Animal Kingdom, David Michôd, 2010

 

Quando si è criminosi, bisogna stare attenzione!

Quando si è criminosi, bisogna stare attenzione!

 

Io sarò anche spettatore di poche e semplici pretese, ma se vado al cinema a vedere un gangster movie definito “cattivo e violentissimo”, mi aspetto che la pellicola in questione risponda a certe mie aspettative. Con Animal Kingdom mi sono trovato un po’ spiazziato. Non deluso, sia chiaro. Ma spiazzato. Che non è per forza di cose un male, anzi. L’esordio dell’australiano David Michôd, regia e sceneggiatura, è un film decisamente atipico. Dopo aver collezionato premi in giro per i Festival di tutto il mondo, ha trovato anche una distribuzione italiana, cosa di cui ci rallegriamo. Mentre quindi tiriamo mortaretti in giro tutti felici, facciamo un po’ il punto della situazione.

Animal Kingdom racconta la storia di J, un adolescente che, dopo la morte della madre per overdose, trova rifugio presso il ramo violento della famiglia. Quattro fratelli (gli zii del ragazzino) tutti impegnati in diversi traffici criminali, comandati da Nonna Smurf (la Karen Black aussie, Jacki Weaver). La donna, una sdaura dalle discutibili scelte d’abbigliamento, è il vero centro nevralgico della famiglia. Apparentemente segue con un affetto ai limiti dell’incestuoso i suoi pargoli in ogni marachella che combinano. In realtà è una macchina da guerra priva di qualsiasi scrupolo, matrona infaticabile dall’occhio lungo che non ci pensa due volte a tagliare i rami secchi per mantere in salute la pianta. Il povero J, se all’inizio risulta spettatore silenzioso e ininfluente, viene suo malgrado trascinato verso il fondo da una caotica spirale di sanguinosi avvenimenti.

Una famiglia criminale. Il battesimo del fuoco per un ragazzo non ancora maggiorenne. La polizia alle calcagna. Droga e violenza. Sulla carta ci sono tutte le caratteristiche di un gangster movie canonico di quelli che vai al cinema col tuo amico e poi ti dai i cinque alti all’uscita. In realtà ci si muove volontariamente in direzione opposta. Il film di Michôd segue la storia attraverso gli occhi (e la voice over) di J, che sceglie sempre di rimanere in disparte. J inizialmente non agisce e non decide. Subisce semplicemente tutto quello che lo circonda. Col passare del tempo però, la sua consapevolezza dei meccanismi che regolano questa giungla famigliare si fanno via via più chiari e, per non essere schiacciato, si adegua.

Se inizialmente il film può apparire eccessivamente freddo, il suo incedere inesorabile verso la tragedia più nera, lo rende affascinante e piuttosto magnetico. Il tutto funziona anche grazie a una regia molto controllata, spezzata da inaspettate esplosioni di violenza. Per chi scrive un film non esaltante (me mi piacciono i ninja che fanno le esplosioni), ma che sicuramente ha il pregio di essere originale nel modo di rapportarsi al genere. Insomma, non si racconta nulla di nuovo, ma lo si fa in maniera diversa. Ottimo il cast. Oltre alla già citata Weaver, spiccano i baffi del geometrico Guy Pearce e gli occhi da pazzo sempre al limite dell’esplosione di Ben Mendelsohn.

IMDB | Trailer

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3 Comments

  1. Posted 5 novembre 2010 at 09:07 | Permalink | Rispondi

    Secondo me è proprio sbagliato chiamarlo “gangster movie”… Poi è ovvio che si rimane se non delusi almeno spiazzati!

    Secondo me è tutta una riflessione sulla scelta, tra cosa è giusto e cosa è sbagliato, tra il nucleo della famiglia e il mondo, sulla difficoltà per J. di orientarsi partendo da dei presupposti così sbagliati.
    Ha due poli tra cui tendere, ma nessuno è davvero sicuro, garantisce protezione e forza, J deve crescere in fretta e capire da sé, pur avendo solo brutti esempi a cui riferirsi, qual è la cosa che risponde alla propria etica.
    Anzi, direi proprio che è un film sull’etica personale, in definitiva. Anche se usciamo dal cinema senza neanche aver capito bene quale sia quella adottata da J. Anche per questo mi è piaciuto.

  2. Posted 11 novembre 2010 at 02:04 | Permalink | Rispondi

    Beh, già il folgorante incipit faceva presagire il peggio. M’è piaciuto parecchio, bello teso e con un finale ambiguo che resta a frullare in testa per un po’.

  3. Posted 19 novembre 2010 at 21:06 | Permalink | Rispondi

    Io questo lo recupero in dvd.

One Trackback

  1. […] attrice – Helen Mirren per R.E.D. – Leslie Manville per Another Year – Jacki Weaver per Animal Kingdom – Carey Mulligan per Non lasciarmi – Annette Bening per I ragazzi stanno […]

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