La donna della mia vita

I numeri intanto: al secondo weekend di proiezione il film di Luca Lucini scende dal quarto al sesto posto tra i film più visti. Totalizza finora 1.859.000 euro (un terzo dei quali nell’ultima settimana) in un momento difficile come il periodo prenatalizio. Adesso è presto per fare i conti, ma un’occhiata ai primi venti incassi del fine settimana è utile per capire con chi se l’è vista La donna della mia vita.

E il film? Storia di due fratellastri strafighi, figli di una mamma disfunzionale (Stefania Sandrelli). Il maggiore (Alessandro Gassman) è un ginecologo fetentissimo womanizer, che maltratta contemporanemante la moglie e numerose amanti. Il minore (Luca Argentero) è un tenero sentimentale, che piange per amore e ha tentato il suicidio con le pillole antimenopausa della mamma.  La vita di Argentero è risollevata dall’incontro con una ragazza tenera e sentimentale come lui (Valentina Lodovini), reduce da una storia con un fetentissimo dongiovanni, che – sorpresa sorpresa – è il fratello cattivo… Equivoci e scambi di persona fino alla fine del film.

Sì, ma il film com’è? Io mi sono divertito, altri molto meno, non so che dire. Non è certo un’opera dalla densità estetica incontestabile. Né vuole esserlo: è una commedia romantica con un cast notevole (oltre ai già citati: Sonia Bergamasco, Giorgio Colangeli, Franco Branciaroli [!], Gaia Bermani Amaral, Lella Costa nei panni più o meno di se stessa) e una sceneggiatura da pochade ben bilanciata. Ci sono però alcune cose curiose/interessanti/insolite che mi hanno divertito, forse perché il genere lo conosco poco.

1) La femminilizzazione del protagonista maschile. Il personaggio di Argentero è il vero centro del film: poggia su di lui buona parte  dell’aspetto ridicolo della vicenda, è il protagonista del romance principale, è il personaggio che cambia di più e più imprevidibilmente nel corso del film. Ed è un personaggio nettamente femminilizzato. Lucini aveva già fatto qualcosa del genere con Scamarcio in L’uomo perfetto, ma qui è tutto molto più esplicito. La definizione del personaggio privilegia caratteristiche tradizionalmente associate alle protagoniste femminili (sensibilità, emotività, disposizione alla sorpresa). La sceneggiatura detta trasformazioni narrative abbastanza inusuali per l’eroe della commedia (tradimento, abbandono, disperazione, conversione euforica a nuova vita). L’interpretazione di Argentero restituisce un personaggio metrosexual e bamboccione dai modi più che vagamente effeminati, anche e soprattutto  quando si trasforma [SPOILER ] in fatuo tombeur de femmes.

2) Via italiana alla romcom. A posteriori la ricetta sembra semplice e la sceneggiatura potrebbe essere tratta da uno dei testi base dell’educazione sentimentale dei giovani italani negli ultimi trent’anni: Teorema di Marco Ferradini. Anche il set valoriale non è esattamente originale: vittimismo+famiglia+figli+ereditarietà+buon senso intergenerazionale+le donne sono tutte un po’ zoccole+gli uomini sono tutti un po’ cornuti. Dal punto di vista ideologico il risultato può essere rivoltante. Ma io – ahimé – non faccio il commissario del popolo e mi pare che, dal punto di vista della riuscita spettacolare, la cosa funzioni.

3) Quale target? L’ho visto il primo giorno di programmazione, credo addirittura al primo spettacolo, prima di ogni possibile passaparola. La sala era piena di signore ultrasessantenni, ho pensato “Cosa ci fanno qua?”. La risposta è arrivata presto: ridono parecchio. Il film infatti si rivolge ad almeno due target distinti, ai quali propone due film diversi. Quelli con un’età compresa tra Argentero e Gassman, com’è abbastanza prevedibile. Ma anche quelli e quelle che hanno l’età di Stefania Sandrelli e che osservano sullo schermo – direi con soddisfazione – coetanei alle prese con corna, figli imbranati, ripensamenti amorosi, paternità incerte, maternità ossessionanti. Gli anziani, inutile girarci attorno, sono i veri scapestrati del film, i titani in grado di sfidare in termini di commedia la morale comune. I 30-45enni al massimo pagheranno gli alimenti all’ex moglie.

Bonus. I protagonisti del film sono ricchi sfondati. Una volta tanto, in un film italiano, si capisce da dove arriva quella casa grande e così finemente arredata.

4 Comments

  1. Marpo
    Posted 10 dicembre 2010 at 06:21 | Permalink | Rispondi

    Ciao,
    non ho visto il film però questo tipo di morale è una delle cose che, in passato, mi ha fa lasciare dei cinema con un certo casino durante la proiezione.
    Probabilmente con l’età sono diventato un musone ho perso di vista che in fondo “sono solo film”.

  2. paolo
    Posted 10 dicembre 2010 at 16:05 | Permalink | Rispondi

    Quel tipo di morale la trovo abbastanza insopportabile anch’io. Qui forse mi è sembrata mitigata dal tono scanzonato e dal fatto che gli esempi di vita meno rassicuranti arrivano dagli anziani.
    Prima o poi dovremmo fare un post sui film che ci hanno fatto uscire dal cinema… A te quando è successo?

  3. paolo
    Posted 13 dicembre 2010 at 12:52 | Permalink | Rispondi

    Update. Settimo posto tra gli incassi della settimana 6-12 dicembre. Insomma, tiene bene.

  4. Marpo
    Posted 13 dicembre 2010 at 19:22 | Permalink | Rispondi

    Stavo per uscire da DogVille, schiumando, ma alla fine ho avuto un orgasmo. Sono uscito dal primo film di Muccino e mi sono ficcato in un altra sala dove c’era un film di Loach (!).
    Poi sono uscito anche da ” La sconosciuta” di Tornatore, mandandolo anche a quel paese.Non dipende tanto dalla qualità del film,è che sono divenuto intollerante.
    (“sono uscito” sembra che invece di uscire dalle sale esco dalla pellicola come nella “Rosa Perpurea del Cairo”,ma l’ho lasciato perchè sarebbe bello.entrarci)

One Trackback

  1. By Quasi quasi esco… « secondavisione on 17 dicembre 2010 at 09:02

    […] lettore Marpo commentando La donna della mia vita (che non ha visto!) suggerisce come se fosse nulla un argomento che mi […]

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