The Human Centipede (First sequence), Tom Six, 2009

Come non provare a guardare un film con un titolo del genere e con una trama che recita così: pazzo chirurgo tedesco (per non sbagliare, lo chiamano Dott. Heiter – nel sequel si preannunciano seguaci dai nomi suggestivi di Groeppels e Hippler) rapisce turisti/e per cerare un millepiedi umano attaccando 3 persone tramite bocca e ano? Viva la malattia mentale e lo guardiamo. Anche se è di un regista olandese

Certo, nella visione risiede ben presente il rischio “Being John Malkovich”, quello dell’ottima idea per un corto ma poi cavaci fuori un’ora e mezza di film senza sfracasciare le palle allo spettatore medio Anche perchè attaccare tramite bocca e ano tre persone che vanno carponi crea dei problemi nelle scene di azione. E’ come se a una festa di capodanno, sulle note di Meo Amigo Charlie Brown, mentre tutti stanno facendo il trenino, irrompesse un serial killer armato di mannaia, un Jason Voorhees qualsiasi e tutti dovessero scappare continuando a fare il trenino. Cantando in modo sempre più concitato Ahi Ahi! Caramba!.

(SPOILER: qui sotto se continuate a leggere c’è l’immagine del centipede. Così, giusto per avvertire.)

Zazueira…zazueira…

Ci sono dei problemi logistici non da poco.

E infatti il film è decisamente noiosetto, anche se, facendo la media con la malattia mentale di cui è portatore, possiamo dire sommariamente che uno sguardo lo si può anche dare (conl’avvertenza che la sola cosa interessante è vedere il centipede umano e poco altro).

Quindi, per cavare un’ora e mezza da questa idea i tempi (e le ambientazioni teutoniche) sono quelli di un Funny Games (senza alcuna ambizione teorica per carità) mescolate a un Cronenberg (senza alcuna ambizione). Ci si concentra quindi sulla follia del dott. Heiter, grande chirurgo di fama internazionale specializzato nella separazione di gemelli siamesi, che vuole cominciare ad unire le persone invece che a dividerle poiché sbroccato totalmente (il pensionamento fa questi effetti bizzarri).

Certo, non aiuta il fatto che nella prima sequenza lo si veda in una macchina, intento ad aspettare camionisti da assaltare, commosso mentre guarda la foto di un centipede fatto con i suoi rottweiler (cioé 3 cani con il muso infilato nel culo del precedente), e che nella prima inquadratura della sua casa si veda la laide del suo “amato tri-cane”.

Quindi, il pazzo è davvero quasi da operetta, lento, incapace, che fa continui errori ed impelagato nella sua ossessione totalmente, contiuamente tradendosi e facendo errori. Un pazzo senza capo né coda né una parvenza di razionalità, sebbene Dieter Laser abbia una faccia che solo ruoli da pazzo nazista per tutta la vita dovrebbe fare. E le vittime sono lente nelle fughe, quindi anche il ritmoè lento nel seguirle, cercando più che altro di mostrare le modificazioni della carne e renderle pesanti. Ma diciamo che Tom Six, il regista, non è che abbia la mano decisamente leggera né raffinata.

Quindi, ci sono tutte le carte in regola per diventare un cult sopravvalutato, e in ogni caso è già previsto il sequel (americano) per il 2011. Non più First Sequence ma Full Sequence. Due film da un’idea per un corto. Siamo quasi quasi curiosi di sapere cose ne verrà fuori.

Trailer|IMDB

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