Affetti e dispetti, di Sebastián Silva, 2009

La stagione è ormai conclusa, nonostante qualcuno cercherà di raccontarci che anche da noi c’è “l’estate ammerigana dei blockbuster”: ed è un peccato che alcuni film notevoli non abbiano trovato una distribuzione se non in questi disgraziati momenti. La nana (il titolo italiano è insopportabile, per l’ennesima volta) è uno di questi. Il film cileno, che ha conquistato numerosi premi in vari festival, racconta proprio di una “nana”, cioè una domestica: Raquel (una splendida Catalina Saavedra) è alle dipendenze di una numerosa e ricca famiglia cilena da vent’anni. Nonostante questo, la incontriamo quando i suoi datori di lavoro (padre professionista, madre docente universitaria, una figlia appena maggiorenne e tre figli maschi, tra l’adolescenza e l’infanzia) la chiamano in sala da pranzo per festeggiare il suo quarantunesimo compleanno. Raquel si fa pregare per uscire dalla sua stanza e spegnere le candeline: è timida o scortese? Proprio la mutevolezza del carattere della protagonista è uno dei ganci a cui La nana tiene attaccato il pubblico. La donna, infatti, ha evidentemente qualcosa che non va, se non altro in termini di salute: ecco quindi che la signora Pilar decide di farla affiancare da delle aiutanti, nonostante il parere contrario di Raquel. Non sia mai: Silva tira fuori la cattiveria assoluta della “nana”, facendola giocare al massacro prima con una giovane peruviana, trattata come una pezza da piedi, poi con una donna matura e durissima e infine con una coeteanea, Lucy. La sua venuta, però, cambierà le carte in tavola.

Non intendiamo raccontare il resto della trama, ma questi accenni dovrebbero bastare per capire come il film riesca ad essere davvero completo: su una trama solida, infatti, viene costruita (forse a discapito degli altri personaggi), una bellissima caratterizzazione, quella di Raquel. C’è un senso di ambiguità e di vaghezza, di certo ricercata, che non permette mai allo spettatore di rilassarsi veramente. Cosa farà la protagonista alle sue rivali? Perché ha quei forti mal di testa? Come mai odia Camila, la ragazzina che ha visto nascere e che ha cresciuto? Silva non dà risposte certe, come se anche lui fosse allo stesso tempi attratto e respinto dalla figura di Raquel, dai suoi segreti e dalla sua posizione sociale. In fondo la domestica non si ribella, non spara ai padroni come ne Il buio della mente di Chabrol. Semplicemente, ottiene che in vent’anni alcuni dei meccanismi della famiglia alto borghese dove serve, siano regolati e dipendenti da lei. La rivendicazione è il mantenimento come amministratrice unica (sino all’arrivo di Lucy) di quella posizione. Nessuna epifania, nessuna riscossa, nessun riscatto: al massimo la “nana” può andare a correre la sera, ma sarà comunque lei che dovrà spazzare i coriandoli lanciati per il compleanno e pulire i piatti in cui si è mangiata la torta per festeggiarlo.

IMDB | Trailer

Annunci

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: