Aggiornamenti dal fronte della produzione

La Mikado non passa di mano. Breve riassunto delle puntate precedenti: la Mikado è stata una delle case italiane più dinamiche degli ultimi vent’anni. Nasce a metà degli anni Ottanta a Milano e si afferma soprattutto nel decennio successivo come produttrice e distributrice di cinema di qualità, qualunque cosa ciò voglia dire.
Nel 2002 la De Agostini Communications acquista il 51% delle quote della società fondata da Roberto Cicutto e  Luigi Musini, portando il controllo al 100% nel 2007. Cicutto e Musini danno vita alla On My Own, che debutta con la produzione (sfortunata) di Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee.
Amministratore delegato di Mikado diventa il giovane (classe ’71), ma già collezionista di cariche, Alessandro Usai. Questi, alla faccia della brand identity e del family feeling, si lancia nella produzione di prodotti complementari ai teen movie alla Moccia: Albakiara di Stefano Salvati e Ti stramo di Pino Insegno e Gianluca Sodaro (di cui ci siamo occupati anche noi). I risultati sono deludenti.
De Agostini tenta una strategia d’uscita: Usai (da non confondere con questo omonimo) passa alla Colorado Film di Maurizio Totti e arriva Franco Tatò. Il manager (classe ’32), ex Olivetti, Mannesmann, Mondadori, Fininvest, Enel e attualmente presidente dell’Istituto Treccani, entra in Mikado meno di dieci mesi fa, con l’incarico di presidente e l’impegno (pare) a rilevare la società con mezzi propri entro i primi mesi del 2010.
Tatò invece si sfila: le perdite, solo per il bilancio 2009, sarebbero di 12 milioni di euro, mentre l’indebitamento (a ottobre 2009) ammonterebbe a circa 30 milioni, troppi per rendere l’investimento minimamente redditizio.

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2 Comments

  1. Posted 15 luglio 2010 at 11:08 | Permalink | Rispondi

    quindi fine della Mikado?
    un altro esempio del cinema specchio della società: manager che porta la sua società al fallimento passare ad incarico più importante con congrua buonuscita (e ripetere le gesta).
    g.

  2. Posted 11 gennaio 2012 at 12:46 | Permalink | Rispondi

    Il mondo degl’imprenditori è fatto da uomini d’ingenio, da costruttori d’imprese che dan-no lustro alla società, di creatività che sa promuovere sempre altre idee che arrichisco-no se stessi e la società.La proliferazione delle idee creative sono la linfa vitale del-le società migliori.L’Europa é costituita da un Nord ricco, democratizzato, oggi più si scende al Sud emergono i “furbetti” che fan-no i loro interessi spesso a danno degli al-tri, ed infettano l’ambiente.A noi è andata così.Ad maiora!Grazie dello spazio.

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