My Soul To Take, Wes Craven 2010

Nell’anno terribilis in cui la Platinum Dunes ha estratto dal proprio cilindro (pochissimo magico) il remake di Nightmare, Wes Craven ha deciso di tornare a dire la sua. Non solo circola da poco il trailer di Scream 4 (un film di cui tutti sentivano il bisogno. Quasi come di Spy Kids 4), ma ha anche fatto uscire in sala la sua ultima prova come regista: My Soul To Take. Stavo dando un’occhiata alla filmografia da regista di Wes Craven. Perché direi che la cosa più importante da dire, è che noi giovani appassionati del cinema horror, quando sentiamo il nome Wes Craven, ci mettiamo subito in all’erta. Wow, un nuovo film del mostro sacro Wes Craven! Sarà bellissimo! E invece, come l’altro nostro amico Dario Argento, Wes non ne becca una neanche per sbaglio da tantissimi anni. Prima di My Soul to Take, ha diretto Red Eye. Com’era Red Eye? Una merda. Prima di Red Eye, c’è stato Cursed – Il Maleficio, sui cui stenderei una trapunta pietosa. Prima della trapunta pietosa, c’era stata la trilogia di Scream su cui, se proprio volete, possiamo discutere. Tra l’altro scopro solo ora che tra il secondo e il terzo, Wes ha infilato un La Musica del Cuore. Trama de La Musica del Cuore? Troppo bella per essere vera: una maestrina insegna a dei ragazzi di Harlem il potere del violino. Figurano nel cast attori del calibro di Aidan Quinn e Gloria Estefan (ci sono anche Meryl Streep e Angela Bassett, ma fanno meno ridere). Concludiamo questa discesa verso gli inferi citando Vampiro a Brooklyn. Film su cui voglio sperare nessuno abbia da dire nulla. Guardiamo la data: 1995. E fanno 15 anni che Wes Craven fa solo puttanate.

Wes getta un malinconico sguardo alla sua carriera. Fatta di puttanate.

Wes getta un malinconico sguardo alla sua carriera. Fatta di tante puttanate.

Detto questo, esce My Soul to Take e mi parte l’embolo. Chissà che bomba sarà My Soul to Take! E invece, incredibilmente, contro ogni previsione ragionevole, è un’altra puttanata. L’ennesimo film sbagliato. Trama! Un terribile serial killer schizofrenico terrorizza la classica cittadina periferica americana. Dopo aver ucciso la moglie (che era incinta, ma lui l’ha squartata e ha tirato fuori il bambino), scompare. Proprio ma tipo esattamente nel momento precisissimo esatto in cui scompare, nascono sette bambini. Flashforward di tot anni, che ovviamente servono a traghettare i sette bambini nei difficili anni dell’adolescenza. La notte della scomparsa del serial killer (il compleanno dei giovinastri) è una specie di ricorrenza macabra per la cittadina periferica americana. I giovani fanno le feste quelle coi falò, che mettono in allarme i diligenti sceriffi delle periferiche cittadine americane, e addirittura inscenano uno strano rito propiziatorio. Costruiscono un pupazzone che rappresenta il serial killer e uno di loro, scelto a caso, lo deve sconfiggere. Se non lo sconfigge, l’anno andrà male e succederà qualcosa di brutto. E, facendola molto breve, ci sono dei giovani adolescenti, sembra che sia tornato il serial killer e i ragazzi muoiono uno via l’altro. Chi sarà il colpevole? Tra i giovani citiamo l’asiatico che muore nei primi 10 minuti, il bullo che pensa solo alla pheega, l’invasata religiosa, la bionda stronzetta, la capa della scena, il nero cieco e buonone, il nerd forse mezzo pazzo e il protagonista, a.k.a. il disadattato.

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My Soul to Take è un film decisamente strano. Oltre ad aver subito ingiustamente il trattamento 3d (qui veramente di rarissima inutilità), sembra essere stato scritto dai lamantini di South Park (chi ha visto la puntata, l’ha presa. Per gli altri: My Soul to Take sembra scritto a caso). La struttura sembra ricalcare tutti i classici punti dei vecchi film di Craven (gruppo assortito di giovani con strani poteri e ovvie pulsioni, un assassino che torna dal passato, genitori che ne sanno una più del demonio), ma talmente tanto e in modo talmente pedissequo, da far sembrare il filmquasi una parodia. Senza tenere conto che ci sono alcune delle sequenze più strane e senza senso che io abbia mai visto in un film mainstream. Le cose sembrano procedere talmente a casaccio che c’è un momento in cui il film diventa veramente appassionante: citazioni a cazzo da Edgar Alan Poe, schizofrenia, migrazione delle anime, una gang di perfide ragazzine fighe, pupazzi di volatili che vomitano spruzzo… una follia. Poi però bisogna chiudere in fretta e furia e i nodi vengono sfortunatamente al pettine. Risulta evidente che la soluzione finale c’è solo perché non se ne può fare narrativamente a meno, ma non interessa veramente a nessuno, è eccessivamente sbrigativa e – se non ho sbagliato i calcoli – altamente improbabile. Insomma, un vero e proprio pasticcio con la pecca di avere poche scene di sangue e sparse malissimo nel film, cosa che ammazza il ritmo del film. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ce ne dobbiamo fare noi nel 2011 di Wes Craven? Lo aspettiamo sotto casa per prenderlo in giro o aspettiamo che tiri fuori un capolavoro?

Uno degli sceneggiatori del film

Uno degli sceneggiatori del film

IMDB | Trailer

7 Comments

  1. Marpo
    Posted 31 gennaio 2011 at 07:57 | Permalink | Rispondi

    Sembra la recensione di un numero qualunque di Dylan Dog (tranne rari casi).
    Complimenti per la foto del bestio che fa la pernacchia con l’ascella!(o il gesto dell’ombrello, comunque esplicativo!)

  2. Francesco
    Posted 31 gennaio 2011 at 14:58 | Permalink | Rispondi

    Io l’ho visto a Venezia, La musica del cuore. Una puttanata gigante. All’epoca pensai che gli fosse successo qualcosa, come un evento che ti cambia radicalmente.
    Ora sarebbe bello un bel film a episodi, diretto da lui e Argento. Ma purtroppo Darione nostro è impegnato, dal prossimo mese, nelle riprese di Dracula 3D.

  3. fedemc
    Posted 31 gennaio 2011 at 15:00 | Permalink | Rispondi

    che tra l’altro dracula 3d c’ha una locandina che spaccheggia!

  4. manu
    Posted 31 gennaio 2011 at 18:35 | Permalink | Rispondi

    Vi prego, non dico photoshop, ma almeno Paint installiamolo sul PC di Dario e dei sui grafici

  5. Posted 1 febbraio 2011 at 14:15 | Permalink | Rispondi

    … devo forse richiamare alla vostra memoria il Bingo di Wes Craven ?

    http://bit.ly/fwpCv0

  6. Posted 6 febbraio 2011 at 18:14 | Permalink | Rispondi

    Leggo dell’audacia nell’inserire un dugongo così, senza avvertirmi :)

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