Non lasciarmi, Mark Romanek, 2010

Credo sia bene dirlo, considerando che Non lasciarmi non è tratto da un soggetto originale: non ho letto il romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro, autore britannico non nuovo a trasposizione cinematografiche (Quel che resta del giorno su tutto). E mi dispiace di avere visto il film senza avere assaggiato il romanzo perché, se lo avessi fatto, avrei capito meglio le scelte dello sceneggiatore Alex Garland, che costituiscono il vero fulcro – a mio avviso – della discussione sul film.
Ma partiamo dalla trama: in un mondo alternativo e distopico le malattie sono state sconfitte anche grazie all’impiego massiccio di cloni umani, cioè uomini e donne creati appositamente per fornire pezzi di ricambio. Tra questi, seguiamo in flashback (dal 1978 al 2004) le vicende di Kathy (Carey Mulligan), che fa da narratrice, Tommy (Andrew Garfiled) e Ruth (Keira Knightley): sono tre dei tanti bambini-cloni che vivono nel collegio di Halisham e dal quale, pare, non possono uscire. Dopo poco è un’insegnante che ci rivela, parlando a un’attonita classe, che l’unico scopo per cui vivono è dato dalle donazioni di organi alle quali sono destinati. Il “mistero”, quindi, è svelato subito: in sè non sarebbe un problema, se Romanek decidesse di indagare a fondo negli animi chiaramente turbati di questi preadolescenti. Ma la storia incombe, e quindi saltiamo alla metà degli anni ’80, dove i tre sono trasferiti ai “Cottages” e dove il legame erotico e amoroso di Tommy e Ruth si rinsalderà, a discapito di Kathy, innamorata da sempre del ragazzo. Anche in questo caso si indaga poco sulle personalità dei tre che, infine, si separeranno per trovarsi nel 2004 in un finale che, per amore del racconto, non vi riveleremo.

Romanek dirige con mano sicura e un po’ scolastica un buon cast: ovviamente su tutti spiccano la Mulligan e, specialmente, Garfield. Entrambi gli attori hanno vinto il BAFTA, peraltro: la Mulligan per questo film e Garfield per l’inedito Boy A. Ha gusto per l’inquadratura, Romanek: l’esperienza con i videoclip (qua una lista di quelli che ha diretto) e la fotografia “marroncino distopico” di Adam Kimmel sono perfette per questo continuo autunno che vivono i personaggi. Il problema, però, lo rimarchiamo, sono i personaggi stessi: Garland rimane molto attaccato alla fabula di Ishiguro, ipotizziamo, alla successione degli eventi. Ma siamo certi che il romanzo (considerato dal Time uno dei migliori in assoluto della letteratura britannica) si fermi per creare un senso di mistero e angoscia, innanzitutto derivante dalle basi del racconto: sembra, infatti, che (finale a parte) i bambini (e poi adolescenti) protagonisti, prendano con eccessivo distacco la consapevolezza di essere, in pratica, pezzi di ricambio ambulanti. Le sfaccettature dei personaggi sono ridotte: è chiaro, siamo in un film, ma è poco (considerando l’idea da cui si parte) dipingere Kathy come quella saggia, buona e riflessiva, Tommy come l’artista e Ruth come quella fredda, bella e determinata (la Knightley, poi, è ancora una volta decisamente scarsa).

Cosa rimane, quindi, di un film che non me la sento di bocciare, ma che mi lascia comunque deluso? Un lievissimo senso di angoscia, l’idea che Romanek sia ancora una volta passato al cinema (dopo One Hour Photo) senza fare figuracce, alcune scene girate bene (il colloquio finale con Charlotte Rampling è magistrale) e la voglia di leggere il romanzo di Ishiguro, sperando che uno sceneggiatore più capace e sensibile di Garland abbia voglia di rimetterci le mani sopra.

IMDB | Trailer

One Comment

  1. paola
    Posted 3 aprile 2011 at 01:24 | Permalink | Rispondi

    vorrei segnalare una recensione interessante che ho trovato qui
    http://totanisognanti.blogspot.com/2011/04/non-lasciarmi-di-mark-romanek.html

2 Trackbacks

  1. By Vitaminic – Che personaggi! on 13 aprile 2011 at 16:54

    […] Secondo film in scaletta: Non lasciarmi, di Mark Romanek. Il bravo regista prende un romanzo (assai lodato) di Ishiguro e lo mette in scena raffreddando una materia narrativa già glaciale di suo. Non male, ma spiccano le performance di Carey Mulligan e John Garfield, eccezionali: ne abbiamo parlato anche sul nostro blog. […]

  2. […] mai – Paola Cortellesi per Maschi contro femmine e Nessuno mi può giudicare – Keira Knightley per Non lasciarmi – Sarah Felberbaum per Il […]

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