Intervista a James Cameron & Jon Landau

Di Avatar, ultima rivoluzionaria fatica di James Cameron, vi abbiamo già detto più o meno tutto. Il 24 novembre però, in previsione dei vostri acquisti natalizi, esce il cofanetto Extended Collector’s Edition in 3 dischi Blu-ray HD e dvd. Ma non parliamo solo di “hey, cavolo, che incredibile qualità delle immagini!”. Cameron ha – come sempre – fatto le cose in grande stile e ha confezionato una versione del film con ben 16 minuti in più (tra cui una nuova sequenza d’apertura). Poi ovviamente ci sono 45 minuti di sequenze di scene tagliate e una lunga serie di documentari e making of che per vedere tutto avrete bisogno di una vacanza di Natale aggiuntiva. Siccome siamo persone pronte a tutto siamo volati ai Beatrice Studio di Los Angeles, e ci siamo fatti raccontare di tutto e di più da Jon Landau e James Cameron in persona.

Avatar Global DVD Release

Cominciamo dalla vera novità del film: la nuova sequenza d’apertura e i 16 minuti in più di film.
Landau: Quando abbiamo deciso di fare un’extended version, non volevamo iniziare con qualcosa che il pubblico avesse già visto.
Cameron: Esatto! Per cui i primi trenta secondo sono uguali, poi si passa a un’intera sequenza completamente nuova, che da uno spessore diverso al personaggio di Jake Sully. In realtà era quella che avevamo scritto originariamente, ma che poi abbiamo deciso di non utilizzare nella versione cinematografica. Il problema con un film come Avatar è che le sequenze necessitano di una grande post produzione. Per cui, per ovvi motivi economici, quello che sapevamo che non sarebbe poi finito in sala, era stato lasciato in parte incompleto. Non è che puoi fare tutto per poi tagliare e renderti conto che hai buttato via 30 milioni di dollari! Se guardate le sequenze tagliate ce ne sono alcune con vari livelli di post produzione completi e altre invece ancora a livello base. Questo secondo me è piuttosto utile per farvi vedere i diversi steps che una sequenza deve attraversare prima di finire come l’avete vista voi al cinema. Rende bene l’idea di come abbiamo lavorato su questo film.  Tornando invece ai 16 minuti inediti: grazie agli incassi che abbiamo fatto con la seconda uscita del film in sala (negli Stati Uniti il film è riuscito nelle sale durante l’estate con 8 minuti in più…), abbiamo deciso di completare i lavori su alcune sequenze che consideravamo importanti e inserirle nel film. Nel cofanetto in tutti ci sono tre versioni differenti del film: la prima versione cinematografica, la seconda e quest’ultima, realizzata apposta per questa uscita. Ah, abbiamo anche creato una traccia audio “family friendly”. Il problema è che mia figlia ha sette anni e dopo aver visto Avatar per due settimane ha continuato a ripetere tutte le parolacce che si sentivano nel film. E tutte le volte che le dicevo che non doveva dire quelle parole lei ovviamente mi guardava e mi diceva: “Papà, sono nel tuto film!”. Per cui per un certo periodo me la sono vista brutta con mia moglie!
Landau: Questa è una delle cose straordinarie del Blu-ray. La cosa incredibile è che ti basta schiacciare un pulsante del tuop telecomando e, mentre stai guardando il film, puoi passare da una versione all’altra senza dover interrompere. Sia per quanto riguarda le immagini sia per quanto riguarda le traccie audio.
Cameron: Esatto!  Per quanto riguarda la traccia audio: quando il film passerà in televisione avremmo dovuto togliere comunque quelle parti per cui adesso che ne abbiamo avuto la possibilità l’abbiamo fatto direttamente noi. Immagino comunque che siano molto genitori di ragazzini tra i 5 e gli 8 anni che non hanno piacere che i propri figli imparino così le parolacce. Non lo so, forse l’ho fatto solo per me…

Avatar

Come si può vedere dai vari making of la lavorazione di Avatar è stata particolarmente lunga e faticosa. In più molte delle tecniche che avete utilizzato per arrivare al risultato finale sono totalmente inedite. Che effetto le ha fatto il film la prima volta che l’ha visto nella sua versione definitiva?
Cameron: Ho aspettato che il film fosse completamente finito prima di vederlo in 3D e alla prima proiezione mi sentivo pronto per un infarto. Anche perché l’ho visto con parte del cast – c’erano  Sigourney Weaver, Zoe Saldana e Sam Worthington – e qualche amico – Steven Spielberg e Arnold Schwarzenegger. Per cui doveva per forza essere bello! Ma sentivo che agli alti stava piacendo, per cui sono riuscito a rilassarmi e mi sono divertito.
Landau: E meno male, visto che mancavano solo due settimane alla sua uscita in sala!
Cameron: Sì, non c’era più tempo per fare nulla. Era finito. Per cui quando l’ho visto e mi è piaciuto mi sono sentito molto sollevato.

