F, Johannes Roberts, 2010

Caro amico, ti scrivo...

Caro amico, ti scrivo...

Caro e vecchio film d’assedio, era tanto che non ci vedevamo. Mi sei tanto mancato in questi ultimi anni. Dove eri finito? Fino a poco tempo fa, ci si vedeva molto più spesso. Colpa mia o colpa tua? Aspetta, fammici pensare. C’ho pensato. Io propendo più per la seconda ipotesi. D’altra parte, com’è noto, io sono sempre in giro. Tu invece sei invecchiato. Mi dispiace dirtelo, ma è così. E c’è stato un momento in cui facevi come quegli amici noiosi che quando gli chiedi di andare a bere una birra di mercoledì sera, rispondono con quelle frasi orrende come: “No, ma dai, di mercoledì! Poi, a parte che fa freddo, domani devo lavorare!”. E col fatto che “domani devi lavorare”, sei diventato pigro, non uscivi più. Una noia sinistra. Ti ricordi? Poi c’è stato quel momento in cui hai detto: “Basta, io qui non ci sto più. Sai che ti dico? Me ne vado in Francia!”. Io lo sapevo come sarebbero andate le cose, però non volevo fare quello geloso o rompicoglioni e non ti ho detto nulla. Tu avevi raggiunto il limite della sopportazione, si vedeva che qui non ti divertivi più. Giustamente hai fatto bagagli e te ne sei andato. Ti sei trasferito a Parigi a fare il figo. E cos’è successo? Che sei finito  a fare tardi la notte con quei due zarri di Luc BessonFlorent Emilio Siri. Io ero anche contento del fatto che tu avessi conosciuto qualcuno. Almeno hai ripreso un po’ a farti vedere in giro, ad avere una vita sociale. Però, cazzarola, ti rendi conto di quello che facevi? Guarda, io non voglio infierire, ma ti dico solo due robe: Nido di Vespe. E aspetta. Ti dico pure Banlieue 13.

Corri postino corri!

Corri postino corri!

Lo so, son colpi bassi. Ma mi sembra giusto tirare fuori tutto una volta per tutte. E certo, parliamo anche del fatto che all’epoca di quelle due robe lì, io comunque ti son stato vicino. Son venuto a trovarti e mi ricordo che ti ho anche detto: “No, ma ti vedo bene… Sì, sì, sei in forma!”. Ma scusa, cosa cazzo avrei dovuto dirti? Io lo sai che ti voglio bene. Te ne ho sempre voluto bene e te ne vorrò sempre. E anche se tra di noi c’è stata della maretta, io ho sempre sperato di ritrovarti in forma, di rivedere in te  il vecchio ghepardo di una volta. Certo che tu me ne hai fatte passare tante. Ma sei così, amico film d’assedio. Sei imprevedibile. Scompari per anni, ti fai trovare in condizioni quasi imperdonabili e poi – dal nulla – mi torni alla grandissima.

Mi ha detto Gianni che ti sei messo a fare parkour!

Mi ha detto Gianni che ti sei messo a fare parkour!

E questa volta sono sincero. Non lo dico solo per l’affetto che ci lega. Te lo dico perché le cose stanno veramente così. Si vede che in questi anni di silenzio, hai ritrovato quella forza che ti era venuta a mancare, quella fotta di dire la tua. L’hai trovata in un film piccolo, inglese, di solo 75 minuti. Ma è giusto così! Old school! Ti sei chiuso in una scuola per adolescenti dall’irresistibile accento cockney e hai messo da una parte un professore vecchio, dal fare stanco e svogliato. E dall’altra hai messo questi strani folletti, questi demoni dalle sembianze umane, con la felpa col cappuccio e il volto reso invisibile da un passamontagna nero. E poi hai ingranato la quinta. Nessuna motivazione, nessuna arzigogolata spiegazione. Solo una minaccia muta e inarrestabile contro cui combattere per rimanere in vita.  Tutto qui. Ma che bello! Quando ti ho visto così, ho ritrovato quel caro vecchio amico che non vedevo più da tempo. Ti ho riabbracciato e insieme abbiamo cancellato quegli anni bui e dolorosi. Ho riconosciuto anche quando ti sei messo  fare il simpatico e hai piazzato la solita citazione da Distretto 13 (quella lì, coi foglietti che volano come se fossero dei grandi fiocconi di neve…). E il tema musicale? Vecchia canaglia! Ed è stato bello vedere che per tornare in forma, hai capito che quello che ti serviva erano solo due o tre cose messe al posto giusto. Avrai anche speso pochissimo, vero? Giusto per quelle due sequenze in cui si vede tanto tanto sangue. No, guarda, non me lo dire neanche. Mi piacere rimanere nel dubbio. Anche perché qui sei stato talmente asciutto da diventare minaccioso e pericoloso in modo quasi astratto. Ma non roviniamo il momento: io sono molto felice che grazie a questo tuo nuovo amichetto, Johannes Roberts, adesso sei felice. Non ti far abbattere dai votini poco generosi che ti becchi su IMDB. Te lo ripeto: sei in gran forma. Ah, salutami David Schofield e digli che è stato bello rivedere pure lui. Ci si vede tra un po’. Stammi bene.

Passano gli anni, ma sei sempre il solito...

Passano gli anni, ma sei sempre il solito...

IMDB | Trailer

One Comment

  1. Posted 19 gennaio 2011 at 10:54 | Permalink | Rispondi

    Q-U-O-T-E

    <3 <3 <3

    ;)

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