell, al solito, è bravissimo anche se il doppiaggio lo penalizza molto. Jon Favreau, ancora una volta dietro la macchina da presa, viene dalla commedia. Lo si vede e lo si nota anche nella sua intepretazione di Happy, guardia del corpo simpatica e sovrappeso.

IMDB | Trailer

3 Comments

  1. BabiDec
    Posted 3 maggio 2010 at 11:21 | Permalink | Rispondi

    come il primo capitolo, l’ho visto giusto per fare un piacere (sbuff, sob!)… stavolta, però, c’ho rimesso: i soldi del biglietto, un paio di finti ‘wooow!’ di circostanza , la possiblità di vedere ‘Vendicami’ (la mia proposta, bocciata!) e la solita badilata di autostima (Scarlet in tutina-blu). Peccato per Mickey Rourke …

  2. Francesco
    Posted 3 maggio 2010 at 20:47 | Permalink | Rispondi

    Una delusione, altro che. Se il primo capitolo era un piccolo miracolo di equilibrio qui tutto è dosato male. E, nonostante il profluvio di parole, si capisce anche poco di certi passaggi.
    Bah. Secondo me hanno letto le critiche del primo e si sono gasati.
    Ricordo qua che c’è una sequenza anche dopo diecimila ore di titoli di testa. Inutile anch’essa. O ci voleva quella per farci capire che la storia va avanti?

  3. massimo
    Posted 4 maggio 2010 at 20:11 | Permalink | Rispondi

    Il regista, lo voglio sottolineare, è anche uno degli attori protagonisti di quella SuperMERDA di film che era “L’isola delle coppie”. Cosa aspettarsi di sfizioso da uno come lui che evidentemente ha un concetto tutto scioccamente “blockbusteroso” dell’intrattenimento popolare?

2 Trackbacks

  1. By Vitaminic – Uomini de fèro on 5 maggio 2010 at 16:58

    […] altri. Eh già, perché a chi scrive e a FedeMC (ospite telefonico e recensore del film sul nostro blog), questo seguito è sembrato molto meno convincente del primo film, squilibrato e confuso. Tommaso, […]

  2. […] – Marisa Berenson per Io sono l’amore – Jessica Biel per A-Team – Scarlett Johansson per Iron Man 2 – Alba Rorhwacher per Io sono […]

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: