Il nostro viaggio nel cinema italiano: Una Canzone per Te, Herbert Simone Paragnani, 2010

Trama: Ultimi giorni prima della maturità in un liceo romano. Davide (Emanuele Bosi), un belloccio arrogante e obbiettivamente antipatico, sogna di essere ammesso al concorso MTV New Talent con il suo gruppo, i Nais Nois. Il suo gruppo si impegna abbestia, ma lui, oltre a essere incredibilmente convinto di possedere del talento, è sempre in ritardo e svogliatissimo. Lo stesso atteggiamento lo riserva alla sua storia d’amore con Silvia, la bella del liceo, interpretata da Michela Quattrociocche: tutto sembra andare per il meglio ma lui, che è uccel di bosco, non è immune alle tentazioni della carne. Tra i corridoi del liceo si aggira anche la spaurita Lisa (Agnese Claisse) che è un po’ il personaggio dark/nerd/arty che nessuno capisce, ma che sotto sotto cela un gran talento. In un sol giorno quel babbeo di Davide riesce a: arrivare in ritardo al provino per MTV, farsi smollare dal suo gruppo, tradire la sua ragazza con una, farsi immediatamente sgamare e conseguenzialmente mollare, beccare uno zero in un tema, far incazzare la povera Lisa, farsi sequestrare la moto paterna dai vigili e rompere il suo cellulare. Davide è tutto disperato (ma sempre antipaticissimo) e porta il suo cellulare a riparare da un vecchio freakettone che abita sui una panchina al parco. Il mitserioso freak, dopo aver detto due robe mezze misticheggianti, installa un giochino sul cellulare di Davide dal nome Second Chance. Giocare a Second Chance (provate a indovinare) vuol dire rivivere quella brutta giornata per vedere se il destino si può cambiare e se le cose possono migliorare, peggiorare, x. Non vado oltre nel raccontare la storia perché poi altrimenti è spoiler e non vorrei rovinarvi la sorpresa. Vi posso dire che finisce bene. Ma non come immaginate voi: no, non cade una bomba nucleare sul liceo di Davide e amici.
Giudizio Sbrigativo: Teen comedy decisamente irritante nel suo strizzare l’occhio a modelli americani pur rimanendo irrimediabilmente impantanata in una triste goffaggine italiota.
Giovani + musica + graffiti

Giovani + musica + graffiti. Che disagio.

Perché lo abbiamo visto: il percorso del guerriero verso la ricerca del sacro Graal della bassitudine cinematografica è lungo e faticoso.
Fulmine di Pegasus (aka triplo dolly carpiato con avvitamento aka la scena ricca aka buttiamo due soldi su questa sequenza che facciamo il botto aka “la mia arte si esprime nella visione”): il momento effetto speciale per far vedere che Davide torna indietro nel tempo: tutto viene come risucchiato da un buco nero e, swoooosh, back in time!
Momento Centovetrine (alias la scena povera alias hai speso i soldi per il triplo dolly, adesso quest’altra la fai con un totale di 3′ e la illumini con la luce di emergenza Beghelli, e il fonico oggi non viene perché aveva un torneo di karate): Una Canzone per Te è stato riconosciuto d’interesse culturale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e realizzato anche grazie all’utilizzo del credito d’imposta previsto dalla Legge 24 (e olè!), per cui ci sono un po’ di soldini. Questo vuole dire che il film è formalmente decente. Il tutto si traduce in una forma evidentemente televisiva, con l’aggiunta di qualche tocco “stamo affà er cinema”, che vuol dire carrelli circolari a buttare. La parte più brutta è proprio la serata organizzata da MTV, dove tutti i nodi narrativi vengono al pettine. Qui la differenza tra cinema e televisione si annulla definitivamente.
Dai, dai, dai che la giriamo (alias la scena in cui il film sembra decollare): Direi mai. Dopo quaranta secondi di film si sa già esattamente cosa avremo davanti e il tutto si protrae stancamente verso un’inevitabile conclusione.
Personaggi che non esistono N°1: il nerd

