Quasi quasi esco…

Il lettore Marpo commentando La donna della mia vita (che non ha visto!) suggerisce come se fosse nulla un argomento che mi piace molto.

Uscire dal film. Non nel senso di Tom – Jeff  Daniels ne La rosa purpurea del Cairo, ovviamente. Nel senso di andarsene, lasciare la sala rumorosamente affinché tutti sappiano che il film ci irrita tanto. Così tanto che i soldi del biglietto sono un dettaglio trascurabile. Vi è mai successo?

Marpo ha raccontato le sue esperienze: Dogville (quasi, poi scongiurato) e La sconosciuta. Aggiungo le mie: Family Life (ma un po’ per fare il fenomeno, lo ammetto) e Barry Lyndon, ma solo perché avevo una tosse persistente e gli spettatori del vecchio cinema Lumière erano sul punto di linciarmi.

E voi, colleghi e amici?

13 Comments

  1. babidec
    Posted 17 dicembre 2010 at 09:59 | Permalink | Rispondi

    “Amore tossico” (C. Caligari) e “L’isola perduta” (J. Frankenheimer). Nel primo caso perchè non sopporto la vista di oggetti puntiformi necessari all’assunzione di sostanza stupefacente attraverso vena. Dopo aver perso i sensi un paio di volte (da seduta, ovviamente) ho deciso di arrendermi.
    Nel secondo, invece, perchè ho avuto una bella crisi di panico/pianto adolescenziale e la vista di Marlon Brando in versione “montagna-umana” non aiutava certo a placarla …
    A pensarci bene devo essere fuggita ancha da una proiezione di “Porci con le ali” (P. Pietrangeli) ma solo perchè era un film veramente irritante.

  2. Posted 17 dicembre 2010 at 10:30 | Permalink | Rispondi

    Non credo di essere mai uscito da una proiezione “normale”, ma dovrei pensarci un po’…
    Ai festival invece càpita, qualche volta. Il ricordo più vivido è “Drawing Restraint 9” di Matthew Barney, abbandonato a due terzi della proiezione in Sala Grande a Venezia, tra gli improperi. È stato il giorno in cui io e Bjork abbiamo rotto.

  3. Posted 17 dicembre 2010 at 11:19 | Permalink | Rispondi

    Non mi era mai capitato prima di questa estate a Venezia. Ho Ma non sono riuscita a resistere alla scena mangia vomito de “il fosso” (avevo appena fatto colazione) e a “passione” di Turturro.
    Ma forse, a pensarci bene, ho visto a pezzi “l’acchiappasogni”, uscendo piu’ volte di sala fingendo di andare al bagno perche’ non era una visione piacevole (e si, lo ammetto, pure perche’ sono una fifona del cavolo e nella mia adolescenza lo ero ancora di piu’).

  4. Valido
    Posted 17 dicembre 2010 at 12:47 | Permalink | Rispondi

    Sono uscito solo una volta da Silent Hill per emicrania trapanante, ma ho visto una sala letteralmente dimezzarsi alla fine del primo tempo di The New World. Tipo che vedo tutti incamminarsi verso il bar, e io con loro, tranne che io rimango l’unico a fermarsi effettivamente al bar… fu una scena surreale.
    Ai concerti invece ultimamente mi capita spessissimo.

  5. Valido
    Posted 17 dicembre 2010 at 12:49 | Permalink | Rispondi

    No, frena, Birdemic dopo 10 minuti secchi. Checcazzo. Ho pure incrociato l’organizzatore della serata che mi ha chiesto come mai me ne andavo, e gliene ho dette di tutti i colori.

  6. Posted 17 dicembre 2010 at 15:34 | Permalink | Rispondi

    ricordo un Casa Howard: mi addormentavo, poi con fatica cercavo di star sveglio. Al terzo risveglio sono uscito dicendo: ‘vabé a dormire posso anche andare a casa’

  7. paolo
    Posted 17 dicembre 2010 at 15:54 | Permalink | Rispondi

    @ Valido: guarda cosa sono andato a ripescare:
    http://www.splinder.com/myblog/comment/list/6845527

    Filologia di splinder. Qualcuno prima o poi dovrà cominciare a farla…

    Visto che ci sono aggiunto un titolo che avevo completamente rimosso: “Lista d’attesa”, simpaticissima commedia cubana del 2000. Credo di aver resistito 20 minuti.

  8. Posted 17 dicembre 2010 at 19:55 | Permalink | Rispondi

    Non sono mai uscita a metà di una proiezione ma me n’è venuta la voglia durante Redacted di Brian De Palma e I Cavalieri che Fecero l’Impresa di Pupi Avati. La cosa che mi ha sconvolto fu la gente che usciva neanche a metà di Brokeback Mountain. A Londra, eh, non a Canicattì (per dire, eh, niente contro gli abitanti di Canicattì).

  9. Francesco
    Posted 19 dicembre 2010 at 16:39 | Permalink | Rispondi

    L’unico film di cui ho interrotto la visione è stato “L’albero, il sindaco e la mediateca” di Rohmer, ma ero quindicenne.

  10. Posted 19 dicembre 2010 at 18:41 | Permalink | Rispondi

    “Tano da morire” l’acclamato (ma da chi?) esordio di Roberta Torre.

  11. fedemc
    Posted 20 dicembre 2010 at 19:07 | Permalink | Rispondi

    sono uscito prima
    della fine di elizabethtown.
    ‘mazza, chemmerda.
    quello, u un film turco
    visto a venezia,
    di cui non mi ricordo nulla,
    se non che dopo un’ora
    non c’avevo capito ancora un cazzo
    e quindi ciao ciao.

    • babidec
      Posted 20 dicembre 2010 at 22:27 | Permalink | Rispondi

      T’invidio, non sai quanto, Fede! Davanti a Elizabethtown (una palla senza capo né coda) io potevo soltanto sorridere, fingere di gradire e sonnecchiare di tanto in tanto. Brutta cosa le migliori amiche pazze di Orlando Bloom -_-‘ (uno che per me è un nome, una marca, una fetenzia)

  12. Marpo
    Posted 21 dicembre 2010 at 12:50 | Permalink | Rispondi

    Da un altro film sono fuggito addormentandomi e dormendo per più di un’ora.Era “the Insider” con Al Pacino e Russel Crowe.
    Mi hanno rovinato il sogno svegliandomi perché russavo in modo indecoroso (mi han detto).
    Maledetti snob!

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