I migliori corti d’animazione dal Future Film Festival

Parliamo spesso del Future Film Festival, e una delle sezioni più rilevanti della rassegna è quella dedicata ai corti di animazione: è spesso difficile condensare narrativamente un’azione in un breve tempo, ma d’altro canto si sa che i cortometraggi sono – com’è logico – abbordabili dal punto di vista produttivo ed economico. Il dvd I migliori corti d’animazione, edito da Azioni Animate di Firenze raccoglie alcuni dei più bei corti della rassegna bolognese. Nella puntata di domani sera vi regaliamo ben due copie del dvd: seguiteci in onda, ma compratelo in ogni caso. Eh già, perché parte del ricavato delle vendite va alla ludoteca dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ente che ha partecipato alla scelta dei sette cortometraggi che compongono questo dvd. Bene, fatte le premesse, vediamo di che si tratta.

Heterogenic, di Primo Dreossi e Raimondo Della Calce, Italia 2003.
Uno scienziato sta sperimentando mutazioni genetiche del mais quando un chicco viene trasportato via dal vento e quindi entra in varie case, cade in un whisky, viene elettrificato e…
C’è uno spunto tra l’ecologista e l’apocalittico in questo primo corto prodotto dalla ArtFive, che ha riscosso un buon successo nei festival qua e là. Diverte, anche se l’uso della computer graphic in 3D è ancora grezzo: è uno dei primi prodotti della casa genovese, ormai molto affermata nel campo della fiction breve e della pubblicità. Gli omaggi sono a tutte le gag “meccaniche” del cinema classico, ma c’è anche una strizzata d’occhio ai supereroi “1.0”.
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Marco and his ball, di Emanuele Pavarotti, Italia 2007
Una storia semplicissima, rivolta davvero a un pubblico di bambini molto piccoli, ma animata con gusto e con un’attenzione particolare alle prospettive e all’interazione tra musica e immagine. Non vi racconto neanche la trama: il corto dura un minuto scarso, titoli esclusi. Pavarotti, che ha lavorato alla saga di Harry Potter e a Le cronache di Narnia, costruisce una cosa piccina, fatta bene, ma che rimane davvero al minimo indispensabile. I treenni la ameranno (e non è una considerazione sarcastica).

Guide Dog, di Bill Plympton, USA 2006
Ed ecco un’altra perla da quell’autentico genio che è Bill Pympton. Si tratta di un seguito di Guard Dog: questa volta lo sfigatissimo animale prova a fare il cane guida per ciechi, con risultati chiaramente disastrosi. Al solito Plympton disegna e anima tutto: a matita. Mantenendo sempre il punto di vista ad altezza cane (ed è pure bassissimo al garrese), Plympton costruisce delle gag fulminanti e cattive che non guardano in faccia a nessuno (ops), come è nel suo stile. Cinque minuti eccellenti che dimostrano ancora una volta la grandezza dell’artista americano.
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Maestro, di Geza M. Toth, Ungheria 2005
Un uccellino con le fattezze stereotipate da cantante lirico si prepara in una specie di camerino, aiutato dal suo assistente-braccio meccanico che lo veste, gli dà il colluttorio, lo pettina e…
Un solo movimento di macchina, un solo ambiente, un solo personaggio. Qui innanzitutto c’è una grande idea e la capacità di usare i mezzi della narrazione cinematografica, soprattutto rispetto ai tempi, calcolati perfettamente per attirare, incuriosire, tenere in sospeso e sorprendere. Un corto che ha fatto sfaceli nei festival ed è stato nominato all’Oscar. La prima bella sorpresa del DVD.
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Birdy, di Dennis Furrer, Svizzera 2006
Un motociclista è perseguitato da un uccellino: ma per quale motivo il piccolo pennuto torna sempre a posarsi sulla testa del centauro, nonostante sia continuamente cacciato?
Animato in due dimensioni, con un omaggio sentito e riuscito alle gag di Tex Avery, anche Birdy gioca sulla sorpresa finale. Ma, a differenza dello slowburn del corto precedente, qui è un susseguirsi di scontri, elettrificazioni, cadute, investimenti (nel senso automobilistico del termine) che rendono il corto davvero divertente. Tanto più che l’uccellino protagonista e vittima di tutti questi accidenti è rappresentato in maniera candida e innocente.
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The Zit, di Michael S. Blum, USA 2005
Un orrendo brufolo compare sulla faccia di un ragazzino proprio alle soglie del fatidico ballo di fine anno. Che fare quando la pomata non serve? Lo si schiaccia. Con risultati tra il tragico e lo schifoso.
Blum è stato lodato da Plympton per questo corto, e si capisce bene perché: nonostante l’animazione di The Zit sia morbida e in CG, quindi ben diversa dallo stile dell’autore di Guide Dog, il modo di trattare il corpo umano e di giocare con temi tra il tabù e il vomitevole è analogo. Il ritmo del corto aumenta in maniera esponenziale (e forse un po’ meccanica) per arrivare a un finale ultimo un po’ nauseabondo. Niente male.
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Le veilleur, di Clément Ceard, Francia 2006
Il DVD è concluso da un corto poetico e surreale: un guardiano che si muove su un altissimo monociclo ha il compito di spegnere la luna e accendere il sole. E viceversa. Ma un bimbo in bicicletta, affascinato dai movimenti dell’uomo, combinerà un bel danno, almeno in apparenza.
La macchina da presa rimane su un solo asse, in questo delicato cortometraggio del giovane regista francese. Ceard gioca con pochi elementi e, come nel film di Pavarotti, il pubblico a cui si rivolge è di giovanissima età. Il tutto funziona, pur nell’esilità della storia e dei mezzi.
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