The Horde, Yannick Dahan e Benjamin Rocher, 2009

Ancora un film sugli zombi? Sì, piccoli lettori di SecondaVisione. E, sebbene non sia all’altezza degli ultimi (sì, gli ultimi) film di Romero, The Horde – esordio di questa coppia di registi francesi – si fa vedere, perché si innesta bene nel filone, rimanendoci con filologica precisione, ma mettendoci del proprio.
La storia è un pretesto: quattro poliziotti cercano di ammazzare dei delinquenti, che hanno il quartier generale all’ultimo piano di un palazzone di un sobborgo, per vendicare un loro collega. Solo che i cattivi li beccano e, non appena ciò accade, fuori dal palazzo si scatena l’inferno. Sì, insomma, zombi ovunque. Gli zombi di questo film sono particolarmente cattivi, potenti, tenaci e (come aveva già rivisto la cosa Zack Snyder) veloci. Quindi niente trucchetti: questi magnano. La tipologia del mostro è rispettata, per il resto: muoiono con un colpo in testa, se ti mordono sei fregato.
Ma Dahan e Rocher non si sono solo studiati i manuali di Romero e le loro rivisitazioni: hanno ripassato a fondo i film “d’assedio” e le caratterizzazioni classiche dei personaggi in situazioni come queste: anche in questo caso, hanno mantenuto qualcosa del “classico” e ci hanno messo del loro. Sono quindi bloccati nel palazzone un poliziotto buono ma tendente al giustizialismo, una poliziotta cattiva (e già questa è una piccola novità), un vecchio che ci è rimasto sotto da quando la Francia ha saggiamente mollato l’Indocina agli americani (e che quindi non vede l’ora di sparare un po’). E questi sono i personaggi positivi. I cattivi che contano, alla fine, sono due fratelli nigeriani, capo e vessato vicecapo della banda, e un non meglio precisato slavo braccio destro dei due.

Contro di loro, qualcosa come millemila morti viventi, con le caratteristiche di cui sopra. Ma davvero una quantità enorme.

Il risultato? Un film abbastanza cattivo, ricolmo di violenza (non si contano gli effetti speciali del reparto make up, che nostalgia!), che tenta anche di buttare là una lettura politica (sapete, le banlieues) non eccessivamente originale, è vero: ma non fai in tempo ad accorgertene, perché ogni due secondi qualcuno spara, uno zombi morde, qualcuno schiatta in fiumi di sangue. Guardate il trailer, se non l’avete fatto: io quando lo vidi pensai che era stato fatto proprio male. Sono decine di secondi di “boom”, “porcaputtana”, “cazzo”, “aaargh”. Dopo la visione posso dire che è un buon sunto del film.

IMDB | Trailer

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One Comment

  1. massimo
    Posted 12 ottobre 2010 at 10:53 | Permalink | Rispondi

    Assieme a “Martyrs” l’horror migliore degli ultimi anni. Vive la France.

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