Consigli non richiesti per i responsabili dei casting/6, Raul Bova

Ma come faremmo noi cinefili italiani se non avessimo il versatile Pierfrancesco Favino e lo straordinario Toni Servillo? Sarebbe difficile, certo. Ci piace pensare però che andremmo avanti lo stesso. Anche questa settimana secondavisione si fa i cavoli degli altri e propone agli amici dei casting facce e nomi di attori e attrici che a volte sono usati, a volte non sono usati, ma che, in questo caso, potrebbero essere usati meglio.

Chi è? Raoul Bova, 39 anni.

Dove è che l’ho già visto? Vabbe’, qui sembra che si scherzi, ma invece no. Sappiamo tutti di Piccolo grande amore, penultimi fuochi del vanzinismo sentimentale, lui maestro di surf, lei bella principessa bionda, etc. etc. Però vorrei parlare di un altro Raoul Bova, quello di Aspettando il sole e La nostra vita.

Com’è? Lo sappiamo tutti. Alto ma non gigantesco (182 cm), bellissimo, atletico, dall’aria cordiale, buono, anzi buonissimo, ottimamente sposato e mai sfiorato dal gossip. Interprete ideale di ruoli come: il poliziotto coraggioso, l’action hero dotato di sex appeal, il bravo padre di famiglia che però, quando gli scattano i cinque minuti, sa farsi valere, il bel bietolone che si innamora di adolescenti. O no?

Cosa potrebbe fare? No, Bova potrebbe fare altro e, da quello che è dato capire, non gliene manca il coraggio. Per farla breve, quando non tenta di addomesticare il tamarro (sia detto con stima e affetto) che è in lui, Bova è un eccellente sfigato, tanto più efficace quanto paradossale. In Aspettando il sole la sua interpretazione di un criminale da strapazzo succube, a quanto pare, di un’amante adolescente è la cosa migliore del film. Sta sempre attaccato al telefono a piagnucolare, anzi si ritorce intorno alla cornetta, con effetti letteralmente grotteschi. Nel film di Luchetti, perennemente in tuta, riesce a mettere uno scarto notevole tra la sua evidente bellezza e l’inadeguatezza a gestirla. Quando ha un ruolo adatto, insomma, è in grado di stare sul confine che separa la prestanza dalla goffaggine estrema. Magari lui non sarebbe contento di sentirselo dire, ma adesso sembra uno dei migliori caratteristi a disposizione del cinema italiano.

Chi gli ha rubato il lavoro? In questo caso nessuno.

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One Comment

  1. babidec
    Posted 3 novembre 2010 at 12:47 | Permalink | Rispondi

    “Per farla breve, quando non tenta di addomesticare il tamarro (sia detto con stima e affetto) che è in lui, Bova è un eccellente sfigato, tanto più efficace quanto paradossale”. Vero!Questo l’hai visto? http://www.youtube.com/watch?v=ggQpCBWJc-Y

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