I Mercenari, Sylvester Stallone, 2010

Who can ask for anything more?

Una delle cose che ancora mi piace dell’andare al cinema, sono i trailer. Mi piace arrivare in sala con degli anticipi micidiali, pupparmi tutta la pubblicità, sbuffare perché fanno troppo pubblicità, andare in fibrillazione appena partono i trailer. Si spengono definitivamente le luci, compaiono i loghi delle case di produzione, si sentono le vocione quelle grosse. “Quest’anno non avrai scampo! L’assassino di quel film là che hai visto solo tu… è tornato!”. Mi piace anche perché solitamente i trailer sono di film simili a quello che sto per vedere in sala. E siccome io guardo solo film tamarri, mi piace vedere i trailer dei prossimi film tamarri. Sono oculate scelte di marketing. Non è che uno va a vedere Bright Star e prima gli fanno vedere il trailer di Resident Evil: Afterlife 3D. E invece… Ecco, prima di occuparci del film, date uno sguardo a questo trailer.

Io non ne sapevo nulla. Eppure esiste. Esiste un film che si intitola Niente Paura, per la regia di Piergiorgio Gay. Io non lo voglio vedere. Non voglio sapere nulla di questa cosa. Se non rischiassi di morire di rabbia potrei farci un sentito Non Abbiamo Visto Per Voi, ma so che finirei collo scrivere tantissime parolacce e moccoli. E non voglio far piangere Gesù. Per cui non lo faccio. Permettete però una considerazione, utile per altro alla recensione del film di Stallone e compagni: Niente Paura a me sembra l’opposto del Cinema. Niente Paura, con i suoi frammenti in super 8 sugli operai, con le vedute delle belle piazze dello stivale, con il suo mostrare la gente normale più normale del normale, con le sue frasine fatte sul nostro paese che non è come nei nostri sogni (i miei sono popolati di unicorni che sparano raggi fotonici dagli occhi mentre galoppano furiosi, governati da luccicanti robot), con il suo affastellare Genova, Falcone, Pantani, mafiosi arrestati, emozionanti momenti sportivi carichi di epica, mi fa paura. Mi fa terrore pensare che la parte politica… No, mi fa terrore pensare che quella morale che il film di Piergiorgio Gay vorrebbe veicolare sia portata avanti da personaggi come Luciano Ligabue, Carlo Verdone o Fabio Volo. Perché per me queste persone rappresentano degli ostacoli, non degli oracoli o dei saggi a cui chiedere delle risposte. Sono vecchie zavorre che sfornano prodotti culturali deludenti e decadenti, ma che hanno anche la pretesa e l’arroganza di blaterare sui miei sogni, sulle mie aspettative, su quello che è giusto o sbagliato. E questo trailer, nella sua confusione più totale, nella sua volonta di emozionare il povero pubblico e di liberarlo dal giogo di quel tiranno cattivone che non vuole fargli arrivare le parole libere di Fabio Volo, è quanto di più distante io riesca a concepire dal Cinema.

Show me, show me the way

Il Cinema per me è quello che ha portato Sylvester Stallone a immaginare e poi realizzare I Mercenari. Il Cinema per me è quello che ha spinto tanti sui 30 anni (immagino lo stesso target di riferimento del film di Gay. Anche se immagino che Gay e baloltta rifiuterrebero l’idea reazionaria di target) a sfiorare le lacrime quando hanno messo gli occhi su un cast composto da tutti i propri eroi. Dai sostituti in carne ed ossa dei nostri Masters of the Universe (sì, quei giocattoli concepiti dalle multinazionali del terrore che a me, come a molti di voi, hanno fomentato l’immaginazione). Il Cinema è quello che mette (realmente) sullo stesso piano chi sta dentro lo schermo e chi ci sta davanti. No, il Cinema non è un ipocrita “il club esclusivo dei Noi vs. Voi”). In questo senso la realizzazione, il risultato finale, conta quasi meno del progetto o delle aspettative. Attenzione, non fraintendiamo:  non che si esca delusi da I Mercenari, ma è quello che ci sta dietro ad essere incredibile.

