Hereafter, Clint Eastwood, 2010

Questa non è una vera e propria recensione. Più che altro è una richiesta di aiuto. Durante la proiezione di Hereafter mi sono trovato ripetutamente a pensare cose del tipo “No, Clint Eastwood non sta veramente girando un film in cui compare un cuoco italiano che sembra lo Chef Tony“. Oppure “No, Clint Eastwood non può immaginare che una reporter francese scampata allo tsunami si infili nella vasca da bagno con un bicchiere di rosso appoggiato al seggiolino degli asciugamani”. Oppure “No, Clint Eastwood non fa film in cui appaiono bambini-molto-maturi-per-la-loro-età”.

Per cui, in attesa di rivedere il film (se ci riesco) e provare a capire se qualcosa mi è sfuggito, vorrei che qualcuno mi aiutasse a trovare delle giustificazioni che attenuino la delusione.
Tipo: “Beh, quanti film veramente belli sull’Aldilà ti vengono in mente?”. Pochi, pochissimi.
Oppure “Beh, in fondo i film con la parola ‘aldilà’ nel titolo possono essere peggiori, molto peggiori di così”.
Basterà?

IMDB | Trailer

13 Comments

  1. Posted 10 gennaio 2011 at 12:05 | Permalink | Rispondi

    su Chef Tony non posso aiutarti.
    la tipa è una gnocca intellettuale in carriera, magari è normale che abbia un calice di rosso sul bordo della jacuzzi (forse prima dello tsunami si fumava anche un cohiba nella vasca).
    i gemellini hanno 12 anni, io ho trovato credibile il loro comportamento in quel contesto.

    se ti è di aiuto, prova a convincerti che queste cose le ha imposte Spielberg.

    g.

  2. Posted 10 gennaio 2011 at 13:16 | Permalink | Rispondi

    Io mi associo ai tuoi dubbi, e ne aggiungo un altro:
    ma è davvero Pizza Express il posto in cui è girata la scena finale oppure ho le visioni anch’io?

  3. Stefano
    Posted 10 gennaio 2011 at 14:41 | Permalink | Rispondi

    Visto ieri sera: all’uscita dalla sala ero perplesso. Ora, ripensandoci, penso che il film sia proprio orrendo e che Clint (che fino a ieri amavo molto) sia pronto per la pensione.
    Ma vogliamo parlare di Matt Damon visionario-con-superpoteri a causa di un’operazione?
    O delle inequivocabili prove scientifiche sull’aldila’ boicottate da integralisti religiosi?? (che senso ha?? e che cacchio di prove poi??)
    Insomma, mi ha pure un po’ innervosito…

  4. walter
    Posted 10 gennaio 2011 at 18:55 | Permalink | Rispondi

    ….io credo che qualunque storia sviluppata sulle onde di un argomento così complesso meriti la nostra attenzione e il nostro rispetto;l’atto di coraggio in sè rimane tale anche rischiando l’esposizione a tutte le nostre perplessità di cineamatori un po’ troppo materialisti. Le emozioni sincere e la commozione profonda per il senso di vuoto dei protagonisti di fronte all’incertezza del “dopo” comunque restano…le storie si possono condividere o meno,la capacità di raccontarle è materia per pochi….

  5. paolo
    Posted 10 gennaio 2011 at 19:39 | Permalink | Rispondi

    @ Gigi: ma io tutto sommato voglio bene anche a Spielberg. Tu dici che alcune cose hanno veramente il suo marchio?

    @ B. e Stefano: così però non mi aiutate molto! Pizza Express…

    @ Walter: sono d’accordo con te, il film merita rispetto e forse il mio sarcasmo a buon mercato non è il modo migliore per manifestarlo.
    Ma, scusa la domanda retorica, diremmo lo stesso se il film fosse di Michele Placido o di Gabriele Muccino? Oppure ci staremmo già esercitando a chi fa la pernacchia più sonora? Le storie sono senz’altro difficili, ma a me qua pare mancare proprio quella “capacità di raccontarle” di cui parli tu.

  6. Posted 10 gennaio 2011 at 20:00 | Permalink | Rispondi

    E tu vivrai nel terrore – L’aldilà non lo inserirei proprio nella categoria peggiori… Cmq, sarà che pensavo di trovarmi davanti tutt’altra roba ma a me Hereafter non è dipiaciuto per nulla, con qualche piccola riserva ovviamente, non è tra i capolavori di Eastwood ma se la porta a casa ampiamente. Come sempre il vecchio Clint è capace di emozionare con delicatezza senza calcare la mano cercando di commuovere in maniera ricattatoria e per me è un gran pregio.

