The Town, Ben Affleck, 2010

Un luogo soffocante. Senza via di uscita. Dove se si ha la sventura di finre non si può uscire se non coperti di sangue e polvere. O forse da cui non si può mai uscire. Nemmeno con la morte

Questo è il luogo in cui Ben Affleck avrebbe meritato di essere rinchiuso nel momento in cui fece Daredevil. In quell’anno fece anche Gigli.

E poco dopo saltò fuori anche Elektra, cioè una versione di Daredevil per il mercato moldavo, in cui non c’entrava direttamente lui, ma c’era Jennifer Garner.

A quel punto, viste le evidenze, i teologi più avveduti ristrutturarono la supposta forma dell’inferno in questo modo.

 

(chiedo scusa per le mie competenze grafiche nulle, prometto di provare a metterlo giù decentemente, oppure se qualcuno vuole dare una mano…)

A quel punto Ben che aveva fatto anche Dogma in cui interpretava un angelo caduto in un film scoreggione cominciò a preoccuparsi della salvezza della sua anima, ché non poteva bastare il suo faccione da bravo ragazzone.

E decise di mettersi sulla retta via. Il primo segnale fu la Coppa Volpi per Hollywoodland, salutata a Venezia da una sonora risata che celava pudicamente i “hanno traccanato grappini dal naso ieri sera”. Ma erano miscredenti, e quella giuria aveva ragione, perlomeno in parte. Non tanto come attore, tagliato nel basalto era e tagliato nel basalto rimane, avete mai provato ad animare del basalto insufflandogli soffio vitale? C’è un motivo se non l’avete fatto.

Comunque Ben capì che le strade erano due: uno era usare quella faccia come maschera (soluzione senza cappello e con il cappello) l’altra era proprio non usarla e stare dietro la macchina da presa.

Insomma, leggenda vuole che fosse caduto durante uno stunt di Daredevil, mentre provava alcuni dicono un calcio volante per colpire la gamba di una seggiola, altri mentre tentava di battere il record della sequenza di pugni più lenta del mondo, altri mentre tentava di saltare giù da un’automobile, comunque, poco importano le varie versioni, comunque battè la testa.

Alcuni della troupe esultarono vedendo in quell’infortunio la possibilità di non terminare quel film maledetto che avrebbe condannato le loro anime per l’eternità a tentare di rifare Avatar con la tecnologia del Tagikistan del 1985, disturbati da un pirla semovente vestito di rosso.

Ma a Ben quel giorno, caduto dall’ultimo gradino della scala a pioli, apparve Clint Eastwood che gli indicò la strada. Una strada lunga e tortuosa e perigliosa, ma che Ben ha deciso di seguire.

In Hollywoodland aveva usato la maschera, poi è passato dietro la macchina da presa prima a dirigere Gone baby Gone (tratto da Dennis Lehane come Mystic River), e poi a dirigersi in questo The Town. Che è un gran bel film. Qui si dice: come quelli di una volta, precisi, calcolati, fatti con mestiere. Insomma, da vedere.

L’intelligenza, e la via del riscatto, si vede dai particolari: il fatto di dirigersi da solo non preclude il fatto di ritagliarsi un ruolo adatto alle sue forze e ai suoi limiti. Si prende il ruolo del “bravo cattivo ragazzo”, si mette a usare la maschera che ha, e tutto fila liscio. Poi se hai Jeremy Renner, Rebecca Hall, Pete Postlethwaite e Chris Cooper e Jon Hamm fai un film di attori e vedi che ti riuscirà bene.

Certo, il doppiaggio italiano di Jon Hamm fa l’effetto del cane Alpha, ma non è colpa di Ben. Però che cazzo.

Poi, le rapine gestite al secondo, sia come tempi di montaggio che come tensione, gestione dello spazio che sembra uno che ce ne capisce, lavora in levare su tutti i potenziali patetici andando ad asciugare sempre e nel modo giusto, come per esempio in alcune parti con Jeremy Renner (oddio, l’ultima immagine in cui si vede Ben mica tanto, ma proprio tutto perfetto no), alcune scelte sorprendenti ma completamente convincenti (es. il poliziotto che li vede vestiti da suore dopo che c’è stato un inseguimento di mezz’ora tra i vicoli).

Insomma, le scelte sono tutte giuste per raccontare una storia di Boston, su Boston e sulla vita di quartiere, sull’essere bloccati e sul marchio a fuoco che ti rimane (come se avessi fatto Daredevil, no?) se sei nato in un posto piuttosto che un altro, ma che non cade mai nel determinismo né nella mistica della seconda possibilità, ma rimane appeso a un riscatto solitario, individuale e doloroso mentre tutto quello che ami ti affonda.

Pure i costumi per le rapine sono giuste.

E Jeremy Renner deve essere uno zarro meraviglioso nella vita reale tanto gli riesce bene a fare brutto in questo film.

E pure la via del riscatto per Ben. Vai Ben, siamo tutti con te. Altri 5 film così e ti abbiamo perdonato. Ma già un po’ ti si vuole bene.

Trailer|IMDB

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4 Comments

  1. massimo
    Posted 19 ottobre 2010 at 09:40 | Permalink | Rispondi

    Film grandioso, mi sono divertito senza pause dalla prima inquadratura all’ultima.
    Ben Affleck come attore è “medio”, ma tutti gli altri sono immensi. La faccia che fa Postlethwaite mentre crepa non è una roba pazzesca? La Hall vien voglia di baciarla su quella bocca grande grande. Renner è da nomination all’Oscar, una libidine vederlo recitare. Perfino una signorina nessuno come Blake Lively è clamorosa.

  2. Alessandra
    Posted 19 ottobre 2010 at 15:23 | Permalink | Rispondi

    Un amico al quale ho inoltrato articolo e mappa:
    “geniale:
    dovrebbero incorniciarla nel foyer della Sala Grande del Lido di
    Venezia!”

  3. manu
    Posted 20 ottobre 2010 at 12:43 | Permalink | Rispondi

    Grazie mille. Attendo di farne una versione graficamente migliore…

  4. fedemc
    Posted 21 ottobre 2010 at 16:24 | Permalink | Rispondi

    bravissimo manu!

3 Trackbacks

  1. By L’inferno del cinema « inkiostro on 20 ottobre 2010 at 11:58

    […] capolavoro dantesco a opera di Manu di Secondavisione. Clicca per ingrandire un po'] inkiostro | # | cinema, kulturkritik | […]

  2. By Suzukimaruti - Genio. secondavisione on 21 ottobre 2010 at 14:34

    […] 21st, 2010 commenti 3 Genio. L'immagine è molto grande, meglio guardarla ingrandita cliccando qui, altrimenti non si vede una mazza […]

  3. By Goodbye, Pete… « secondavisione on 3 gennaio 2011 at 14:31

    […] nell’anno che abbiamo appena salutato aveva preso parte a due filmoni come Inception e The Town. Il 2011 non parte […]

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