Pensiero Stupendo

I Mercenari è esattamente come ve lo potete immaginare. Chi non ha mai trovato interessante la filmografia di Schwarzenegger non andrà incontro a nessuna epifania. Chi ha sempre considerato il cinema muscolare poco interessante non cambierà idea. I Mecenari non ha nessuna volontà innovatrice o di rilettura colta. E’ un film action e basta. Un action con tantissime esplosioni e con un cast che è la Royal Rumble dei Forzuti. In sintesi, un film a cui piace vincere facile. Ognuno dei nomi in cartellone ha i suoi 5 minuti. Certo, si sacrifica l’approfondimento di certi personaggi (Spoiler: quello che ho appena scritto fa ridere), ma quelli in scena vengono esaltati per quello che sanno fare meglio. Prendiamo l’esempio eccezione: Mickey Rourke. Mickey (uno che se escludiamo Harley Davidson and the Marlboro Man e Johnny il Bello poco o nulla centra col resto del cast, ma vabbeh, questo è un altro discorso) si esibisce in un monologo di 5 minuti. Le brutture della vita che ti spezzano ma non ti piegano, che ti cambiano dentro. Lo fa davanti a uno specchio mentre dipinge dei fiori su una chitarra acustica per la sua donna. Camera fissa. Alla fine gli spunta pure la lagrima. Cosa deve fare Mickey Rourke in un film del genere? Quello. E qui lo con il plus dello specchio e del pennellino sulla chitarra. Chiaro? Sylvester spara e corre con la bocca storta. Jason fa la spalla/duro e lancia i coltelli. Jet è saggio/silenzioso e mena. Steve sta zitto e tira giù i muri. Dolph è pazzo e scazzato. E non solo fanno quello che gli riesce meglio, ma lo fanno tutti insieme, nelle stesse sequenze. Fuck Yeah. Certo non è tutta una passeggiata di salute. Inutile nascondersi dietro a eccessivi entusiasmi: il film ha delle grosse pecche. Ha un digitale orribile, una storia che fa acqua come un gavettone bucato, una regia a tratti confusa e tutte una serie di ingenuità a metà strada tra l’imbarazzo e la tenerezza. Ma poi ha quei venti minuti finali che sono pura manna dal cielo. E che sono quelli che abbiamo sognato per una vita intera.

That's what friends are for

Non si sa a chi volere più bene. Anche se c’è un triangolare di 120 secondi tra Stallone – Willis – Shwarzenegger difficile da cancellare dagli occhi, io pendo dalla parte di Dolph che, con quella sua aria un po’ così, con quel suo essere volutamente un fottuto renegade, quello che spreca le occasioni perché scostante ed interessato ad altro, riesce ad essere il personaggio più invisibile ma interessante del film. Certo, non esaltarsi per il passaggio di testimone Stallone/Statham è impossibile. Non alzarsi in piedi quando Terry Crews entra in scendo disintegrando palazzi con un fucile grosso come una 500 è innaturale. Non notare come Eric Roberts sia il più grosso basterd del pianeta è da sciocchi. Ma non vi preoccupate: sono tutte cose che tra poco potrete vedere su un grande schermo.

Con quella faccia un po' così...

True Story: mi sono ovviamente recato al cinema il primo giorno di programmazione in compagnia di una nutrita serie di amici. Abbiamo giuistamente fatto un casino pazzesco per tutto il film. Applausi a scena aperta, schiamazzi, ovazioni e urla. Al nostro fianco era seduto Lucio Dalla che ci ha più volte zittiti. Nessun però l’ha presa in considerazione e, come dei bambini impentitenti, abbiamo continuato a divertirci e a celebrare la nostra incontrollabile gioia. Felici di essere al Cinema.

True Story 2: sabato 4 settembre è uscito su laRepubblica un articolo di Curzio Maltese sui cui non si può tacere. Fatevene un’idea qui e qui.

IMDB | Trailer

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4 Comments

  1. Valido
    Posted 6 settembre 2010 at 11:50 | Permalink | Rispondi

    Le osservazioni iniziali capitano a fagiuolo. L’altra sera ho rivisto The Expendables per la terza volta, all’Odeon di Leicester Square, e prima del film hanno proiettato nell’ordine i trailer di Made in Dagenham, Tamara Drewe e – sacrilegio – Eat Pray & Love. O hanno clamorosamente sbagliato rullo, o l’hanno fatto apposta per il LOL. In sala erano tutti piuttosto perplessi.

  2. fedemc
    Posted 6 settembre 2010 at 12:39 | Permalink | Rispondi

    sì, ma oltre a quello di Niente Paura, che già è inaffrontabile, è stato proiettato anche quello del nuovo ivory, dal bel titolo Quella Sera Dorata.
    Agevolo il filmato perché sembra montato con la modalità RANDOM ON.

    increibles, isn’it?

  3. babidec
    Posted 10 settembre 2010 at 08:28 | Permalink | Rispondi

    al momento sorvolerei sul film di Gay (n.b: quando mi hanno detto “Sai, fanno un film su Ligabue” per una mezz’ora piena ho pensato che nessuno, dopo Flavio Bucci, avrebbe potuto fare di meglo. Poi,sono tornata nel mondo reale!). Quanto a I Mercenari … ho voluto vederlo da sola (senza l’influenzante trentenne, che dopo averlo visto, mi aveva già urlato telefonicamente tutto il film, adrenalinco). Immersione totale. Testosterone a mille e un paio di scene splendide nel garage di Mickey … Mi è piaciuto molto (inaspettatamente)

  4. fedemc
    Posted 10 settembre 2010 at 10:35 | Permalink | Rispondi

    per forza ti è piaciuto molto!
    è un filmone!

2 Trackbacks

  1. By Sunday Trailer Fever « secondavisione on 12 settembre 2010 at 07:04

    […] Dopo il salto, Dolph “Gunner” Lundgren brucia un mini unicorno magico. E non batte […]

  2. […] secondo fattore vincente della pellicola è la formula I Mercenari. Qui ritroviamo tutti i protagonisti dei film precedenti (eccezione fatta per quel povero giandone […]

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