Il nostro viaggio nel cinema italiano/11: Dopo quella notte, di Giovanni Galletta

Trama
Un gruppo di amici nella Roma di oggi. Flavia (Lucrezia Piaggio) e Roberto (Andrea Iervolino) sono fidanzati, ma si amano sempre meno. Elena (Francesca Ferrazzo) e Francesco (Andrea Vianelli) hanno deciso di sposarsi, anche se lui è un po’ una testa calda. Il cuoco Tommaso (Lou Bellucci) vive con qualche dubbio la sua storia d’amore e sesso con Giorgio. Virginia (Emanuela Aurizi) è oppressa dalla propria obesità e spera di risolvere i suoi problemi con un intervento di liposuzione.
Dopo una serata in discoteca Francesco, che ha bevuto troppo, si schianta in macchina e muore. Il trauma disperde i cinque superstiti, tra droga, amorazzi, dubbi, crisi e illusioni. La partenza per l’Africa della loro guida umana e spirituale, nonché zio di Francesco, Don Daniele (Maurizio Mattioli), li fa ritrovare.

Giudizio sbrigativo
Un po’ del Muccino generazionale, un po’ del D’Alatri ciellino-ottimista, un po’ dell’Ozpetek melò, ma senza la cura visiva e narrativa che ha permesso a quel cinema, checché se ne pensi, di ricominciare a parlare col pubblico italiano. Qui invece pare di tornare alle povertà e alle velleità di vent’anni fa.

Perché lo abbiamo visto?
Perché quando si farà un libro illustrato sulla storia della cinefilia damsiana (sai mai, magari coi soldi della Fondazione Carisbo) un capitolo dovrà essere su Giovanni Galletta (classe ’73). Uno che, negli anni Novanta, quando si facevano solo cortometraggi alla Tarantino/Di Leo/Kusturica/Lynch, si è autoprodotto Pedine, un lungo in VHS, incomprensibile storia di inseguimenti e smarrimenti alla Bresson. Ha girato, pagando ognuno dei collaboratori, alcuni corti e mediometraggi che si assomigliano sempre; si è trasferito a Roma, ci ha provato per anni e infine è riuscito a a far distribuire un lungo in sala. I suoi film non mi piacciono, le sue pretese autoriali mi mettono in crisi, ma la forza di volontà merita rispetto.

Fulmine di Pegasus (aka triplo dolly carpiato con avvitamento aka la scena ricca aka buttiamo due soldi su questa sequenza che facciamo il botto aka “la mia arte si esprime nella visione”)
Mai. Come nei mediometraggi dello stesso autore (Il primo pensiero, La vita continua) si parla tantissimo e quando una cosa può essere espressa con una immagine, Galletta preferisce mettere due battute esplicative.

Momento Centovetrine (alias la scena povera alias hai speso i soldi per il triplo dolly, adesso quest’altra la fai con un totale di 3′ e la illumini con la luce di emergenza Beghelli, e il fonico oggi non viene perché aveva un torneo di karate)
Sempre. La regia si risolve in una serie infinita di campi/controcampi, tanto che il film – pochi esterni a parte – potrebbe essere tranquillamente girato in 150 metri quadrati. Rispetto all’estetica tv, in più, c’è che, nonostante i miracoli del sempre bravissimo Gigi Martinucci, ogni tanto le inquadrature vanno fuori fuoco. Come se non ci fosse stato tempo o modo di girarne un’altra.

Dai, dai, dai che la giriamo (alias la scena in cui il film sembra decollare)
Non pervenuta. Forse la sequenza in cui Elena, schiava della cocaina, perde conoscenza e rischia di morire, con sonoro allucinato e macchina a mano.

Enchanted Bunny (alias la scena in cui il film si suicida)
Elena, distrutta dalla morte del fidanzato, si rinchiude in un residence, abusa di cocaina e rifiuta di incontrare gli amici. Dopo vari mesi accetta finalmente di vederli. La prima cosa che dice loro, guardando nel vuoto e porgendo un vassoio incartato è: “Le paste sono fresche… Sono quelle di Pompi”.
Il bar pasticceria Pompi è tra gli sponsor del film.

