La pecora nera, Ascanio Celestini, 2010

E’ il film la cui inclusione nel concorso dell’ultima Mostra del Cinema ha fatto incazzare diversi alti papaveri, nonché indirettamente Pupi Avati, e per questo dovrebbe starci simpatico. Celestini poi, piaccia o meno, ha avuto il merito (insieme ad altri, beninteso) di riavvicinare molta gente al teatro e alle forme dell’oralità. Ma non possiamo non dirlo: La pecora nera è un film che non funziona.

Perché parla della poesia dei matti. Basta. Molto meglio una serie vista di recente.
Perché parlando della poesia dei matti ci racconta anche un po’ dell’Italia, degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta, Zero, via.
Perché è sorretto, nella messa in scena, solo dalla fotografia di Ciprì.
Perché anche la fotografia di Ciprì ha poco da fotografare, quando la ripresa è piatta come una sogliola.
Perché parla dell’amore dei matti. E lo mischia alla poesia.

Ma soprattutto perché La pecora nera è imbevuto del personaggio Ascanio Celestini, ed è narrato, pensato, raccontato, esposto, interpretato solo ed esclusivamente attraverso quel personaggio, ingombrante e del tutto fuori dalla diegesi. Tant’è che vedi il film e pensi “Ma che ci fa là Ascanio Celestini?”.  Il suo stile, denso di ripetizioni, reiterazioni, funambolismi sinonimici ha senso, sì, ma non al cinema. E’ una bellissima forma di riscoperta e riallestimento della tradizione teatrale che parte dalla trasmissione orale: Celestini, insieme a Paolini, riprende direttamente parte del teatro di Fo, che a sua volta… Però è teatro, oltretutto in una forma molto pura e originaria: preso di peso e trasferito al cinema non funziona. Perché il cinema è qualcosa di diverso, che ormai, però, è visto come un grosso bidone portatutto. Alcune serie insegnano che il cinema può stare benissimo in televisione, ma il contrario pare non sia proprio possibile, e ce lo dicono lunghe serie di film e personaggi sbagliati.

Il film sembra un film, entri nella finzione davvero, solo quando compare Giorgio Tirabassi sullo schermo, e manco tutte le volte: Celestini (il Creatore dell’Opera) deve esserne intimidito, fa un passo indietro e… magia! Abbiamo due attori che interpretano due personaggi. Il che, per chi ha visto il film, è ridicolo e sintomatico al tempo stesso.

IMDB | Trailer

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3 Trackbacks

  1. By [LA PECORA NERA] « Blaluca on 12 ottobre 2010 at 16:53

    […] radiofonico Seconda Visione, partendo proprio da una posizione contraria alla mia, si veda qui. La linko perché senza volerlo un post fa da contraddittorio […]

  2. […] Nella seconda puntata, Paolo alle prese con La pecora nera. […]

  3. […] DAMS e Scienze della Comunicazione – La pecora nera, di Ascanio Celestini – Inception, di Christopher Nolan – Il cigno nero, di Darren Aronofsky – […]

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