Personaggi che non esistono N°1: il nerd

Enchanted Bunny (alias la scena in cui il film si suicida): Ora, si può anche partire poco prevenuti verso un film del genere, ma non si può fare a meno di sentirsi… sconsolati (ecco, sconsolati è la parola giusta) nel momento in cui, dopo aver visto il protagonista, la bella del liceo, la sfigata che poi diventerà bella, entra in scena lo sfigato del liceo, il povero Gino, interpretato da Guglielmo Scilla. Il problema ovviamente non è suo: Scilla tra l’altro è quello che se la cava meglio, ma è proprio il suo ruolo, la sua funzione, il suo essere elemento prevedibile e scritto palesemente controvoglia a far crollare qualsiasi tipo di entusiasmo. Per nulla male anche la caratterizzazione del suo antagonista, il metallaro Jerry (Andrea Montovoli): capello longo, moto e tatuaggetti tribali, il nostro nella prima sequenza assiste in disparte a un concerto dei Nais Nois. Mentre Davide e il suo gruppo suonano, lui picchia un destro contro il muro per poi urlare feroce: “Musica di merda!”. Ovviamente ha ragione da vendere, ma al di là di questo il suo ruolo da cattivone approfittatore è francamente ridicolo. Ha la stessa credibilità e spessore dei cattivi delle serie poliziesche con Raoul Bova, che sono cattivi perché indossano una maglietta di un gruppo metal.
Personaggi che non esistono n°2: il metallaro

Personaggi che non esistono n°2: il metallaro

Tarallucci e vino (alias c’è un conflitto? che cos’è il conflitto alias l’altro umiliato in sottotesto): Una Canzone per Te è un film che racconta la crescita del protagonista Davide. Che da stronzetto squattrinato innamorato della Quattrociocche cresce fino a diventare uno stronzetto che farà un disco per una major innamorato della Claisse. Nessun conflitto.
Lei è presa male

Lei è presa male

La società si prende le sue colpe? Colpe? Quali colpe, signore? Volendo proprio essere dei polemici vecchi tromboni antipatici, si potrebbe fare un discorso sulle aspirazioni e i sogni di questi giovini votati alla musica. Si forma un gruppo e si scrivono canzoni per un solo motivo: finire su MTV, cosa che equivale al successo. Certo, grazie al rapporto con Lisa, Davide impara a scrivere “quello che sente dentro”, ma il tutto è poi finalizzato a un’idea piuttosto distorta di fama e successo. Solitamente, negli equivalenti americani, la disciplina in cui il giovane eccelle – che sia il karate o lo scrivere canzoncine – serve principalmente per far capire l’importanza di certe cose al protagonista. Il successo (vincere il torneo, fare un disco) diventa quasi una conseguenza. Qui, se escludiamo la telefonatissima epifania amorosa di Davide, è esattamente il contrario. Curioso poi come viene dipinta la manager di MTV: per arrivare in quel fantastico mondo bisogna entrare nelle grazie di una fredda stronza che non dimostra mai nessun tipo di simpatia nei confronti di Davide o degli altri che partecipano alle selezioni.
Indice di in-vaccabilità (alias quanto è riconducibile a: “è di destra o di sinistra?”): Zero! Nessun tipo di riferimento alla politica neanche per isbaglio. Visto che probabilmente si puntava all’estero, non ci si è voluti sporcare le manine con personaggi come il comunista o il nazi del liceo. Nulla.
Indice “Montale e i suoi limoni (alias sfoggio di high culture a caso): Questo è forse l’unico punto interessante del film. Come detto nel giudizio sbrigativo, il film strizza l’occhio a prodotti ammerigani come i film con i Jonas Brothers e affini (nella mia testa, anche perché non avendone mai visto uno, c’ho poco da dire) ma tiene i suoi piedoni ben saldi nella lunga tradizione italiana dei film sui giovani liceali in procinto di maturarsi, tipo Chewingum. Come non notare in questo senso la straordinaria somiglianza tra Sergio (Claudio Falconi) e il vecchio Massimo Ciavarro? Qui siamo dalle parti della citazione colta, c’è poco da fare.
Tarro come Massimo Ciavarro

Tarro come Massimo Ciavarro

Lo stesso discorso lo possiamo fare per Gino, banale traduzione fonetica di Eugene, il proto nerd di Grease (1978. Formidabili quegli anni). Il riproporre così sfacciatamente modelli legati alla commedia cui si vuole far riferimento, è la cosa più interessante del film. Ma, dato che Una Canzone per Te è un film musicale, bisogna fare i conti con una lunga serie di rimandi a gruppi e personaggi legati a quel mondo. Oltre a piccole apparizione per i Lost, la VJ Valentina Correani e i Broken Heart College (e hai detto cazzo…), vengono ovviamente citati a sproposito Jimi Hendrix, Jim Morrison e i Led Zeppelin. Qualche intrigante esempio: il titolo del tema che Davide deve fare è una cosa del tipo “il rapporto con la morte secondo Rimbaud e Pavese” e pensate che il nostro se la cava con un parallelismo Rimabaud : Jim Morrison = Pavese : Kurt Cobain. E alla maturità viene fuori pure un “Manzoni è un po’ Bruce Springsteen”. Ah, leggo nei titoli di coda che Una Canzone per Te è liberamente ispirato Twice Upon a Yesterday, in italiano Due Volte Ieri diretto nel 1998 da Maria Ripoll, tra gli altri con Penelope Cruz e Mark Strong. Ma diamo un occhio alla tomba del padre di Lisa.
Per non sbagliare

Per non sbagliare

Già che ci siamo, diamo anche un occhio a questo fotogramma.
Come si chiamava il singolone di successo di Alizée?

