La rassegna stampa del sabato

Animal Kingdom. In trasmissione avevamo parlato molto bene del noir australiano su una famiglia di criminali. Quelli del “Guardian” sono stati più fortunati di noi e hanno parlato direttamente con il regista David Michod. Qui l’audio dell’intervista.

Biglietti del cinema, +1. Dopo l’orrenda ammuina di dicembre finalmente è ufficiale: da luglio scattano gli aumenti per i biglietti del cinema. Antipatico, ma niente di drammatico, visto che i prezzi sono fermi da parecchi anni. Gioia misurata (ed espressa democristianamente) all’Anica – l’associazione dei produttori – perché così si il governo può rifinanziare (per sei mesi) il tax credit, vale a dire il meccanismo di detassazione degli investimenti nella produzione cinematografica. Meno contenti gli esercenti associati nell’Agis, che poi se la devono vedere con gli spettatori.

L’èlite senza potere. Henry Jenkins (già direttore del Comparative Media Studies Program dell’MIT e autore del fortunatissimo Cultura convergente) intervista la sua collega Elizabeth Currid-Halkett a proposito di celebrities e divismo nell’epoca del gossip permanente e dei famosi-per-essere-famosi. Saranno veramente tutte novità? Ma più che altro, dove lo trova Jenkins il tempo per fare tutte queste cose, comprese le interviste ai colleghi? Ha un gemello? Comunque, prima e seconda parte dell’intervista.

Freddy a Sanremo. Matteo Bordone scrive un gran bel pezzo su Sanremo e dice che è positivo che si faccia “semplice” umorismo su Berlusconi, che la sua figura sia ripulita di connotazioni politiche per essere “semplicemente” preso per il culo. Il tema del post, per chi non ha seguito il Festivàl di Sanremo, è la canzone Ti sputtanerò, riscrittura di In amore di Morandi e Barbara Cola ad opera di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Forse, sarei meno ottimista,  e vorrei capire se il contenitore è altrettanto importante del contenuto. Per capirci, se Ti sputtanerò fosse stata eseguita da Fazio potremmo dire lo stesso?

Dorian Gray. Il cinema italiano degli anni Cinquanta ha un rapporto strano col sesso, o per meglio dire (visto quello che si intendeva all’epoca) con la messa in scena del corpo femminile. Lo fa attraverso un gusto quasi sempre porcellone, talvolta torrido, pochissime volte veramente sexy. La benzinaia in sottoveste de Il grido (1957) è una delle poche donne indubbiamente sexy di quel cinema, secondo me. Per crearla ci sono voluti l’occhio di Michelangelo Antonioni, la voce di Monica Vitti e il corpo di Maria Luisa Mangini, alias Dorian Gray, che si è uccisa a 83 anni mercoledì scorso.

One Comment

  1. Francesco
    Posted 19 febbraio 2011 at 16:25 | Permalink | Rispondi

    Ci facciamo i complimenti da soli, lo so, ma per me questo della Rassegna Stampa è già un appuntamento irrinunciabile. Bravo.

One Trackback

  1. […] all’aumento di un euro per i biglietti del cinema. I fondi necessari per sostenere il tax credit verranno trovati grazie a una misura complessiva di aumento delle imposte sui carburanti. Lasciamo […]

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