Consigli non richiesti per i responsabili dei casting/4, Giovanni Calcagno

Ma come faremmo noi cinefili italiani se non avessimo l’espressivo Filippo Timi e la duttile Ambra Angiolini? Mah. Forse sopravivveremmo lo stesso, visto che ci sono in giro un po’ di attori e di attrici che il mestiere lo conoscono di molto bene. Dopo una settimana di pausa secondavisione riprende a farsi i cavoli degli altri e propone agli amici dei casting facce e nomi di attori e attrici che a volte sono usati, a volte non sono usati, ma di sicuro potrebbero essere usati di più.

Chi è? Giovanni Calcagno, età non disponibile, sui 35 anni circa.

Dove è che l’ho già visto? In Buongiorno, notte era Primo, il brigatista modellato su Prospero Gallinari, quello dall’aria un po’ stolida, fidanzato con Chiara (Maya Sansa). In Si può fare Luca era uno dei soci della cooperativa di pazienti psichiatrici, amico fraterno di Gigio (Andrea Bosca). Principalmente però lavora a teatro.

Com’è? Alto (190 cm), castano, con gli occhi chiari e il naso, come si diceva una volta, virile. I capelli portati lunghi e la barba incolta gli danno un’aria vagamente ferina, di cui hanno beneficiato i personaggi che ha interpretato. Quando all’inizio di Si può fare si incavola con Nello (Claudio Bisio) fa veramente paura. Lo scatto che ha nel finale dello stesso film (non facciamo spoiling!) stempera il sapore dolciastro della situazione. Quando dorme/quando prende Moro sotto braccio, nel finale di Buongiorno, notte, sembra di legno.

Cosa potrebbe fare? Il cattivo con delle motivazioni, il villain con un’anima non necessariamente buona. Il buono non del tutto buono o non completamente in sé. Ha un modo fisico ed esplosivo di esprimere i sentimenti (che si tratti di violenza o di tenerezza) davvero non comune nel nostro cinema. I tratti somatici netti lo renderebbero adatto ai film in costume, se ancora se ne facessero, tanto più che il suo curriculum include tra le abilità particolari: “Duelli medievali a cavallo”.
Un po’  lo è già stato in Buongiorno, notte, ma sarebbe un perfetto uomo della terra, per chi non si arrende all’idea che il contadino sia il buon selvaggio del Terzo Millennio. Compare in due film in uscita: Noi credevamo di Martone e I Malavoglia di Pasquale Scimeca.

Chi gli ha rubato il lavoro? Filippo Timi – Benito Mussolini di Vincere. Ma anche Filippo Timi – Rino di Come Dio comanda. E finanche il Gabriel Garko televisivo (L’onore e il rispetto, Il peccato e la vergogna). Il mio sogno sarebbe però quello di vederlo maltrattare Pinocchio – Benigni, nella parte di Giangio l’ortolano.

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6 Comments

  1. babidec
    Posted 22 ottobre 2010 at 11:10 | Permalink | Rispondi

    guarda Paolo,secondo me un altro che gli ha rubato il lavoro è Sergio Assisi (attore tv campano che gli somiglia anche fisicamente e ha fatto praticamente tutti i ruoli che hai elencato nel pezzo). Ovviamente Calcagno è meno fighetto, meno divo, meno sopracciglie rifatte dall’estetista, quindi forse più credibile in quei ruoli. Mi auguro che nel film di Scimeca gli si lasci l’opportunità di esprimersi nella sua lingua madre …

  2. paolo
    Posted 24 ottobre 2010 at 13:41 | Permalink | Rispondi

    ma sai che si somigliano veramente? non ci avevo pensato… oltretutto Assisi, secondo me, non è uno scarso.
    però, sarà per il passaggio dall’estetista di cui sopra, faccio fatica e vederli come intercambiabili.
    per capirci, come lo vedresti Calcagno in “Capri 4”?
    speriamo che il film di Scimeca esca, prima o poi…

  3. babidec
    Posted 24 ottobre 2010 at 17:10 | Permalink | Rispondi

    Assisi in “Capri”, purtoppo, non l’ho mai visto. Cmq. pur dando per scontato che la tua sia una provocazione, penso che la risposta al dilemma vada ricercata nei ruoli prima che nel prodotto in se stesso. Se l’Assisi caprese è – come immagino – un ricco e affasciante seduttore che fa il figo con la fauna dell’isola, allora non ci siamo proprio! La ceretta fa miracoli ma il fisico non perdona. Calcagno ha una figura troppo allampanata per non muoversi in modo dinoccolato o animalesco. Cosa che potrà essere pure tenera ma fascinosa (oggettivamente parlando)non credo proprio. Poi lo vedo anche troppo poco sicuro di se (forse saranno quegli occhi tristi che, giustamente te lo fanno accostare a Timi?)per avere successo col gentil sesso. In quelle situazioni lui è più uno che scappa o si nasconde(la psicanalista direbbe che la peluria serve anche a questo). Alle prese con uno dei ruoli contemplati nel tuo elenco, invece, chi lo sa? Potrebbe anche funzionare. Anche così villoso e anche accanto a Laura Barriales.

  4. rosatigre
    Posted 24 ottobre 2010 at 22:23 | Permalink | Rispondi

    credo che il concetto non è rubare il lavoro a un altro, ma un altro; se filippo timi è stato scelto sia per vincere sia per come dio comanda significa che i registi hanno preferito lui. E poi non credo abbiano sbagliato, perché filippo timi è un grandissimo! Il numero uno!!

  5. Emanuela
    Posted 26 ottobre 2010 at 22:02 | Permalink | Rispondi

    In realtà Giovanni Calcagno è un attore molto bravo e molto affascinante. Formidabile presenza scenica a teatro e raro fascino versatile sullo schermo: cattivo, buono, romantico, violento. Potrebbe fare di tutto e lo farebbe bene. Meglio di altri, più noti e meno talentuosi.

  6. Posted 12 novembre 2010 at 13:05 | Permalink | Rispondi

    Purtroppo nei Malavoglia Calcagno appare solo in cornice e la cosa non dura più di un minuto totale:fa il cantastorie siciliano, declama e suona il tamburello, ma non sono neanche sicuro che lo inquadrino in faccia. Meglio così forse, il film di Scimeca è davvero sorprendentemente brutto.

    In Martone non ha molto più spazio: ancora una volta fa il teatrante della tradizione siciliana e non ha uno spazio significativo al di là della “scena nella scena”.

    che dire, speriamo per i ruoli futuri.

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