Come si chiamava il singolone di successo di Alizée?

Indice di Tarantinabilità (alias c’è qualcosa che tra vent’anni ci sembrerà troppo avanti?): direi proprio di no.
Maggio 2007 (alias segnali di calendario possibile alias tette laterali): Veronica (Martina Pinto) è la groupie dei Nais Nois. Invita a casa sua Davide per farci del sesso tantrico. Si fa trovare in completino intimo e per convincere Davide a seguirla in camera, mostra le tette. Contando che si parla di liceali la sequenza è un po’ inquietante. In una sequenza successiva sempre Veronica viene trasportata di peso da Davide e si omaggia lo spettatore di un primo piano sul sedere di lei.
Era evidentemente necessario

Era evidentemente necessario

Pubblico? Quale pubblico? Si è tentato, anche grazie alle già citate ospitate, di far leva sul pubblico di MTV che però non ha abboccato.
E Manfredi, il più sfacciato (alias il violento product placement): Oltre ovviamente a MTV si notano evidenti pubblicità. Davide fa colazione con una lattina di Burn. Tutti si vestono con magliette della Atticus o robe della Tezenis. La moto del padre, viene ripetuto e mostrato fino allo sfinimento, è una Ducati.
Hey, ma è il 7 giugno! Ho proprio voglia di un energy drink!

Hey, ma è il 7 giugno! Ho proprio voglia di un energy drink!

Ce lo meritiamo? No.

7 Comments

  1. babidec
    Posted 17 febbraio 2011 at 11:08 | Permalink | Rispondi

    L’analisi è perfetta anche se, in alcuni momenti, il film mi ha addirittura commossa (la scena del diario … ah, quel piedino …). Scherzi a parte, ho visto il film due volte: al primo spettacolo del giorno d’uscita in sala (pubblico: io e altri 3 o 4 coetanei)e a un festival di opere prime a dicembre (era in concorso ma, ahimè, noi terribili giurati gli abbiamo negato persino il “premio coraggio”). La prima volta non vedevo l’ora che il film finisse per controllare i titoli di coda e accertarmi della parentela tra il biondino e Ciavarro! La seconda per chiedere al regista (uno molto arrabbiato con la produzione che, a quanto pare, gli ha stravolto il film) la stessa cosa. Niente! In compenso la Claisse è figlia di Laura Morante … questo si.

  2. fedemc
    Posted 17 febbraio 2011 at 12:04 | Permalink | Rispondi

    due volte è veramente tanto.
    ma il primo giorno di programmazione ci sei andata per il lol o per masochismo?

  3. babidec
    Posted 17 febbraio 2011 at 12:45 | Permalink | Rispondi

    diciamo motivi di studio, quindi, forse più per masochismo(e anche per farmi prendere in giro dagli amici, cosa che, da masochista, mi diverte troppo!)

  4. fedemc
    Posted 17 febbraio 2011 at 13:03 | Permalink | Rispondi

    oggi, casualmente, ho trovato questo:
    http://www.youtube.com/user/willwoosh#p/u/4/-eCbTQtVRLg
    lui è scilla, il nerd del film.
    c’è dell’impegno.

  5. paolo
    Posted 17 febbraio 2011 at 15:15 | Permalink | Rispondi

    Voglio assolutamente vederlo! Tra l’altro Emanuele Bosi è uno dei miei giovani-attori-preferiti. Come ne esce qua?
    Nais Nois non è male. Fa un po’ il paio con il rapper Fàbio Fòbia di “Scusa ma ti chiamo amore”.

  6. babidec
    Posted 17 febbraio 2011 at 17:33 | Permalink | Rispondi

    Bosi ha più di un’espressione quindi, secondo me, rende benissimo il cambiamento del suo personaggio. Film a parte, comunqe il cast per me funziona abbastanza bene tutto. Oh, poi a me Martina Pinto piace!

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