La rassegna stampa del sabato

Amici miei (continua). Nella vita capita di tutto, anche di essere d’accordo al cento per cento con Marco Giusti, che con piglio quasi filologico spiega perché quelli che oggi  accusano di oltraggio alla memoria artistica monicelliana il prequel di Parenti-De Laurentiis sono un po’ fuori strada.

With a Litthe Help from My Friends. Fedemc segnala il ritorno alla regia di Stefano Calvagna, che, novello Isidro Parodi, sta girando Rabbia in pugno nelle ore e coi tempi concessi dal regime di semilibertà in cui si trova. Alla sceneggiatura ha collaborato Giovanni Galletta.

I pugni in tasca. In coda a un pettegolezzo che qui poco ci interessa, si viene a scoprire che esiste una versione teatrale del primo film di Marco Bellocchio. Ignoranza mia, non c’è dubbio. Qualcuno l’ha vista? Certo che non sarebbe male nemmeno ricavarne una sitcom, stile I cinque del quinto piano.

The pros and cons of geek domination. Il resoconto del Guardian dall’edizione 2011 di South by Southwest è vagamente apocalittico, ma fa venire anche un po’ d’invidia per il trattamento di favore che riservano aiu blogger in quel di Austin (Texas).

Adionilla, in arte Nilla. Sabato scorso è morta Nilla Pizzi, protagonista di uno dei momenti più genuinamente melodrammatici della storia recente della tv italiana. Aveva fatto anche l’attrice al cinema nei primi anni Cinquanta. Dalla recensione di Canzone appassionata di Giorgio Simonelli comparsa su “Festival” del 24 luglio 1954: “Il film è un deprimente fumetto dagli sviluppi improbabili e risibili. La vedete voi la Pizzi sposa sottomessa, vilipesa e tiranneggiata? Bene, nel film lo è”.

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