Tarallucci e vino (alias c’è un conflitto? che cos’è il conflitto alias l’altro umiliato in sottotesto)
Tommaso, l’amico gay (a proposito: il vocalist Lou Bellucci è una gran scelta di cast) minaccia di buttarsi da un ponte dopo che il fidanzato l’ha lasciato. Rovescia la sua disperazione di “finocchio” (cit.) su padre Ignazio, un buon sacerdote che passa di lì e cerca di salvarlo.

La società si prende le sue colpe?
Sì, lo dimostra la densità di preti pensosi. Però è anche colpa nostra che siamo viziati e abbiamo perso per strada il gusto delle cose semplici e di volerci bene.

Indice di in-vaccabilità (alias quanto è riconducibile a: “è di destra o di sinistra?”)
A Galletta interessa il senso della vita, non la contingenza destra/sinistra.

Indice “Montale e i suoi limoni” (alias sfoggio di high culture a caso).
Sei. In casa della coppia omosessuale (si sa, sono persone più sensibili) c’è un poster dell’Iliade del Teatrino Clandestino (2002). Per il resto si cita esplicitamente Muccino e si legge “un libro”, senza necessità di ulteriori precisazioni.

Indice di Tarantinabilità (alias c’è qualcosa che tra vent’anni ci sembrerà troppo avanti?)
Niente. A meno che non tornino seriamente di moda le pubblicità ’80 della Artic Vodka, allora la sequenza della discoteca potrebbe avere un valore profetico.

Maggio 2007 (alias segnali di calendario possibile alias tette laterali)
Dopo dieci minuti, scena di sesso tra Lucrezia Piaggio e Andrea Iervolino, con vista frontale dall’alto del seno di lei. A proposito, Lucrezia Piaggio esce con dignità anche dalle sequenze più implausibili.

Pubblico? Quale pubblico?
Non scherziamo. Questo è il classico film girato per fare pubbliche relazioni, con i pochi soldi del produttore che è anche uno degli attori principali. Troppo weird e pauperistico per aspirare vagamente a un pubblico di massa, troppo pieno di tradizionalismo per diventare di culto. Uscito il 9 luglio, arriva a Modena, città natale del regista, solo venerdì 30.

Ce lo meritiamo?
Sì.

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14 Comments

  1. Giovanni
    Posted 9 agosto 2010 at 03:06 | Permalink | Rispondi

    Ho letto ben altri blog poveri e ridicoli come questo. La gente come te comtinuerà a cercare di fare ironia sui film altrui senza riuscire a capire mai quanto non solo non riesce a guardare alle cose vere, ma soprattutto quanto è povero, inutile, triste, totalmente fallita, frustrato, ridicolo e patetica. Genio! Tu credi che io sia riuscito a fare il film che volevo, come volevo? Eh, genio? Tu credi che abbia potuto ripetere le scene come volevo io? No. Però se una inquadratura ad un certo punto si sfuoca sarà colpa del cinema no? Che dici? Eh, genio? Che dici? Dove lavori? Che mestiere fai? Lo spazzino? Se no quello è il tuo mestiere. Continua a fare il tuo triste lavoro di povero sfigato. Ma cerca almeno di renderti conto di quanto sei un povero fallito che continuerà sempre a guardare agli altri perchè non riesce a fare i conti con il terribile fallimento di sè stesso.

  2. Giovanni
    Posted 9 agosto 2010 at 03:16 | Permalink | Rispondi

    Datti da fare, la vita non è così male, FALLITO. Io nella vita con la testardaggine ho ottenuto tanto, tu forse se ti dai da fare per tutta la vita puoi arrivare ad un decimo di quello che ho ottenuto io. Perchè sai ti dico una cosa, molto fanno le conoscenze, ma ci vuole anche talento, intelligenza e sensibilità, un minimo ci vuole, genio!. Sai perchè scrivi su un blog? Perchè non hai nessun alttra possibilità di esprimerti. Così un giorno ti accade un miracolo. Un regista vero arriva qui, e cerca di portarti alla consapevolezza della tua testa vuota e bacata quanto sei un povero sfigato e un grandissimo fallito, che non ha la benchè minima idea di come si arriva a fare un film!!! Sono ripetitivo? Io posso permettermelo, posso permetterti di abbassarmi a scrivere qui perdendo tempo, io posso permettermelo insieme a tante altre cose. Tu no. Stai attento a quello che fai, perchè io non ho pena dei poveri sfigati, frustrati e falliti come te. E io ho il difetto di prendere sul serio le piccole cose e di farle prendere sul serio ai miei avvocati. Poi, anzichè cercare di ridere sui film altrui, ti potrebbe toccare iniziare a piangere perchè dopo qualche mese ti accorgi di non avere più niente di quello che avevi. Bravo genio, complimenti, sei veramente riuscito ad umiliarti come di più non avresti potuto. Se vuoi continuare fai pure, magari sei uno che ha pure il coraggio di rovinarsi. A giudicare dall’intelligenza e dalla sensibilità non ne dubito. Certo che mi interessa il senso della vita, genio, io qualcosa nella testa ce l’ho.