Parliamo dei due seguiti annunciati del film. Cosa ci può dire a riguardo?
Cameron: Ci sto lavorando. C’è ancora un sacco da scrivere, una marea di cose da disegnare e da organizzare, ma ci stiamo lavorando. Ti posso dire questo: al momento il nostro piano è quello di girare Avatar 2 e Avatar 3 insieme per poi farli uscire a un anno di distanza l’uno dall’altro, nel 2014 e 2015. Per fare una cosa del genere, a livello produttivo, dobbiamo affinare e velocizzare molti dei processi tecnici che abbiamo sviluppato. Direi che in questo momento siamo concentrati principalmente su questo aspetto.
Landau: Sicuramente c’è un importantissimo aspetto tecnico, ma bisogna considerare anche la storia. Facendo finta che non sia di fianco a me, io conosco James, so che ha già messo mano a due sequel (Aliens e Terminator 2) e so che in entrambi i casi erano delle storie che ampliavano quanto raccontato nel primo film. Quello è il nostro scopo principale.
Cameron: Certo, nessuna pressione… (ride)

A questo proposito: come sta andando con la scrittura?
Cameron
: Oddio, ma sei il mio agente?

Sfortunatamente no. Glielo chiedo visto che a quanto pare lei stra preparando anche un altro film…
Cameron
: Non posso dire nulla. Ti posso dire che sicuramente non farò nulla tra Avatar 2 e Avatar 3. Il problema è che non posso iniziare a girare Avatar 2 adesso: c’è ancora moltissimo da fare.

Avatar

Ci sono voluti più di 15 anni per avere a disposizione la tecnologia necessaria per realizzare Avatar. Oggi qual è’ il suo sogno ancora tecnicamente irrealizzabile?
Cameron: Sogno un mondo in cui tutti si impegnino per rispettare la natura. Ma ho idea che questo sia ancora più difficile da realizzare rispetto a tutto quello che abbiamo fatto per Avatar. Per quanto riguarda il cinema, penso che tutto quello che siamo in grado di immaginare sia prima o poi realizzabile. Nella seconda metà dei Novanta, quando ero a capo della Digital Domain (società americana specializzata nella produzione di effetti speciali digitali CGI), parlavo con i tecnici e li motivavo dicendo che qualsiasi cosa riuscissero a immaginare era possibile da realizzare. Ma non era vero. All’epoca c’erano anche molte barriere, ostacoli. Oggi la situazione è completamente differente. Posso immagine una macchina da presa 3D più piccola e leggera che si possa usare senza l’aiuto di tecnici o una camera virtuale che si in grado di farmi vedere gli effetti speciali mentre giro. Posso immaginate tutto quello che voglio e ho la consapevolezza che fra 5 o 10 anni tutto questo sarà la realtà. Per me il limite era riuscire a rendere al meglio le interpretazioni degli attori. E ci sono riuscito. Il problema adesso è rendere tutto meno costoso.

Pare che Sigourney Weaver abbia dichiarato che il suo personaggio non è realmente morto e che la rivedremo nei sequel. Cosa ci può dire: Grace è morta o no?
Cameron
: Nessuno muore veramente nei film di Sci-Fi! Diciamo che se Grace sia viva o meno probabilmente dipende più dall’agente di Sigourney…

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In Tron: Legacy sono stati in grado di far recitare una versione di 30 anni più giovane di Jeff Bridges. È questo il futuro?
Landau
: Sì, ma chiariamo subito una cosa. Loro hanno fatto Jeff Bridges che fa Jeff Bridges. Non è che hanno preso Jeff Bridges per fargli fare Charlton Heston o qualcun altro. Quello che voglio dire è che un attore è comunque quell’attore. Nessuno può fare Marilyn Monroe se non lei stessa. Gli effetti CG sono una versione del 20° secolo degli effetti prostetici. Alla fine è sempre e comunque l’attore a fare la differenza.
Cameron:  La questione è che è molto facile rendere più vecchie le persone con il trucco prostetico. Farle più giovani è difficile. Se invece utilizzi la Computer Grafica puoi fare un intero film con un solo attore che appare a diverse fasi della sua vita: a 10 anni, 19, a 45 che magari è la sua vera età e poi a 100. Quando le invecchi puoi decidere di utilizzare una maschera e del semplice trucco. Se vuoi però che sia lui a 19 anni devi per forza di cose usare la CG, la motion capture.

È vero che sta costruendo un sottomarino per andare nella Fossa delle Marianne?
Cameron: Sì, assolutamente! C’è un equipe di scienziati australiani che ci sta lavorando e l’anno prossimo ci andremo.

Utlizzerà delle riprese nei due seguiti di Avatar?
Cameron: Non lo so e per adesso non mi interessa pensarci. Tutto quello che so è che andrò a 11000 metri di profondità. E poi, sai, non tutto ha a che fare con il cinema!

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