Ladri di cadaveri – Burke and Hare, John Landis, 2010

Che John Landis fosse tornato, l’avevamo capito anche dai deboli, ma riconoscibilissimi, singulti “personali” nei film horror per la tv che ha firmato negli ultimi anni per serie come Masters of Horror e Fear Itself. Ma ho dato un’occhiata alla sua filmografia (al cinema): be’, per non superare il quarto di secolo dall’ultimo buon film che ha fatto, bisogna accontentarsi di Il principe cerca moglie (del 1988, comunque). E già all’epoca non è che mi ricordi di ‘ste grasse risate. Poi, inizia la serie di film sbagliati di Landis. Certo, uno dice: ha fatto i Blues Brothers. Già, ma anche Blues Brothers 2000. E Animal House? Ecco a te la carta The Stupids. Delitto imperfetto (che?) era uscito nel 1998. Poi, sei anni di silenzio e le produzioni televisive. Ecco, per dire che l’uscita di questo Burke&Hare era una bella prova, per Landis. Com’è andata? Superata.

Landis gira nei mitici Ealing Studios una storia ispirata alle cronache degli omicidi attribuiti a Brendan Burke e William Hare, due irlandesi emigrati a Edimburgo che, negli anni ’20 e ’30 dell’Ottocento, uccisero una quindicina abbondante di persone per venderne i cadaveri alle rinomate scuole di medicina della città. “Una storia vera… tranne per le parti non vere” dice il cartello che introduce la vicenda. E già qua vediamo qualcosa che si avvicina allo sberleffo del Landis più ridanciano e sguaiato, quello dei primi film. Di per sè la storia è sviluppata, con una messa in scena non particolarmente fantasiosa, ma corretta e tutto sommato realistica: John Mathieson, specialista in luci “antiche” (Il Gladiatore e Robin Hood), firma la direzione della fotografia. Gli studi della Ealing hanno poi trasmesso qualcosina al film: Landis mescola bene sangue e commedia, lo sapevamo, ma l’ingrediente inglese alleggerisce in alcuni casi o taglia in maniera più fine delle sequenze che riescono. La sceneggiatura fa il suo dovere, con il romance in sottotrama che, sebbene sfoci nel “magico mondo del teatro”, non viene mai preso sul serio. Landis mette in scena dei personaggi disgustosi, in fondo, senza che nessuno possa indossare davvero i panni del “buono”. E gestisce bene i suoi attori, Serkis e Pegg su tutti, senza dimenticare Tom Wilkinson e Tim Curry nei panni dei due medici rivali.
E poi, qua e là, spunta una piccola cosetta geniale, come la comparsata di Christopher Lee, letteralmente soffocata sul nascere, e un tentativo di omicidio con una falce e un martello.
Insomma, non siamo dalle parti di Un lupo mannaro americano a Londra, ma neanche di Amore all’ultimo morso. Burke&Hare sembra il timido tentativo di un regista che si ricorda, dopo una lunga amnesia, chi era e che cosa poteva fare davvero. Speriamo che il prossimo film sia la prova di un risveglio avvenuto e definitivo. Ah, come spesso vale per i film di Landis: guardatevi tutti i titoli di coda per scoprire chi recita in parti minori…

IMDB | Trailer

3 Comments

  1. babidec
    Posted 2 marzo 2011 at 10:15 | Permalink | Rispondi

    una guduria pazzesca!pollice su :)

  2. Posted 2 marzo 2011 at 16:36 | Permalink | Rispondi

    Dunque sono il solo a pensare che “Delitto imperfetto” fosse delizioso.

  3. Seppia
    Posted 4 marzo 2011 at 19:34 | Permalink | Rispondi

    Burke & Hare mi ha annoiato a morte, mi aspettavo decisamente di più da Landis. La sfilza di cammeo è impressionante.

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