Unthinkable, Roger Jordan, 2010

Il titolo è decisamente un falso. Che cos’è impensabile? La tortura? Una tortura estrema? In realtà questo è un artificio retorico del film, perché non solo quello che si vede sullo schermo è visibile, quindi anche pensabile, ma la tortura è oggetto di discorso da un bel po’ di tempo, e non solo come dilemma filosofico, ma ben presente anche nella cultura popolare. Diciamo un nome a cas, Jack Bauer, e ci siamo capiti. Uno dei più influenti personaggi dell’ultimo decennio. E 24 è sempre stata collocata sul sottile crinale che divide lecito da illecito, necessario da criminale, impensabile e realistico.

Quindi, quello che si vede non è Unthinkable. E’ ben visibile e presente nel dibattito pubblico. Se esiste il torture porn, allora questo film è un video di educazione sessuale molto esplicito.

Samuel L. Jackson è H., come la bomba, come il male,ed è uno specialista in interrogratori estremi. Un terrorista che ha messo tre bombe atomiche da qualche parte negli stati uniti è tenuto prigioniero. Ha minacciato che qeuste bombe esploderanno di lì apochi giorni. E l’interrogatorio è affidato appunto ad H. e a un’agente dell’FBI che ha dei dubbi su quello che sta accadendo.

Ma che ci dà la possibilità di essere felici di aver rivisto Carrie Ann Moss, che proprio non si sapeva bene dove fosse finita. E questo è un punto a favore della contentezza.

Il film in  fondo è qui. Un terrorista che dice che ci sono delle bombe e due “poliziotti” che cercano di farlo parlare. Quello buono e quello cattivo, anzi meglio decisamente psicopatico. Ecco, le crisi di Samuel L. Jackson stressato dal lavoro sono la cos meno convincente del film, quello sì. Un personaggio che sembra conoscere gli angoli più oscuri dell’animo umano che poi spesso si piega e si ritrova a voelr smettere, o a voler fare un picinic con la moglie. Vabbè Genio (maligno) e sregolatezza, ma ciò rende il tutto un po’ meno credibili.

Il film pone una domanda finta,la cui menzogna è già nel titolo, come dicevamo prima, A che punto ci si può spingersi nel fare quello che è necessario? Il film risponde da sé, perché con la sua stessa presenza autorizza a pensare al necessario come qualcosa di desiderabile da perseguire. Il fatto solo di porre il problema, di farlo vedere, considerato che fino a una dozzina dei anni fa questo non sarebbe stato possibile, ti dice che personaggi diabolicamente titanici sono pensabili, sono visibili nelle loro azioni, sono in un certo modo degli attori che possono partecipare al gioco della cultura popolare.

E H. è un virtuoso della tortura, è il migliore, ed ha consapevolezza di quello che fa, in quanto si trova a fare a pezzi qualsiasi pensiero antropologico ottimista. Convinto che ci sia una linea di demarcazione tra lo spazio delle regole e uno spazio dove queste non valgono più. Non valgono più perché si gioca in un luogo diverso, con regole che non ha fatto ma che sono da seguire se si vuole avere possibilità di vincere.

In questo è un film falso, nel senso che pone un dilemma che ha già la soluzione, non è aperto, è dalla parte della follia, dell’impensabile, che lo mostra e che lo fa giocare. Ma non è presentato alcun reale dilemma. Come in 24: il dilemma è finto e ha la sua soluzione nel momento in cui la tortura è accettata come ipotesi plausibile e ipotesi visibile. Perché nel momento i cui entra nello spazio del visibile lo piega e lo fa tendere a suo favore.

Il pugno nello stomaco c’è, ed è forte. Questo sì. Però non perché è c’è un dilemma su che cosa è consentito e che cosa no, ma perché dice che non si può fare altro che prendere dei pugni. E continuare a prenderli. E lo spettatore della tortura ne è, purtroppo, complice.

Comunque, sarà anche un film che bara, che finge di proporre un dilemma quando invece costruisce una realtà, che dice che una cosa è impensabile però la rende visibile, però è da vedere. Cioé, un kammerspiel sulla tortura. Magari non si ha voglia di vederlo detta così, ma la tentazione la si dovrebbe provare.

IMDB|Trailer

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2 Comments

  1. fedemc
    Posted 17 giugno 2010 at 11:43 | Permalink | Rispondi

    ebbi a vederlo. per me, bomba.

  2. PiDave
    Posted 18 giugno 2010 at 08:05 | Permalink | Rispondi

    Suscita la mia curiosita’, quantomeno perche’ il Samuel e la Carrie mi stuzzicano. Segnato.

    Una chiosa tra i tag: la prima serie di 24 e’ la serie piu’ figa del mondo. Il resto e’ marketing. ;p

One Trackback

  1. By Unthinkable « Stefano Cobucci on 18 giugno 2010 at 00:35

    […] per dovere morale, segnalo che 1 – 2 – 3 ben più bravi di me hanno già parlato di questo film. Ognuno a modo loro ed ognuno concorde […]

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