Another Year, Mike Leigh, 2010

Quest’anno Mike Leigh festeggia 40 anni di carriera: quattro decadi in cui ha girato una quindicina scarsa di film, di solito con ottimi attori che interpretavano personaggi per lo più comuni, inglesissimi, spesso popolari. Ogni tanto Leigh ha cambiato prospettiva: uno dei suoi lavori a mio avviso più riusciti, Naked, è davvero qualcosa di diverso rispetto ai film che lo seguono e lo precedono. Pur usando sempre lo stesso metodo di origine teatrale, quello della improvvisazione controllata e preparata, il film del 1993 spingeva Leigh al di fuori dei suoi interni, dei suoi personaggi, della sua quotidianità per affondare nella disperazione senza un fulcro che non fosse quello (assai instabile) del protagonista.

In Another Year, invece, Leigh parte dal fulcro e mette in mezzo al film, salda come una roccia, la coppia di protagonisti Tom e Gerry Hepple (Jim Broadbent e Ruth Sheen), lei psicologa, lui geologo. Abitano a Londra, ma non in centro, hanno un “orto urbano” che curano con amore, un figlio trentenne e una serie di parenti e amici più o meno tristi e disperati. Attraverso quattro fine settimana, uno per stagione, Leigh ci racconta un anno nella vita della coppia. Un anno in cui si cambia poco e si parla molto, com’è abitudine nelle sceneggiature del regista. Un anno in cui tutto è in ebollizione, tranne i due, fermi e quasi impermeabili, sempre sorridenti e cortesi, perennemente nel giusto, senza un cedimento o una debolezza.

Il film, però, parte in tutt’altro modo: un primissimo piano di Imelda Staunton che reagisce con durezza alle domande del suo medico (Michele Austin, altra attrice feticcio di Leigh), collega di Gerry. La macchina da presa non si stacca dalla disperazione trattenuta a dir poco della donna, che si lamenta dell’insonnia e che lascia trasparire una vita domestica che Leigh ci avrebbe raccontato più che volentieri. E invece noi e lui ci ritiriamo nella calda, accogliente e sicura dimora degli Hepple per le successive due ore.

Niente di male, sia chiaro: il regista britannico ha una capacità acquisita ed elevata di dirigere gli attori e di fare partecipare lo spettatore al punto che, dopo mezz’ora, anche noi sapremmo riconoscere la casa-rifugio degli Hepple, il modo in cui sono disposti i mobili e le stanze. Ma l’identificazione e la condivisione non bastano: il tutto, quindi, sebbene scritto e diretto diligentemente, rimane in fondo un po’ lontano dallo spettatore, come talvolta sembra che Tom e Gerry siano rispetto ai dolori, i problemi e le solitudini che i loro amici e parenti gli portano in casa.

IMDB | Trailer

3 Comments

  1. Chiara
    Posted 8 marzo 2011 at 02:20 | Permalink | Rispondi

    Ciao!:-)
    per me l’another year non è di tom e jerry (ops Gerry, secondo me non è casuale che si chiamino come il topo il gatto, l’ho trovata una scelta volutamente ironica) ma di Mary. E’ lei che attraversa la “perfezione” patinata della coppia Hepple, questa coppia che ha sempre l’attegiamento corretto in qualsiasi situazione ma che rasenta la stucchevolezza, da un lato, ed un certo egoismo dall’altro (non sono affatto partecipi del dolore altrui, calano dall’alto una fredda comprensione). Il film, e l’anno, si chiudono con un primo piano di Mary che in quel momento è, idealmente, anche la donna con cui il film si apre.
    Chiara

    • Francesco
      Posted 8 marzo 2011 at 19:36 | Permalink | Rispondi

      E’ una bella interpretazione. Mi rendo conto che il film cresce con la memoria, a differenza di altri di cui, invece, mi dimentico presto. Buon segno.

      • Posted 9 marzo 2011 at 18:40 | Permalink

        Grazie!:-) Sì, forse è un film che ha bisogno di sedimentare un po’, e di esser visto in lingua originale, il doppiaggio mi è parso un po’ troppo “sull’orlo di una crisi di nervi”.
        Ciao!

3 Trackbacks

  1. By Vitaminic – Normalità e tragedie on 9 febbraio 2011 at 16:16

    […] Abbiamo cominciato con Another Year, di Mike Leigh, che dirige un cast di attori eccezionali, tra cui Jim Broadbent e Ruth Sheen. Sono loro la coppia protagonista, intorno alla quale gira una varia umanità in quattro weekend che “rappresentano” un anno attraverso le stagioni. Prendere o lasciare: se vi piace il cinema parlato e quotidiano di Leigh, il suo film non vi deluderà, anzi, secondo la redazione del programma è una delle migliori prove del regista. Ma forse il suo modo di raccontare sta diventando un po’ troppo simile a se stesso: ne abbiamo parlato anche nel nostro blog. […]

  2. […] amici! I voti del pubblico della trasmissione sanciscono una parità, e quindi ecco Francesco con Another Year e Tommaso con Biutiful. Trenta secondi ciascuno, anche se questa […]

  3. […] attrice – Helen Mirren per R.E.D. – Leslie Manville per Another Year – Jacki Weaver per Animal Kingdom – Carey Mulligan per Non lasciarmi – Annette Bening per I ragazzi […]

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