The Loved Ones, Sean Byrne, 2009

Una volta mi è capitato di intervistare Giada de Blanck. Che, ci crediate o no, è stata carinissima e molto simpatica. Grande Giada. L’ho sentita perché lei, di nobili origini, ha studiato negli Stati Uniti e ha avuto la fortuna fare due ingressi in società: il ballo delle debuttanti, ma soprattutto il Prom. E io volevo sapere tutto del Prom. Quanto spacca il Prom? Non avete mai sognato di indossare un finto smoking, andare a prendere la vostra innamorata con la macchina tirata a lucido, fumare di nascosto una canna nel parcheggio dell’high school, ballare un lentone nella palestra per poi salutare tutti e andare a fare del petting moderatamente sporcaccione sul retro della vostra autovettura? Io tantissime volte. Sarà che guardiamo film americani dalla tenera età, ma quella festa lì dev’essere uno sballo incredibile. Adeesso vi metto una canzone. Dura poco. Mentre la sentite, pensate alla vostra sequenza preferita di Prom e poi scrivetecela nei commenti. Ok? Poi andiamo col film.

Ultimo film in ordine cronologico che sfoggia belle sequenze di Prom è l’australiano The Loved Ones, pellicola firmata da Sean Byrne. Storia! Il giovane dai capelli lunghi e l’aria da adolescente super problematico Brent, ha i problemi. Poco tempo fa guidava la sua macchina in compagnia del padre. Fanno un incidente e il padre ci rimane. Brent sopravvive, ma diventa ombroso e problematico, tipo che ascolta il metal colle cuffie e c’ha i capelli lunghi. La madre guarda fuori dalla finestra tutto il giorno. La vedi e pensi fortissimo: “Depressione!”. Brent comunque, a voler essere onesti onesti, non se la passa poi così male. Essendo fighissimo ha una ragazza fissa che se lo mangia con gli occhi e che non vede l’ora di farci le sporcacciate e poi c’ha anche le ammiratrici segrete! Il giorno prima del Prom una di queste trova il coraggio e gli chiede se può essere la sua damigella. Lui la ringrazia, ma le spiega che avendo già una fidanzata ci andrà con lei al Prom. Peccato. Peccato anche che l’ammiratrice segreta sia una pazza assassina fuori di testa.

 

Su le maniiiiiiiiiiiiii!

 

Non so chi ci sia arrivato per primo, ma The Loved Ones è stato definito come il primo torture prom. Che è un bel gioco di parole e descrive perfettamente il film. La povera pazza rifiutata dal suo amore adolescenziale, rapisce lo sfortunato ragazzo e, nella cucina di casa sua, inscena una perversa festa dove l’attrazione principale è torturare il malcapitato. Vestiti finti eleganti, canzoni pacco, tanto punch da bere e sevizie come se non ci fosse un domani. The Loved Ones accumula colpi bassi uno dopo l’altro e riesce ad essere disturbante, soprattutto nell’accostare il sangue e il glitter. Il teen movie con l’horror. La ragazzina che ascolta le canzoni emo e che passa le giornate a scrivere il nome del suo innamorato sulla Smemoranda che, con il beneplacito di un padre al limite dell’incestuoso, ti inchioda i piedi al parquet di casa. Un buonissimo spunto iniziale, ben gestito e sviluppato nell’arco del film, ma che evidentemente non era sufficiente per raggiungere il minutaggio prestabilito. Infatti, oltre alla storia del trauma della morte paterna che vabbeh ci può pure stare, parallelamente alla storia del povero Brent vediamo il ciccio nerd che riesce a portare al Prom la gnocca autodistruttiva. Che uno pensa che poi magari alla fine le cose siano unite. E invece? E invece no. Certo, serve a fare contorno. A spiegare meglio che i mostri nelle sonnachiose cittadine di provincia si nascondo ovunque, che la normalità non esiste e che dietro a qualcosa di superficialmente rassicurante si nasconde un terrore nero senza speranza, ma è proprio un po’ incollato lì. Ma è l’unica pecca di un buon film che, oltre a tenervi incollati allo schermo, vanta nel cast  una protagonista come Robin McLeavy, assassina della porta accanto bravissima e decisamente inquietante. Non ve la dimenticherete facilmente.

IMDB | Trailer

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4 Comments

  1. Posted 26 ottobre 2010 at 08:27 | Permalink | Rispondi

    Veramente…

    [spoiler]

    la emo autodistruttiva fighissima mi sa che è la sorella del tizio che nella prima scena provoca lo sbandamento della macchina, e che probabilmente è diventata così dopo la scomparsa del fratello (si vede la foto in camera dei genitori di lei). Ecco, l’unica questione rimasta in sospeso è che fine ha fatto quel tizio lì che è riuscito a fuggire.

    [spoiler]

    E poi aggiungerei che per quanto sia una sottotrama molto poco collegata al resto, ai fini del montaggio alternato in certi momenti risulta perfetta… Tipo quando c’è il padre dell’assassina che esce di casa, poi stacco sulla macchina dove tizia-emo-autoditruttiva e ciccio-di-nonna-papera stanno testando le sospensioni della macchina, e noi pensiamo che coglioni come pochi si siano infrattati proprio vicino alla casa dell’orrore, e invece viene fuori che sono ancora a scuola e quello che bussa è un professore che li invita ad andare via.

  2. fedemc
    Posted 26 ottobre 2010 at 12:15 | Permalink | Rispondi

    Grande Ema.
    c’hai ragionissima.
    ma, talmente è pretestuosa la storia lì della sorella che,
    nello scrivere il post
    me l’ero proprio dimenticata.
    ragione anche sul montaggio
    che però proprio in quel momento lì
    che citi tu
    mi ha ricordato quel meccanismo narrativo a la Dylan Dog
    dove i due piani narrativi sono legati da un elemento
    solitamente la conclusione di una frase, o una roba così.
    hai presente?

    comunque.
    bel filmettone.
    e la gnocca autodistruttiva super gnocca.

  3. Posted 26 ottobre 2010 at 12:46 | Permalink | Rispondi

    E’ vero, è proprio quel meccanismo narrativo a là Dylan Dog che dici tu.

    Di per sé non mi dispiace affatto, così come non mi dispiaceva nel film, sono d’accordo però che potevano fare in modo di unire quel plot un po’ meglio a tutto il resto.

  4. Posted 28 ottobre 2010 at 09:15 | Permalink | Rispondi

    Gran stile i Queers e gran stile pure il film!

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