Toy Story 3, Lee Unkrich, 2010

Cosa scrivere di un film della Pixar che non sia un banale elogio delle loro capacità di sceneggatura, di animazione, di immaginazione, di riuscire ogni anno a creare un film di qualità eccelsa che fa sfracelli ai botteghini e costringe tutti ad inseguire, sempre eternità indietro? Direi nulla.

Solo alcune notazioni sparse

1) in questo caso non ci sono sfide tecnologiche per portare avanti l’animazione in territori inesplorati. Anzi, in alcune interviste i creatori hanno detto che non hanno voluto esagerare con la tecnologia per non creare troppa differenza tra i precedenti e il terzo capitolo. Il lavoro principale probabilmente è sul 3d. Tutti i prossimi film Pixar saranno in 3d, e si affilano le armi

2) E’ una saga, quindi forse non c’è lo stupore di una nuova storia incredibile (es. un vecchietto che fa partire la casa con dei palloncini). Però è meraviglioso lo stesso

3) Quindi lo stupore lo concentrano tutto nel corto. Da rimanere a bocca aperta. Un corto sperimentale, dedicato a un pubblico consapevole, che gioca con la profondità, i suono e la visione/non visione. Che coniuga elementi di stile del presente e del passato. Che ti fa capire come riescano anche e sempre ad osare, a guardare oltre. Da un certo punto di vista, il loro corto più bello e più difficile, ma difficile in senso buono

4) In Up la scena di una vita e riassunta magistralmente in pochi minuti, e poi la presenza della morte, ellittica forse, ma presente per tuto il film. In questo, la sensazione di fine incombente, anche qui di morte. I giocattoli che accettano la loro fine in modo dignitoso e coraggioso e commovente. Io penso che prima o poi la Pixar farà morire un protagonista di un suo film. Anche senza la salamoia

5) Io ho cercato il mio Daitarn in cantina dopo

6) Ken fa molto ridere. Molto

7) Le voci di Gerry Scotti e Giorgio Faletti, anche se su personaggi secondari, sono fastidiose, appiccicate, e non sono dentro al personaggio. Scelta molto sbagliata, penso

8) Concludo in modo banale, molto banale. L”ennesimo capolavoro della Pixar

Trailer|IMDB

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5 Comments

  1. BabiDec
    Posted 12 luglio 2010 at 05:23 | Permalink | Rispondi

    tutto vero!Il corto è stupefacente. Il film, l’apoteosi della nostalgia: meraviglioso, devastante e disidratante (ma devi aver superato almeno i 20 anni per questo). Si piange dalla fine del primo film alla fine del secondo. Alle mie spalle una mamma trentenne ha dovuto pure giustificarsi con la figlioletta per questo… Io la mia mamma, invece, l’ho chiamata: le ho chiesto scusa per essere andata via da casa e notizie sparse sui Trolls e Baby Mia. Dice che i primi ridono e la seconda vuol da mangiare. Perfetto, stanno bene.

  2. Posted 12 luglio 2010 at 12:36 | Permalink | Rispondi

    Concordo soprattutto con il commento sul cortometraggio iniziale.

    Una specie di perfetto saggio animato sul rapporto tra 2D e 3D, il gioco tra superficie e profondità, la coscienza dello schermo come finestra verso altri mondi, e su come il 3D trovi maggiore senso nel portarci verso “l’infinito e oltre” piuttosto che buttare cose in faccia allo spettatore.

  3. Posted 15 luglio 2010 at 10:40 | Permalink | Rispondi

    dopo l’emozionante visione di toy story 3 volevo chiedere 2 cose:
    (spoiler) cosa ci fa Totoro tra i giocattoli della bimba Bonnie? ci stanno preparando una sorpresa?
    con questa storia del 3D abbiamo guadagnato una dimensione, ma non è che ne abbiamo perso un’altra visto che sullo schermo non c’è più niente che si muove da destra a sinistra o viceversa?
    grazie regaz
    saluto
    gig.

  4. massimo
    Posted 18 luglio 2010 at 08:50 | Permalink | Rispondi

    capolavoro. il mio film dell’anno.
    ho perfino comprato il kit dei pupazzetti.

  5. babidec
    Posted 19 luglio 2010 at 13:43 | Permalink | Rispondi

    quali pupazzetti massimo? gli alieni o i pisellini con la vocina tenerina nel baccello-astuccio (melliflui al punto che in confronto il Gatto con gli Stivali di Shrek è un dilettante)?

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