  3. lo spazzino Gino
    Posted 9 agosto 2010 at 16:11 | Permalink | Rispondi

    Ho intenzione di chiamare i miei avvocati: il commentatore precedente offende in maniera gratuita la mia categoria professionale. Quanta cattiveria verso noi spazzini.

  4. BabiDec
    Posted 10 agosto 2010 at 16:53 | Permalink | Rispondi

    Come si dice dalle mie parti: “Cu s’avanta ca so ucca, jè cchiù babbu cu c’ammucca”. La saggezza popolare a volte …

  5. elisa giorgi
    Posted 12 agosto 2010 at 18:59 | Permalink | Rispondi

    Urge immediato ricovero per presunto regista in preda a delirio di onnipotenza.
    A Modena c’era gente che voleva picchiarlo per questa schifezza di capolavoro trash, non aggiungo altro.

  6. giorgio cusumarra
    Posted 12 agosto 2010 at 20:54 | Permalink | Rispondi

    Cioè ma siamo matti??? Uno recensisce un film e si becca dal fallito da quello che l’ha fatto??? Fortuna che parla di sensibilità ed amore per il prossimo e diagio giovanile, io da giovane sono a disagio dopo aver letto tutti questi insulti ridicoli che però disegnano alla perfezione la persona che li fa. non andrò mai a vedere un film di giovanni galletta come non sono stato interessato a vedere questo e dubito che con l’incasso inesistente ne possa mai fare altri ma impari le buone maniere e il saper stare al mondo. chi sta nello spettacolo si espone, punto. evidentemente questo tizio non sta nello spettacolo!

  7. Giovanni
    Posted 13 agosto 2010 at 02:34 | Permalink | Rispondi

    Ascoltate. sono Giovanni Galletta. Ho esagerato lo so. Sarò breve perché so che non interessa. Non avete idea delle pressioni che ho avuto in questi giorni. Arrivare ad uscire in sala e’ uno stress che non immaginate con tutti quelli che
    mi stanno dietro e a cui debbo rispondere. Mi dispiace con chi ho esagerato. Rimane che continuo ad odiare il modo gratuito con cui il film e’ stato denigrato. Che non sia piaciuto a chi non ha voglia di pensare troppo posso capirlo ma mi sa sembra molto triste che alcuni abbiano da subito avuto preconcetti sul film poi mi sono comportato senza scusanti, ma c’ e’ stata anche cattiveria gratuita. Come sono arrivato a fare questo film poi non potete immaginare neanche lontanamente. E’ una storia troppo complessa e non voglio dilungarmi. Vi invito solo al rispetto verso il lavoro di una persona come me che tanto si e’ data da fare per un prodotto che solo in parte purtroppo e’ venuto come voleva. Si, e’ stato un delirio, ho esagerato e lo so, ma il giorno che vi capiterà di avere così tanta responsabilità sulle spalle forse capirete. Buona giornata comunque

  8. BabiDec
    Posted 13 agosto 2010 at 07:16 | Permalink | Rispondi

    E il rispetto per chi scrive (vabbè, diciamo pure di una persona), no? L’umiltà di accettare le critiche e imparare dagli errori, neanche? Scendere dal pedistallo, men che meno? Quì manca proprio l’ABC del fabbricatore di prodotti culturali … Anche dietro alla stesura di un pezzo c’è uno stress che voi giovaniregisti non potete immaginare, sai. E meglio non parlare di “responsabilità sulle spalle” sennò mi sembra di rivolgermi a un bambino dell’asilo.