  7. walter
    Posted 10 gennaio 2011 at 20:12 | Permalink | Rispondi

    …quella che nelle mani di un buon cineasta può diventare spettacolo è l’attitudine a trasformare le esperienze più semplici in esplosioni scintillanti..anche io adoro gli effetti speciali e il ritmo incalzante del cinema odierno,ma se vuoi affrontare l’immensa voragine che ci aspetta quando la nostra vita non sarà più nostra devi rassegnarti ad osservare l’ignoto con gli occhi del trascorrere quotidiano …Eastwood non vuole darti spiegazioni,vuole soltanto aiutarti a guardare nella direzione giusta,col tocco magico della leggerezza…

  8. antonietta
    Posted 10 gennaio 2011 at 20:28 | Permalink | Rispondi

    pur rispettando l’opinione di ognuno, io confesso di aver trovato il film scontato e banale, aggiungerei che si tratta di un film lento, dallo svolgimento prevedibile…. niente di paragonabile ai capolavori a cui ci ha abituato il grande Clint…. che stia invecchiando?!

  9. lorenzo
    Posted 11 gennaio 2011 at 14:49 | Permalink | Rispondi

    Secondo me è solo una interpretazione di Clint del tema che, arrivato a 80 anni, si è sorpreso ad affrontare. Alla fine quando non si hanno le risposte di cui abbiamo bisogno cerchiamo in tutti i modi di ottenerle fino al punto di costruircele. Chi trova la “giustificazione” scientifica, chi il santone di cui fidarsi e chi alla fine rimane solo nei sui dubbi avendo scoperto la vanità della ricerca…

  10. annamaria
    Posted 11 gennaio 2011 at 15:26 | Permalink | Rispondi

    Anch’io son rimasta delusa. A parte il finale banale, ho notato alcune incongruenze…il bambino che incontra tanti ciarlatani e poi crede ciecamente al sensitivo visto su Internet, oppure Jason che dice che l’aldilà è un posto bellissimo ma salva la vita al fratello…

  11. Latifah
    Posted 12 gennaio 2011 at 12:54 | Permalink | Rispondi

    Visto domenica sera. Ho pianto per un’ora, ma questo non toglie che il film sia noioso e banale. Il finale poi… incommentabile.

    Ieri sera ho visto “Amabili resti”. Se vogliamo includerlo nei film sull’aldilà, per me è sicuramente superiore.

  12. laulilla
    Posted 16 gennaio 2011 at 16:17 | Permalink | Rispondi

    Visto che chiedi un aiuto, provo a indicarti la mia recensione sul mio blog, che trovi su questa stessa piattaforma di wordpress. Tieni presente che, personalmente, non sono affatto propensa a credere a ciò che non è scientificamente provato, anzi, sono scientista e miscredente. Tuttavia mi pare che del film si possa dare una lettura completamente opposta. Spero di aver contribuito a chiarire quale.

  13. Paolo
    Posted 19 gennaio 2011 at 18:32 | Permalink | Rispondi

    Secondo me Eastwood ha dimostrato ancora una volta una sensibilità ed una delicatezza nell’affrontare i temi e nel toccare le emozioni dello spettatore, veramente fuori dal comune. Il film non da, a mio avviso, risposte sull’aldilà, si pone delle domande, questo si, ma tocca a noi rispondere (se vogliamo). Tutto ciò non toglie che ci siano dei difetti, come quelli citati nel post, (vedi chef tony) inusuali per lui e che sia a tratti un po’ noioso; Comunque a fare da contraltare c’è la scena iniziale (mozzafiato e molto molto realistica) ed anche quella del bambino durante la seduta con il sensitivo. A tale proposito: solo a me Matt Damon è sembrato migliore del solito? Io non lo amo particolarmente, ma qui mi è sembrato molto molto bravo, forse è il brizzolato a renderlo più credibile.

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  1. […] il 2011 con i funambolismi: gli ascoltatori non si sono decisi e quindi trenta secondi per Paolo e Hereafter e trenta secondi per Tommy e American Life. […]

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