  9. Giovanni
    Posted 14 agosto 2010 at 02:33 | Permalink | Rispondi

    E comunque volevo aggiungere che, se posso consolare Giorgio, che ci creda o no, io di film non ne sto preparando uno, ma ben due purtroppo per lui, e con due produttori differenti. Mi dispiace denigrare, ma provocato rispondo. Riguardo al film Dopo quella notte uscira’ nuovamente a settembre perché le sale lo richiedono. Ebbene si, in molti posti e’ persino andato decentemente nonostante il periodo, e quindi sara’ ridistribuito. Sono stato maleducato e presuntuoso, ma sono uno che lavora. Io faccio film, a voi lascio fare le critiche. Mi dispiace se sono stato maleducato, ma se non volete assolvermi pazienza, io ci ho provato. Auguro buone vacanze a tutti.

  10. Alessandra
    Posted 14 agosto 2010 at 09:23 | Permalink | Rispondi

    Giovanni, ti posso dare un consiglio? Tu sei una persona troppo sensibile. Tutta questa gente non ti merita. Fai copia e incolla delle buone recensioni che hai avuto, e non perdere un altro attimo con tutta questa povera gente anonima e frustrata, capace solo di criticare perché non ha altro da fare nella vita. Il tuo film non e’ da Oscar, ma e’ un buon film come hanno detto in tanti. Basta. Lasciali perdere questi invidiosi. Non ti mettere al loro triste livello. E non scadere a certi toni, su questo non ci esci bene tu come persona più che come professionista. In bocca al lupo per la tua carriera ora definitivamente decollata.

  11. paolo
    Posted 7 settembre 2010 at 16:05 | Permalink | Rispondi

    ***ATTENZIONE***.
    Sono stato costretto a cancellare un commento, firmato Pulcino, perché estremamente offensivo nei confronti di una delle persone coinvolte in questa discussione.
    Spero che l’autore/autrice voglia riformulare le sue opinioni sul film in termini più accettabili – e soprattutto senza inserire considerazioni di carattere personale.

  12. Gallina
    Posted 16 settembre 2010 at 16:49 | Permalink | Rispondi

    °_°

  13. Gallina
    Posted 16 settembre 2010 at 16:53 | Permalink | Rispondi

    5.900 euro di incasso mi sembrano anche troppi per uno pseudo-film come questo con una sceneggiatura così dilettantesca.
    Povero cinema italiano!

  14. Elena
    Posted 27 settembre 2010 at 17:43 | Permalink | Rispondi

    Rispondo alla povera gente che attacca Giovanni Galletta solo per invidia. Intanto ho avuto l’onore di conoscerlo ed e’ una persona meravigliosa. Poi, il film non e’ affatto andato male considerato il numero di copie estremamente esiguo ed il periodo. Tra i film italiani usciti a luglio e’ amdato meglio di altri, addirittura meglio di film americani usciti nello stesso periodo. Gli ho telefonato per riferirgli degli insulti di gallina o pulcino che sia ed e’ scoppiato in una lunga risata di piacere. Vi prega anzi di continuare perché gli insulti dei frustrati per lui sono una grossa soddisfazione e una dimostrazione della sua considerazione di artista che sta ricevendo aprezzamenti da gente che il
    cinema lo fa e a grossi livelli. Io stessa mi chiedo come gallina sia messo ed immagino davvero male, davvero uno sfigato che sa solo rosicare. Detto questo il film secondo me emoziona molto. Ne convengo, e l’ho detto anche a Giovanni, sulla non eccelsa qualità degli attori e su alcuni dialoghi che potevano essere scritti meglio. A tutti voi che non avete niente di meglio da fare che continuare a scrivere qui consiglio di cercare di rimediare ai vostri fallimenti pensando a migliorare la vostra vita cercando di combinare qualcosa di buono e non solo rivelando la vostra sfiga ed ignoranza. 5000 euro e’ infatti l’incasso parziale del film nel primo weekend su 7 copie, il nove di luglio con le finali dei mondiali, un risultato quindi non certo eccelso ma più che dignitoso, quando a luglio chi ha incassato di più, a parte i grandi film americani, ha fatto davvero poco più.

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